Partito da New York con destinazione Londra, il volo 716 della British Global Air scompare all'improvviso da tutti i dispositivi di tracciamento mentre sorvola l'Oceano. Così inizia Departure, la serie canadese-britannica in sei puntate trasmessa in chiaro da Rai 4 per tre mercoledì (i primi due episodi, che hanno debuttato l'8 giugno, sono reperibili su Rayplay). Il compito di investigare sul mistero tocca a Kendra Malley, ufficiale del Tsib, l'istituzione che si occupa di far luce sui disastri che coinvolgono mezzi di trasporto. Detective dotatissima, Kendra (Archie Panjabi di The Good Wife) è in lutto del coniuge, perito in un incidente d'auto, e deve occuparsi del figliastro AJ, un adolescente esperto d'informatica che non gronda simpatia. Quando accetta, riluttante, il compito dal suo mentore (il veterano Christopher Plummer, qui all'ultima apparizione televisiva), si ritrova a capo di una squadra comprendente Dom Hayes; al quale soffia, di fatto, il ruolo di leader del gruppo.
Subito emerge una pletora di piste, per la maggior parte false. La catastrofe del vettore, ritrovato in fondo all'oceano, potrebbe dipendere dal suicidio del pilota, uomo dalla complessa vita privata; da un atto terroristico; dai servizi segreti internazionali; dai cinici interessi dell'oligarga russo Pavel Bartok o da altro ancora. Inaspettatamente viene ritrovata viva la giovane passeggera Madelyn Strong, alla deriva su un canotto; il che, però, non fa che infittire la nebbia. Anche perché il suo fidanzato pakistano, Ali, è il primo dei sospettati.
Le scomparse di aerei passeggeri hanno precedenti morbosamente fascinosi nelle cronache (il mistero del volo 370 delle Malaysian Airlines, scomparso nel 2014) e nella serialità televisiva: da alcuni episodi di Twilight Zone a Lost e Manifest. Il creatore e sceneggiatore di Departure, Vince Shiao, ha attinto senza risparmio al repertorio, combinando elementi di tanti thriller gialli e cospirativi degli ultimi anni e ampliando la catastrofe a una dimensione geopolitica.
Se l'andamento dei fatti non è originalissimo, il merito di Shiao e del regista T.J. Scott è quello di assicurare un ritmo sostenuto, fornendo al momento giusto diversi colpi di scena per mantenere viva l'attenzione dello spettatore (cfr. i titoli: "Scomparso" per il primo episodio, "Sopravvissuto" per il secondo e così via...). Il punto di vista è costantemente focalizzato dalla parte degli investigatori, lasciando in ombra le vittime e risparmiandoci episodi lacrimosi o patetici. Forse un'occasione sprecata c'è: la potenziale rivalità tra Kendra e Dom, il quale inizialmente sembra ostile alla donna ma poi partecipa alle indagini con spirito collaborativo.
Nei Paesi in cui è stato distribuito, Departure ha trovato un buon riscontro di pubblico. Tanto che ne hanno già realizzata una seconda serie, anche questa in sei episodi, dove Kendra va in America per indagare sul misterioso deragliamento dell'Apollo, treno sperimentale ad altissima velocità.