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'Noi', il remake di 'This is us'. Sandro Petraglia: "La famiglia è la vera fiction della nostra vita"

Il cast della serie 'Noi' 
Da domenica 6 marzo su Rai 1 la fiction, con Lino Guanciale, ispirata alla serie americana di successo. Lo sceneggiatore: "Gli attori americani sono superbi, i nostri non sono da meno"
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Chi ha visto This is us, serie cult americana con la famiglia Pearson, si innamorerà della famiglia Peirò, protagonista di Noi, il remake italiano diretto da Luca Ribuoli, da domenica su Rai 1. Commuove e emoziona la storia di Pietro (Lino Guanciale) e Rebecca (Aurora Ruffino), coppia di Torino dagli anni 80 a oggi. Aspettano tre gemelli: quando, durante il parto, uno dei piccoli muore, decidono di adottare un neonato afroamericano abbandonato davanti a una caserma. Il dolore, l’amore, le sconfitte, le scelte difficili e la forza della vita, più potente di tutto, si intrecciano nel racconto di una famiglia e dell’Italia.

Come spiega l’adorabile dottor Castaldi interpretato da Massimo Wertmuller, «non esiste un limone così aspro da non poterci fare una buona limonata»; si piange e si va avanti. Sono legatissimi i fratelli Claudio (Dario Aita), Caterina (Claudia Marsicano) e Daniele (Livio Kone), che a 34 anni cercano risposte. …

Chi ha visto This is us, serie cult americana con la famiglia Pearson, si innamorerà della famiglia Peirò, protagonista di Noi, il remake italiano diretto da Luca Ribuoli, da domenica su Rai 1. Commuove e emoziona la storia di Pietro (Lino Guanciale) e Rebecca (Aurora Ruffino), coppia di Torino dagli anni 80 a oggi. Aspettano tre gemelli: quando, durante il parto, uno dei piccoli muore, decidono di adottare un neonato afroamericano abbandonato davanti a una caserma. Il dolore, l’amore, le sconfitte, le scelte difficili e la forza della vita, più potente di tutto, si intrecciano nel racconto di una famiglia e dell’Italia.

Come spiega l’adorabile dottor Castaldi interpretato da Massimo Wertmuller, «non esiste un limone così aspro da non poterci fare una buona limonata»; si piange e si va avanti. Sono legatissimi i fratelli Claudio (Dario Aita), Caterina (Claudia Marsicano) e Daniele (Livio Kone), che a 34 anni cercano risposte. Claudio interpreta il maestro Rocco nella fiction Amore tra i banchi e non ne può più, Cate combatte contro i chili di troppo e Daniele cerca il padre che lo abbandonò.  «Abbiamo lavorato tanto» racconta lo sceneggiatore Sandro Petraglia, che firma l’adattamento con Flaminia Gressi e Michela Straniero, «è stato un grande impegno nella scrittura e un grande sforzo produttivo per Cattleya e RaiFiction. Ricostruire quattro epoche anche per la scenografia, i costumi, i parrucchieri è stata una sfida» .

Come si adatta una serie come “This is us”, così connotata?
«This is us è una serie imponente, definita “serie mondo” perché affronta l’universo familiare e ci mette tutto, l’amore, le nascite le morti, la guerra. Niente di più attraente che misurarsi con universi così grandi. Abbiamo avuto il vantaggio di confrontarci con un livello alto, facendo diventare la serie americana una storia nostra».

L’aspetto più difficile?
«L’andamento dei dialoghi, che doveva essere naturale. L’America ci colonizza. Non volevamo fare una copia di This is us, anche i francesi hanno fatto una loro versione. La scommessa è trovare modi nostri per raccontare temi universali. Poi gli americani hanno il Superbowl, noi abbiamo messo la finale dei Mondiali dell’82 o l’eliminazione a Seoul nel 2002 con Totti espulso e l’arbitro Moreno contestato». 

Lino Guanciale e Aurora Ruffino in una scena di 'Noi' 

La serie è ambientata a Torino e intreccia la storia con la Storia.
«Ci sono gli eventi: la crisi industriale, la marcia dei 40mila, l’immigrazione, la scena musicale di Napoli degli anni 70 con James Senese e Pino Daniele. Di fatto abbiamo quattro città simbolo: Roma la città del cinema, Milano quella della finanza, Torino la città operaia e poi c’è Napoli, dove ha vissuto il padre americano di Daniele, di stanza in una caserma Nato» .

Il personaggio più complesso?
«Claudio, nell’originale Kevin. Complicato perché il mondo del cinema e della tv americana è diverso. Il nostro è un attore popolare stanco delle fiction. Ha guadagnato molto ma non ne può più del ruolo del maestro Rocco. Decide di fare teatro sperimentale a Milano; è il più distante dal padre Pietro eppure è generoso e fragile come lui». 

Colpisce la naturalezza, come si ottiene?
«Il cast è strepitoso e il regista Luca Ribuoli, persona sensibile, ha creato un clima speciale sul set, restituendo la verità. Gli attori americani sono superbi, ci lasciano a bocca aperta, i nostri non sono da meno. La coppia dei due oversize, Cate (Claudia Marsicano) e Teo (Leonardo Lidi) è capace di ironia e leggerezza. Ma sono tutti bravissimii» .

“This is us” è caratterizzato dall’andamento presente/passato, adottato anche in “Noi”. Il pubblico entrerà subito nel meccanismo?
«Ci siamo posti subito il problema con i produttori. Non si poteva fare in modo diverso, chiediamo al pubblico di Rai 1 di fare un piccolo sforzo. Una delle grandi scommesse di Noi è la costruzione: non è fatta con i flashback. Sono fasce di racconto che si alternano, la storia procede per scene principali. Per la scrittura molto meglio, si eliminano le cosiddette “scene di servizio”. Avendo solo dodici episodi al posto dei loro diciotto ci siamo liberati delle ripetizioni e della retorica».

La famiglia e l’amore non ci salvano dalle sconfitte e dalle crisi.
«La serie è commovente perché racconta i grandi sentimenti. Iniziamo con un uomo che trova il padre biologico mai conosciuto e ricostruisce il suo passato. Si può emozionare togliendo il lacrimevole. Cercavamo la naturalezza, ci siamo dati come legge quella di eliminare la letterarietà. Mi sembra che ci siamo riusciti».