'Nero a metà', la solidità del poliziesco all'italiana
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaL'integrazione è compiuta ed è forse il passaggio migliore per Nero a metà, noir all'italiana in forma di fiction a lungo passo - Rai 1 il lunedì, appena iniziata la terza stagione. Al rione Monti il viceispettore Malik (Miguel Gobbo Diaz) ormai agisce e si veste come il raffinato detective nero della serie Bosch, Claudio Amendola - che si muove bene anche in regia - ha abbozzato da quel dì e ha altro a cui pensare. Per esempio alla improvvida, e innaturale per una storia così, decisione del collega Muzo di lasciare la polizia. Salvo uscire fuori nel primo episodio e imbattersi in un cadavere al parco: trattandosi di Fortunato Cerlino, impegnato a scrollarsi di dosso lo stigma gomorriano, è un bene perché alla fine torna a indagare e a un certo punto si innamora pure, la qual cosa, trattandosi del vecchio Don Pietro Savastano, produce comunque un certo effetto.
Nero a metà è una di quelle …
L'integrazione è compiuta ed è forse il passaggio migliore per Nero a metà, noir all'italiana in forma di fiction a lungo passo - Rai 1 il lunedì, appena iniziata la terza stagione. Al rione Monti il viceispettore Malik (Miguel Gobbo Diaz) ormai agisce e si veste come il raffinato detective nero della serie Bosch, Claudio Amendola - che si muove bene anche in regia - ha abbozzato da quel dì e ha altro a cui pensare. Per esempio alla improvvida, e innaturale per una storia così, decisione del collega Muzo di lasciare la polizia. Salvo uscire fuori nel primo episodio e imbattersi in un cadavere al parco: trattandosi di Fortunato Cerlino, impegnato a scrollarsi di dosso lo stigma gomorriano, è un bene perché alla fine torna a indagare e a un certo punto si innamora pure, la qual cosa, trattandosi del vecchio Don Pietro Savastano, produce comunque un certo effetto.
Nero a metà è una di quelle serie che con un certo orgoglio si affidano alla tradizione del poliziesco all'italiana portato in tv, ha tratti vagamente ambiziosi - soprattutto nello spunto di partenza - ma con questa nuova stagione sembra solidificarsi nell'antica storia di questo genere di cose, con le questioni personali e familiari a fare da perno - per dire, l'antico La squadra al confronto sembrava una cosa americana, qui siamo in una sorta di Pizzofalcone ma coi supplì e i cornetti. La qual cosa funziona, per non far imbolsire troppo il pubblico di Rai 1 ma al tempo stesso rassicurarlo sempre un po'.
Amendola forse potrebbe osare di più nella ruvidezza del personaggio, ma il punto è che l'intero cast ormai diffonde fiducia e concretezza - se c'è una cosa che funziona in queste serie italiane è il giro degli attori e caratteristi principali. In più c'è un nuovo arrivo, una sorta di caso di scuola, un ispettore veneto che si chiama Bragadin come Marcantonio, è un mezzo genio introverso e attira nuove simpatie. Non cambia il corso della storia, Nero a metà, ma di rassicurazioni ormai c'è sempre più bisogno.
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Stando alle indiscrezioni, uno dei Cugini di Campagna che partecipa all'Isola dei Famosi avrebbe bestemmiato in diretta. Altro che Anima mia.