'Don Matteo 13', tutto cambia per non cambiare nulla
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaAl netto del trenta per cento di share (quasi un atto dovuto), al netto dei sei milioni e mezzo di spettatori e anche al netto del fatto che una volta il 30 per cento erano assai più spettatori, la stagione 13 di Don Matteo è l’evento tv di primavera senza la minima discussione. Non fosse per il fatto che siamo dalle parti della storia, tutti ne sono consapevoli e vivono intensamente il momento. Primo, Terence Hill abbandona il gruppo — si era detto disponibile per fare pochi film-tv alla Montalbano, gli hanno risposto che nonostante tema e ambientazione i miracoli non sono possibili. C’è quindi un sostituto in arrivo, ma prima passeranno cinque puntate rassicuranti per il grande pubblico, ancora con Matteo-Terence: poi largo a Raoul Bova che si chiamerà Don Massimo. E siccome è avvenente e anche motociclista, c’è caso che per il nuovo prete si sia data un’occhiata al gioiellino inglese Grantchester, per trarne gi…
Al netto del trenta per cento di share (quasi un atto dovuto), al netto dei sei milioni e mezzo di spettatori e anche al netto del fatto che una volta il 30 per cento erano assai più spettatori, la stagione 13 di Don Matteo è l’evento tv di primavera senza la minima discussione. Non fosse per il fatto che siamo dalle parti della storia, tutti ne sono consapevoli e vivono intensamente il momento. Primo, Terence Hill abbandona il gruppo — si era detto disponibile per fare pochi film-tv alla Montalbano, gli hanno risposto che nonostante tema e ambientazione i miracoli non sono possibili. C’è quindi un sostituto in arrivo, ma prima passeranno cinque puntate rassicuranti per il grande pubblico, ancora con Matteo-Terence: poi largo a Raoul Bova che si chiamerà Don Massimo. E siccome è avvenente e anche motociclista, c’è caso che per il nuovo prete si sia data un’occhiata al gioiellino inglese Grantchester, per trarne giusta ispirazione.
Ma attenzione, non tutto è perduto. Quelli del cast hanno fatto capire che Don Matteo, che nella trama sparirà nel nulla senza giustificazioni, possiede un’immanenza tale che in realtà non se ne andrà mai, e in qualche modo sorveglierà le vicende sempre più oscure che travagliano Spoleto, al ritmo di un delitto, minimo, a puntata. Che si stia anche giocando parecchio lo ha dimostrato il primo episodio di questa stagione: con un andamento psichedelico, a base di Nino Frassica che va in coma e sogna quello che succederà, e quando poi succede si risveglia ancora ed era un altro sogno e poi un altro ancora, mentre le scene si ripetono quasi identiche tre, quattro volte. Roba da sostanze pesanti assunte in sede di scrittura, finché alla fine Frassica si sveglia, si scopre l’assassino con triplo finale e Matteo-Terence chiude con il sermoncino — la vera omelia degli italiani in questi vent’anni. Morale, a Don Matteo tutto cambia, ma il sospetto che sia per non cambiare nulla, o giusto il necessario e con la massima prudenza, è di quelli pesanti.
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“Bianchina, guardi che se lei si è fatta un intervento estetico mi sa che lo ha fatto per peggiorarsi… Eh eh eh”. (Mauro Corona, Cartabianca, Rai 3)