'Bangla - La serie', una periferia di seconda generazione
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaA patto di non ritrovarsi mai ad avere a che fare nella realtà con la pasta alla Currybonara (c’è un limite anche all’integrazione) si vorrebbe invece avere a che fare a lungo con Bangla — La serie. Il film è del 2019, ha preso il David per il miglior esordio e svariati altri premi. Scritto, diretto e interpretato da Phaim Bhuiyan, romano di Torpignattara e il Bangladesh nelle origini e in molto altro. Religione compresa, l’Islam dei genitori e il suo, lui che pure sarebbe italiano di seconda generazione. Ma basta aver visto come maneggia trame e gag della commedia di casa nostra o aver letto qualche intervista per capire che è un predestinato vero.
A patto di non ritrovarsi mai ad avere a che fare nella realtà con la pasta alla Currybonara (c’è un limite anche all’integrazione) si vorrebbe invece avere a che fare a lungo con Bangla — La serie. Il film è del 2019, ha preso il David per il miglior esordio e svariati altri premi. Scritto, diretto e interpretato da Phaim Bhuiyan, romano di Torpignattara e il Bangladesh nelle origini e in molto altro. Religione compresa, l’Islam dei genitori e il suo, lui che pure sarebbe italiano di seconda generazione. Ma basta aver visto come maneggia trame e gag della commedia di casa nostra o aver letto qualche intervista per capire che è un predestinato vero.
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Bianca Berlinguer: “Voglio precisare che in quelle rare volte che ci siamo incontrati di persona io non l’ho mai annusata”.
Mauro Corona: “Ma ti credo, lei frequenta quei fighetti che usano il Canèl numero 5. Io so di camoscio”.
(Cartabianca, Rai 3)