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'Vostro onore': giudice o padre, un dilemma impossibile

Multischermo / La serie con Stefano Accorsi su Rai 1
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Creata in Israele, adattata in America (con protagonista la star di Breaking Bad, Bryan Cranston) e adesso anche da noi: storia universale, o qualcosa del genere, quella di Vostro Onore – Stefano Accorsi protagonista dentro qualcosa che somiglia a un ruolo definitivamente adulto e oltre. Un giudice integerrimo, vedovo da poco con grandi traumi, un figlio ancor più traumatizzato. Finché quest’ultimo provoca un incidente stradale, uccidendo il ragazzo di una famiglia malavitosa. Per il giudice il dilemma è di quelli impossibili, decidendo da subito di provare a evitare il peggio ma avendo come unica soluzione quella di coprire il ragazzo e infrangere un centinaio di articoli del Codice. Appunto, una storia che può andare ovunque: e da noi alla fine la scelta di elevarla al rango di fiction del lunedì sera di Rai 1 è di quelle spericolate.

Niente ascolti oceanici, ma al momento nemmeno malissimo. E il richiamo, un po’ troppo in…

Creata in Israele, adattata in America (con protagonista la star di Breaking Bad, Bryan Cranston) e adesso anche da noi: storia universale, o qualcosa del genere, quella di Vostro Onore – Stefano Accorsi protagonista dentro qualcosa che somiglia a un ruolo definitivamente adulto e oltre. Un giudice integerrimo, vedovo da poco con grandi traumi, un figlio ancor più traumatizzato. Finché quest’ultimo provoca un incidente stradale, uccidendo il ragazzo di una famiglia malavitosa. Per il giudice il dilemma è di quelli impossibili, decidendo da subito di provare a evitare il peggio ma avendo come unica soluzione quella di coprire il ragazzo e infrangere un centinaio di articoli del Codice. Appunto, una storia che può andare ovunque: e da noi alla fine la scelta di elevarla al rango di fiction del lunedì sera di Rai 1 è di quelle spericolate.

Niente ascolti oceanici, ma al momento nemmeno malissimo. E il richiamo, un po’ troppo insistito, sull’ambizione della serie stessa (del tipo: non è la solita cosa, non iniziate a lamentarvi). In realtà la versione Usa (Your Honor) aveva già convinto fino a un certo punto, e per i motivi detti: troppo dichiarate le intenzioni, troppo stretto il senso, racchiuso nel dilemma morale atroce dell’uomo di legge, troppo obbligata la strada da percorrere. Ma da riempire però, a quel punto, come da sensibilità di chi si mette al lavoro: la storia è terribile, anche perché il giudice è vedovo sì, ma la moglie si è suicidata, e lui stava cercando di uscirne in un quadro di relazioni nuove da cercare, nonostante l’incombenza di una suocera – ebbene sì – che sarebbe il terrore di chiunque. In queste strettoie, per il regista Alessandro Casale, gli autori e soprattutto per Accorsi, muoversi in libertà è complicato. Con lo sfondo di una Milano a effetto, si cerca di stupire e rassicurare, ma la storia d’origine non lascia margini: forse riprovandoci con un soggetto originale tutto andrà a posto un giorno, e ci si ricorderà più volentieri anche di questo Vostro Onore.

***

  • “Scusate, abbiamo un allarme bomba in questo momento”.
  • “Vai tranquillo”.

(Dialogo tra un inviato del Tg2 in Ucraina e lo studio a Roma)