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Gaia Girace: "La mia Lila una guerriera che non si arrende"

Il 6 febbraio su Rai 1 andrà in onda 'L’amica geniale - Storia di chi fugge e di chi resta', per la regia di Daniele Luchetti. Intervista a una delle due protagoniste, catapultata nella dura vita in fabbrica negli anni Settanta
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Gaia Girace è timida, riservata: regala a Lila, che lavora in fabbrica e si ribella alle molestie, una forza incredibile. «È una guerriera» racconta l’attrice diciottenne, protagonista con Margherita Mazzucco della serie evento L’amica geniale - Storia di chi fugge e di chi resta di Daniele Luchetti, dai libri di Elena Ferrante. Siamo negli anni Settanta, le due amiche/nemiche sono cresciute, una scrittrice di successo, che torna nel rione e legge sui giornali le recensioni entusiaste dei suoi libri, l’altra operaia. Vivono i conflitti e i cambiamenti politici, la loro storia si intreccia alla Storia, e cercano se stesse.


Gaia, oggi è più sicura?
«No, mi è rimasta la timidezza, sembra che aumenti sempre. In realtà sul set sono proprio un’altra persona, super espansiva, rispetto alla vita di tutti i giorni. Mi sento a mio agio quando recito, meno nella vita». 

Saverio Costa…

Gaia Girace è timida, riservata: regala a Lila, che lavora in fabbrica e si ribella alle molestie, una forza incredibile. «È una guerriera» racconta l’attrice diciottenne, protagonista con Margherita Mazzucco della serie evento L’amica geniale - Storia di chi fugge e di chi resta di Daniele Luchetti, dai libri di Elena Ferrante. Siamo negli anni Settanta, le due amiche/nemiche sono cresciute, una scrittrice di successo, che torna nel rione e legge sui giornali le recensioni entusiaste dei suoi libri, l’altra operaia. Vivono i conflitti e i cambiamenti politici, la loro storia si intreccia alla Storia, e cercano se stesse.


Gaia, oggi è più sicura?
«No, mi è rimasta la timidezza, sembra che aumenti sempre. In realtà sul set sono proprio un’altra persona, super espansiva, rispetto alla vita di tutti i giorni. Mi sento a mio agio quando recito, meno nella vita». 

Saverio Costanzo è stato il vostro mentore, oggi la regia è di Daniele Luchetti. Com’è andata?
«Non si arrabbia mai e ci ha messo a nostro agio: “Voi conoscete i personaggi come nessun altro”. Non esercita mai la tensione sul set. Io soffro di ansia, lavorare con lui è stato bello». 

Raccontiamo il destino di Lila.
«L’abbiamo lasciata che lavora in fabbrica, si distrugge psicologicamente, deve sottostare alle molestie del padrone senza poter dire niente. Continua a faticare fino a quando fanno sparire Gennaro: allora decide di andarsene. Farà molta tenerezza in questa stagione, viene sempre vista come una persona forte». 

Siamo negli anni Settanta ma lo sfruttamento e le molestie purtroppo sono attuali.
«Sì purtroppo il maschilismo è ancora attuale, c’è un maschilismo camuffato, che riguarda tutte le fasce d’età». 

Il legame tra Lila e Lenù è vera amicizia?
«È più complesso, c’è amore e odio. Sono diverse: l’unica cosa è che Elena si adagia un po’, Lila invece lotta per la sua indipendenza, lotta per la giustizia in questa stagione. Elena si accontenta, sono gli opposti: sono nate nello stesso contesto sociale, ma una scappa e una resta ancorata alle sue origini». 

Ama il suo personaggio?
«Sì, fin dall’inizio, al primo provino, che poi è stata un’intervista, mi andai a cercare le informazioni. Volevo essere io, vedevo la possibilità di darle una vita, tante sfumature, stimo molto che sappia combattere la sua battaglia». 

Pensa che possa ispirare le altre donne?
«Certo che può ispirare nella vita, l’importante è che si prendano le parti buone: la determinazione. Lila ce l’ha dovuta fare da sola, nessuno l’ha supportata. Non si adagia mai, non è mai soddisfatta». 

Girerete la quarta stagione?
«Non credo. Oddio non lo so, abbiamo detto così anche per la terza, poi siamo sempre noi». 

Lei come vive l’amicizia?
«Non è facile. Molto spesso le persone si avvicinano perché ho girato la serie o non si avvicinano per quello, mi vedono come inarrivabile, quindi è difficile instaurare rapporti veri, puri. Difficile trovare persone che non si fermino all’apparenza». 

Con Margherita siete diventate amiche?
«Lavoriamo benissimo, siamo complici sul set. Ma non ci vediamo fuori e non abbiamo forzato questa cosa». 

Le piace l’indipendenza?
«Tanto. Vivo da sola e sono super super contenta. I miei si sono dispiaciuti ma li avevo avvisati: a 18 anni esco di casa. Hanno provato a convincermi, lo sto comunicando». 

Dopo la maturità ha deciso cosa fare?
«Ancora no. In realtà è tutto un punto interrogativo. Continuo a fare l’attrice, mi piace, però in futuro non lo so. Implica tante rinunce, non ho fretta, cerco di godermi ogni cosa». 

Le fa paura il futuro?
«Nì. Non lo so. Per questo spero di fare sempre qualcosa che mi piaccia, di trovare una mia strada. Non mettermi troppa pressione, già mi faccio tante paranoie». 

Il rapporto coi social?
«Disastroso. Dimentico di usarli, magari faccio le foto, ma mi dimentico di postarle. In realtà qualche anno fa usavo il profilo Instagram, ho 160mila follower quando sono iniziati a crescere i numeri, sono spuntati non dico gli hater, ma la gente ha sempre qualcosa da ridire, iniziava a diventare pesante». 

Come ha vissuto la pandemia?
«Penso molto, troppo. Stare chiusa in camera mi costringeva a pensare ancora di più, è stato un periodo complicato, mi sono chiusa ancora di più ed è difficile ancora adesso. Ma sto imparando a gestire la situazione». 

Cosa si augura?
«Di continuare a fare progetti buoni che mi facciano crescere, voglio fare sempre cose nuove. Amo le sfide, non mi pace adagiarmi, stare ferma, mi piace sperimentare». 

Ma sogna una grande carriera o di formare una famiglia?
«La famiglia».