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'Don Matteo 13', arriva Raoul Bova: un ingresso in grande stile

Multischermo / Su Rai 1 l'episodio con il sostituto di Terence Hill è arrivato al 31 per cento di ascolti
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La curiosità era diffusa e giovedì si è arrivati al 31 per cento di ascolto. E ora che la curiosità è stata appagata, mantenere la posizione sarà un'impresa niente male. Ma niente male (quando ci vuole ci vuole) è quello che hanno combinato nel Don Matteo preferito dagli italiani, quelli ligi alla tv vecchio stampo. Come ognuno sa, Terence Hill ha ottenuto una sorta di pre-pensionamento, uscirne non era facile: serviva un nuovo prete a Spoleto, ma avendo un Raoul Bova ben disposto diciamo che l'impresa era abbordabile. Sistemarlo e incasellarlo, però, non era lineare. Si può dire? L'hanno pensata bella, tutti quanti.

Il nuovo prete arriva e, oltre alle fattezze da eroe bellissimo, lo è anch…

La curiosità era diffusa e giovedì si è arrivati al 31 per cento di ascolto. E ora che la curiosità è stata appagata, mantenere la posizione sarà un'impresa niente male. Ma niente male (quando ci vuole ci vuole) è quello che hanno combinato nel Don Matteo preferito dagli italiani, quelli ligi alla tv vecchio stampo. Come ognuno sa, Terence Hill ha ottenuto una sorta di pre-pensionamento, uscirne non era facile: serviva un nuovo prete a Spoleto, ma avendo un Raoul Bova ben disposto diciamo che l'impresa era abbordabile. Sistemarlo e incasellarlo, però, non era lineare. Si può dire? L'hanno pensata bella, tutti quanti.

Il nuovo prete arriva e, oltre alle fattezze da eroe bellissimo, lo è anche in scena: quello nuovo è Don Massimo, guida la moto, fa a cazzotti con tecniche da ninja ed è ferratissimo in nuove tecnologie. Se al vecchio Don Matteo avessero chiesto quanto tempo rimane agganciato un telefonino alla cella di riferimento, avrebbe reagito a colpi di ramazza. Questo invece non solo lo sa, ma è il suo guizzo per scovare gli assassini della nuova avventura. In più, Don Matteo ora agisce da lontano nell'ombra ed è in missione per conto di Dio - ma anche dei Servizi Segreti - telefona anche al successore e insomma, l'assenza la sente soprattutto il fantasmagorico maresciallo Frassica, avvilito per la sparizione dell'amico ma sulla via del farsene una ragione.

L'insieme funziona e, soprattutto, si ha l'impressione che gli autori abbiano colto l'occasione per far evolvere la serie tutta, inserendo un pezzo di trama assai meno parrocchiale delle centinaia precedenti. In più, Bova, che è un ex super-sbirro, azzecca l'espressione facciale al primo incontro con una fedele che gli chiede aiuto: da lì in avanti è quasi discesa. Diciamo che è meglio non farsi prendere da troppi entusiasmi - trame e tramagli sentimental-teneri resistono sempre - ma magari tra un po' penseremo che Don Matteo ha fatto il miracolo. In caso contrario, pazienza.

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Lo ha ribadito anche Michele Santoro l'altra sera a Piazzapulita: in tv c'è un solo punto di vista sulla guerra. Ed è vero. Prima o poi qualcuno dovrà pur considerare le ragioni del popolo ucraino.