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'Bangla - La serie', una periferia di seconda generazione

Multischermo / Su RaiPlay, e dal 27 aprile su Rai 3, otto episodi "sequel" del film pluripremiato del 2019
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A patto di non ritrovarsi mai ad avere a che fare nella realtà con la pasta alla Currybonara (c’è un limite anche all’integrazione) si vorrebbe invece avere a che fare a lungo con Bangla — La serie. Il film è del 2019, ha preso il David per il miglior esordio e svariati altri premi. Scritto, diretto e interpretato da Phaim Bhuiyan, romano di Torpignattara e il Bangladesh nelle origini e in molto altro. Religione compresa, l’Islam dei genitori e il suo, lui che pure sarebbe italiano di seconda generazione. Ma basta aver visto come maneggia trame e gag della commedia di casa nostra o aver letto qualche intervista per capire che è un predestinato vero.

Bangla — La serie &…

A patto di non ritrovarsi mai ad avere a che fare nella realtà con la pasta alla Currybonara (c’è un limite anche all’integrazione) si vorrebbe invece avere a che fare a lungo con Bangla — La serie. Il film è del 2019, ha preso il David per il miglior esordio e svariati altri premi. Scritto, diretto e interpretato da Phaim Bhuiyan, romano di Torpignattara e il Bangladesh nelle origini e in molto altro. Religione compresa, l’Islam dei genitori e il suo, lui che pure sarebbe italiano di seconda generazione. Ma basta aver visto come maneggia trame e gag della commedia di casa nostra o aver letto qualche intervista per capire che è un predestinato vero.

Bangla — La serie è disponibile per intero su RaiPlay e a fine mese arriverà su Rai 3, nello spazio preserale. La serie, in otto episodi da mezz’ora ciascuno, inizia dove finiva il film: il protagonista sta per lasciare Roma per Londra e allora decide di consumare, anche violando le regole, con la deliziosa fidanzata romana (Carlotta Antonelli) ma poi va tutto al contrario e riprendono le vicende attraversate da tipi umani integrati o anche molto integrati, gruppi famigliari che cercano di conoscersi e interagire ulteriormente e in mezzo il dilaniante (ma quasi per gioco) conflitto di Phaim tra quello in cui crede, le sue origini e la vita che gli appartiene. Offrendo anche una caratterizzazione per nulla scontata sulla famosa seconda generazione di italiani.

Bangla è leggero ma non buttato via, anzi: e da subito intreccia divertimento ed emozione — ci si commuove anche, sì — senza farlo pesare. Bhuiyan, giustamente, rivendica anche un ruolo generazionale e ne ha tutto il diritto: sia dunque consentito a quelli di generazioni precedenti di ammirare nel cast un Pietro Sermonti da far invidia al mondo, tardo-fricchettone con toni alla Boris, certo, che giganteggia e fa intravedere una malinconia di fondo quasi inestimabile.

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Bianca Berlinguer: “Voglio precisare che in quelle rare volte che ci siamo incontrati di persona io non l’ho mai annusata”.
Mauro Corona: “Ma ti credo, lei frequenta quei fighetti che usano il Canèl numero 5. Io so di camoscio”.
(Cartabianca, Rai 3)