La maglietta con la scritta "There's no planet B", sintetizza il suo impegno per l'ambiente. Alessandro Gassmann torna a Napoli per ricevere il Nastro d'argento speciale. All’incontro al Teatro San Carlo con la presidente del Sindacato dei giornalisti cinematografici Laura Delli Colli, racconta il suo legame con la città. Qui ha girato I bastardi di Pizzofalcone, il film Il silenzio grande (che aveva portato in teatro), lavori che nascono dalla collaborazione con Maurizio De Giovanni. Da quando ha ricevuto la cittadinanza onoraria, nel 2018, "ormai canta anche le canzoni napoletane, inventate naturalmente" lo prende in giro l'amico Massimiliano Gallo, con cui tornerà sul set quest'inverno per girare la quarta stagione della serie Rai diretta ancora da Monica Vullo, sulla vita di un commissariato nel cuore della città. "Il prossimo anno" dice Gassmann "saranno 40 anni che sono su piazza, ho co…
La maglietta con la scritta "There's no planet B", sintetizza il suo impegno per l'ambiente. Alessandro Gassmann torna a Napoli per ricevere il Nastro d'argento speciale. All’incontro al Teatro San Carlo con la presidente del Sindacato dei giornalisti cinematografici Laura Delli Colli, racconta il suo legame con la città. Qui ha girato I bastardi di Pizzofalcone, il film Il silenzio grande (che aveva portato in teatro), lavori che nascono dalla collaborazione con Maurizio De Giovanni. Da quando ha ricevuto la cittadinanza onoraria, nel 2018, "ormai canta anche le canzoni napoletane, inventate naturalmente" lo prende in giro l'amico Massimiliano Gallo, con cui tornerà sul set quest'inverno per girare la quarta stagione della serie Rai diretta ancora da Monica Vullo, sulla vita di un commissariato nel cuore della città. "Il prossimo anno" dice Gassmann "saranno 40 anni che sono su piazza, ho cominciato a 18 non compiuti. Napoli è il luogo ideale per lavorare, l'epicentro culturale in questo Paese, dove si girano film, fiction, dove si fa musica. Una città viva, dove venire e imparare. Qui avevo messo in scena a teatro Immanuel Kant di Thomas Bernhard che ha vinto il premio Ubu".
Se dovesse sintetizzare il legame con Napoli?
"Mi stupisce sempre, a volte mi fa un po' arrabbiare, quando sto lontano mi manca tantissimo. Sono grato a questa città. I bastardi di Pizzofalcone mi ha ancorato qui. Un gruppo speciale, con Gianfelice Imparato, grandissimo attore, ventilavamo il fatto che potesse morire... Lo prendevamo in giro, quando nella famosa scena dell'attentato al ristorante, lui era seduto dando le spalle alla vetrata, gli dicevo: Secondo me tu muori subito".
Che stagione la aspetta?
"Ho fatto il mio terzo film. Per quanto riguarda la tv mi aspettano i due set: I bastardi di Pizzofalcone e a gennaio la seconda stagione del Professore. Raramente succede che un attore si senta a suo agio, forse perché da studente ero un disastro, fingere di sapere le cose è bellissimo. Sandro Petraglia, che ha riadattato, riscrivendolo completamente, un format spagnolo, ha fatto un lavoro bellissimo".
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Anche con De Giovanni il legame è forte.
"Il silenzio grande è un piccolo classico moderno, abbiamo fatto un grande lavoro di gruppo, in tournée lo spettacolo è cambiato durante le repliche. Il film è stato un'esperienza magica, anche se nel periodo più buio del covid in Campania. Eravamo chiusi a villa Kernot a Posillipo, fuori dal mondo con Massimiliano Gallo, due attrici magnifiche come Marina Confalone e Margherita Buy che veniva sul set con la mascherina e la visiera. Quando siamo usciti da quella villa è stato un po' come tornare in un mondo più cruento. Il cinema ti regala dei viaggi".
Tornerà sul set come regista?
"Ho due progetti come regista di cui non posso ora parlare, tutti e due partono da Napoli, uno è per il cinema, l'altro per la televisione. Sto lavorando all'adattamento del primo romanzo di Maurizio, uscito con Mondadori, L'equazione del cuore, romanzo che mi ha stravolto di cui farò un adattamento cinematografico, cominceremo a Procida".
Come attore?
"A ottobre sarò sul set del film diretto da Liliana Cavani. Ho finito di girare Billy, l'opera prima di Emilia Mazzacurati, 26 anni, la figlia del regista Carlo Mazzacurati (scomparso nel 2014), con Carla Signoris, Giuseppe Battiston, Roberto Citran. È una delle poche volte che ho lavorato con registe donne, che - vogliamo dirlo? - sono bravissime e troppo spesso non hanno la possibilità di dimostrarlo".
L'impegno per difendere l'ambiente?
"Quando è nato mio figlio ho iniziato a riflettere sulla fine di questo pianeta, siamo la specie più dannosa. Ho cominciato a pensare in maniera assillante e ossessiva al clima e alle possibili soluzioni. Ho scritto un libro Io e i #Green heroes. Ho incontrato su Twitter Annalisa Corrado, ingegnere meccanico, che si occupa di soluzioni e cambiamenti climatici. Sulla mia rubrica sul Venerdì promuovo gruppo di cittadini che parlando dell'ambiente stanno creando il futuro, abbiamo individuato 130 aziende. Il pianeta ci chiede un cambiamento, il mio film era plastic free, le troupe cinematografiche sono formate da tante persone: possiamo migliorare il nostro impatto e essere un esempio per tutti".