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'Non mi lasciare', le indagini di Vittoria Puccini nella metà oscura del web

'Non mi lasciare', le indagini di Vittoria Puccini nella metà oscura del web

Dal 10 gennaio su Rai 1 la serie diretta da Ciro Visco. L'attrice è una vicequestore alle prese con la morte di un ragazzino e con i fantasmi del proprio passato 

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"Quando noi eravamo bambini, Internet non c'era, ma va utilizzato in sicurezza e con intelligenza. I dati ufficiali parlano chiaro: i ragazzini vengono adescati attraverso i social". Vittoria Puccini parla così alla presentazione della serie Non mi lasciare, con lei nel cast Alessandro Roja, regia di Ciro Visco, quattro prime serate su Rai 1 dal 10 gennaio. E un inizio d'impatto: i sommozzatori si immergono in un canale per recuperare un corpo impigliato in una rete, e quel corpo è di un bambino.

Ambientata a Venezia, Puccini nel ruolo della vicequestore Elena Zanin, la serie "fa capire - spiega l'attrice - che il web va usato con intelligenza perché nasconde pericoli. Mia figlia ha quindici anni, questa storia spiega bene i rischi". Firmano la sceneggiatura Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli (gli autori di Gomorra - La serie) che, spiega ancora l'attrice, "hanno fatto un lavoro certosino che intreccia l'mpegno pubblico della polizia alla vita privata dell'ispettrice Zanin. I poliziotti che si occupano di questi reati sono seguiti da psicologi. Il tema dell'infanzia è affrontato da diversi punti di vista. Nella mia vita cerco sempre di farmi insegnare qualcosa dai ragazzi, sono aperta sempre all'ascolto".

Vittoria Puccini alla presentazione di 'Non mi lasciare'. Nelle altre foto, sul set della serie
Vittoria Puccini alla presentazione di 'Non mi lasciare'. Nelle altre foto, sul set della serie (agf)

La storia. Zanin torna a Venezia vent'anni dopo averla lasciata improvvisamente senza dire nulla a nessuno. Ci torna perché viene rinvenuto il corpo di un giovane, Gilberto, che la polizia pensa sia sia suicidato. Non è della stessa idea Elena, convinta che il ragazzo sia vittima di una rete criminale che lei segue da tempo. Puccini descrive il suo personaggio come "una donna coraggiosa e particolarmente intuitiva, capace di creare una immediata empatia con le persone che si trova di fronte, siano esse le vittime o i carnefici; è questa la sua grande dote, quella di comprendere chi ha di fronte. Spesso gli aguzzini sono stati a loro volta vittime, come spiegato da Maddalena Ravagli che ringrazio per come ha scritto questo personaggio informandosi, vittime a loro volte di violenze".

Con la sua squadra, continua l'attrice, "il mio personaggio crea falsi profili su Instagram, segue false aste. Nel dark web, che è appunto il web oscuro dove è difficile accedere, illegale, parliamo di bambini messi all'asta e materiale pedopornografico. Si vendono armi e droga, per essere credibile devi imparare il linguaggio usato dagli utenti. Ma c'è chi purtroppo riesce a farlo. Per questo è importante il dialogo con i nostri figli, più che il controllo: bisogna parlare, metterli in guardia, spiegare i pericoli cui si può incorrere anche solo aprendo un link, un video. Vedremo poi - aggiunge - al tempo stesso che Elena ha anche lei le sue fragilità nascoste, incertezze e paure, intimamente 'spezzata dentro': tutte sfumature che le regalano un fascino speciale".

A Venezia, Elena ritrova Daniele (Roja), suo amore del passato e oggi vicequestore, e Giulia (Sarah Felberbaum), sua migliore amica, anche lei in polizia e sposata con Daniele. Le indagini sul caso costringeranno i tre a dover fare i conti con il passato: soprattutto Elena, che dovrà affrontare un grosso dolore.