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'Don Matteo 13', il saluto di Terence Hill: "Vogliatevi bene"

L'attore in collegamento alla presentazione della fiction che ricomincia dal 31 marzo su Rai 1. La quinta puntata esce di scena, arriva Raoul Bova nei panni di don Massimo
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"Senza il pubblico da casa non ci sarebbe stato Don Matteo, per questo ci tengo a ringraziare tutti: la troupe, i tanti colleghi che hanno lavorato con me in questi anni, in particolare il mio amico Nino Frassica. Dopo la fine del set mi mancavate tutti". Il saluto di Terence Hill durante la conferenza stampa di presentazione di Don Matteo 13 (dal 31 marzo i nuovi episodi su Rai 1) arriva dal suo ranch negli Stati Uniti. Dopo 22 anni il prete investigatore in bicicletta esce di scena. I primi episodi avranno ancora come protagonista Terence Hill nel ruolo di Don Matteo, che continuerà a seguire le indagini a Spoleto. Dal quinto arriverà Don Massimo, ovvero Raoul Bova. “Ho ricevuto il vostro amore e lo ricambio” dice Hill “due, tre mesi dopo aver lasciato il set pensavo ancora a voi, devo ringraziare Luca Bernabei che mi ha lasciato lavorare in pace. Vogliatevi bene gli uni con gli altri”.

"Senza il pubblico da casa non ci sarebbe stato Don Matteo, per questo ci tengo a ringraziare tutti: la troupe, i tanti colleghi che hanno lavorato con me in questi anni, in particolare il mio amico Nino Frassica. Dopo la fine del set mi mancavate tutti". Il saluto di Terence Hill durante la conferenza stampa di presentazione di Don Matteo 13 (dal 31 marzo i nuovi episodi su Rai 1) arriva dal suo ranch negli Stati Uniti. Dopo 22 anni il prete investigatore in bicicletta esce di scena. I primi episodi avranno ancora come protagonista Terence Hill nel ruolo di Don Matteo, che continuerà a seguire le indagini a Spoleto. Dal quinto arriverà Don Massimo, ovvero Raoul Bova. “Ho ricevuto il vostro amore e lo ricambio” dice Hill “due, tre mesi dopo aver lasciato il set pensavo ancora a voi, devo ringraziare Luca Bernabei che mi ha lasciato lavorare in pace. Vogliatevi bene gli uni con gli altri”.

"Di Don Matteo c'è ne è uno solo, per questo ho voluto incontrare Terence. Mi ha detto: ‘Sarai un prete nuovo, avrai il tuo nome’. Don Massimo ha un passato abbastanza importante, lottava per la giustizia fin da giovane, è un religioso in evoluzione, che ha voglia di sporcarsi le mani. Sa perdonare, accogliere, combattere. Don Matteo rimarrà Don Matteo sempre. Terence sarà Terence sempre”. Tra le novità il ritorno di Flavio Insinna nel ruolo del colonnello Anceschi. Tra i protagonisti il veterano della fiction, Nino Frassica nei panni del maresciallo Cecchini, oltre a Maria Chiara Giannetta e Maurizio Lastrico.

Raoul Bova  (ansa)
Ben 255 puntate, 22 anni di vita: la serie prodotta da LuxVide con RaiFiction resta un marchio a cui il pubblico è legatissimo. Nella sede Rai di Via Asiago è stata allestita una piccola mostra per celebrare la fiction: la bici e la tonaca di Don Matteo (che Terence Hill non ha mai voluto cambiare), la moto di Don Massimo.

La prima puntata della tredicesima stagione inizia con una frase di Antonio Gramsci: “Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso e rinnovarmi ogni giorno”. La sveglia a casa del maresciallo Cecchini suona alle 6, è il 'D Day', sono 40 anni che don Matteo è diventato Don. Ma come nel giorno della marmotta, Frassica fa un sogno premonitore, anzi un incubo: non solo è destinato a vivere la stessa situazione, ma gli sparano. Intanto arriva il colonnello Anceschi. Ma la figlia Valentina (Emma Valenti), che col padre ha un rapporto conflittuale, è stata fermata, ubriaca. Cecchini per proteggerla la manda a casa col pm (Lastrico). Scene di pura commedia quando l’ufficiale bussa per cercare la figlia e Frassica gli sbatte la porta in faccia. “Ho fatto una frittata di pesce per gli amici bisogna che cambi aria”. Sia il colonnello che il magistrato hanno scelto come regalo per Don Matteo una preziosa Bibbia. “Non bisticciate per la Bibbia”, dice Frassica “Don Matteo lo sa il finale”.

Nino Frassica (ansa)
“Don Matteo", dice Luca Bernabei, "rappresenta 25 ann di storia del paese, di un lavoro fatto insieme alla Rai, custode di questo gioiello. È la serie più longeva e di più grande ascolto. Dietro Don Matteo c’è un film di amicizia, una grande storia d’amore. Terence è stato anima di Don Matteo, fedele, sereno disponibile, ma dietro Don Matteo c’è una cosa importante: il pubblico". Terence Hill ha detto che avrebbe continuato. "Non si potevano fare solo quattro puntate, più altre quattro. La serialità ha le sue regole, come la produzione. Dietro queste serie c’è un grandissimo enorme lavoro di progettazione".

Il cast (ansa)
Diretta da Luca Brignone, Riccardo Donna e Francesco Vicario, Don Matteo nelle prossime stagioni potrebbe riservare sorprese e non esclude il ritorno di Terence Hill per qualche sorpresa. Ma nessuno vuole fare anticipazioni. Frassica, come sempre, gioca sull'ironia: "Possibile creare un’amicizia con Don Massimo? Io mi concentro e penso a me, Cecchini. Dell’arrivo di Raoul mi sono accorto un mese fa. Cioè recitavo la mia parte e non mi interessava degli altri, poi mi sono detto: 'Ma ora Terence ha i capelli neri?'. Dopo un giorno l’ho guardato bene: ma questo è Raoul Bova. E dopo due giorni avevamo finito di girare. Raoul è stato promosso nella famiglia di Don Matteo”.

“Per un attore", spiega Frassica, "interpretare un ruolo in tante puntate è la cosa migliore che gli possa capitare. Un film lo giri e lo consegni, invece il personaggio di una fiction lo migliori, puoi entrare nei particolari. Lo conosci bene. Il maresciallo avrebbe potuto interpretarlo anche Ugo Pagliai o Giuseppe Pambieri, era un maresciallo che stava in caserma e spifferava tutto al prete. Mi hanno dato una famiglia, ho dirottato il personaggio cercando di farlo somigliare sempre di più a me. Anche perché meglio di me chi lo fa Cecchini, se Cecchini sono io?”.