I segreti di Lino Guanciale e dei 'Sopravvissuti' di Rai 1
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaLa barca non tornò sola ma c’erano sei persone a bordo. Il problema è che erano partiti in dodici, da Genova, per un viaggio celebrativo con dentro beneficienza e altri annessi e connessi. Un anno dopo il relitto viene scorto dalla costa del Venezuela, i sopravvissuti, da questo momento, vanno indicati con la maiuscola. Sopravvissuti, partita ieri su Rai 1 è la scommessa di inizio stagione nel ramo fiction italiana: con ogni evidenza siamo fuori dagli schemi soliti – anche se con molta attenzione.
La barca non tornò sola ma c’erano sei persone a bordo. Il problema è che erano partiti in dodici, da Genova, per un viaggio celebrativo con dentro beneficienza e altri annessi e connessi. Un anno dopo il relitto viene scorto dalla costa del Venezuela, i sopravvissuti, da questo momento, vanno indicati con la maiuscola. Sopravvissuti, partita ieri su Rai 1 è la scommessa di inizio stagione nel ramo fiction italiana: con ogni evidenza siamo fuori dagli schemi soliti – anche se con molta attenzione.
L’impatto produttivo è rilevante, l’ambizione idem. Si citano precedenti come Lost, ma forse è meglio di no (semmai Manifest, nel caso) e si cerca di capire se al ramo fiction Rai 1 conviene inseguire l’ambizione o rassegnarsi al clamoroso successo di pubblico delle normali e azzeccate fiction solite.
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“E non alzi sempre gli occhi al cielo quando le dico una cosa!”. (Bianca Berlinguer sgrida Mauro Corona, Cartabianca, Rai 3).