"Quando noi eravamo bambini, Internet non c'era, ma va utilizzato in sicurezza e con intelligenza. I dati ufficiali parlano chiaro: i ragazzini vengono adescati attraverso i social". Vittoria Puccini parla così alla presentazione della serie Non mi lasciare, con lei nel cast Alessandro Roja, regia di Ciro Visco, quattro prime serate su Rai 1 dal 10 gennaio. E un inizio d'impatto: i sommozzatori si immergono in un canale per recuperare un corpo impigliato in una rete, e quel corpo è di un bambino.
Ambientata a Venezia, Puccini nel ruolo della vicequestore Elena Zanin, la serie "fa capire - spiega l'attrice - che il web va usato con intelligenza perché nasconde pericoli. Mia figlia ha quindici anni, questa storia spiega bene i rischi". Firmano la sceneggiatura Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli (gli autori di Gomorra - La serie) che, spiega ancora l'attrice, "hanno fatto un lavoro certosino che intreccia l'mpegno pubblico della polizia alla vita privata dell'ispettrice Zanin. I poliziotti che si occupano di questi reati sono seguiti da psicologi. Il tema dell'infanzia è affrontato da diversi punti di vista. Nella mia vita cerco sempre di farmi insegnare qualcosa dai ragazzi, sono aperta sempre all'ascolto".
La storia. Zanin torna a Venezia vent'anni dopo averla lasciata improvvisamente senza dire nulla a nessuno. Ci torna perché viene rinvenuto il corpo di un giovane, Gilberto, che la polizia pensa sia sia suicidato. Non è della stessa idea Elena, convinta che il ragazzo sia vittima di una rete criminale che lei segue da tempo. Puccini descrive il suo personaggio come "una donna coraggiosa e particolarmente intuitiva, capace di creare una immediata empatia con le persone che si trova di fronte, siano esse le vittime o i carnefici; è questa la sua grande dote, quella di comprendere chi ha di fronte. Spesso gli aguzzini sono stati a loro volta vittime, come spiegato da Maddalena Ravagli che ringrazio per come ha scritto questo personaggio informandosi, vittime a loro volte di violenze".
Con la sua squadra, continua l'attrice, "il mio personaggio crea falsi profili su Instagram, segue false aste. Nel dark web, che è appunto il web oscuro dove è difficile accedere, illegale, parliamo di bambini messi all'asta e materiale pedopornografico. Si vendono armi e droga, per essere credibile devi imparare il linguaggio usato dagli utenti. Ma c'è chi purtroppo riesce a farlo. Per questo è importante il dialogo con i nostri figli, più che il controllo: bisogna parlare, metterli in guardia, spiegare i pericoli cui si può incorrere anche solo aprendo un link, un video. Vedremo poi - aggiunge - al tempo stesso che Elena ha anche lei le sue fragilità nascoste, incertezze e paure, intimamente 'spezzata dentro': tutte sfumature che le regalano un fascino speciale".
A Venezia, Elena ritrova Daniele (Roja), suo amore del passato e oggi vicequestore, e Giulia (Sarah Felberbaum), sua migliore amica, anche lei in polizia e sposata con Daniele. Le indagini sul caso costringeranno i tre a dover fare i conti con il passato: soprattutto Elena, che dovrà affrontare un grosso dolore.