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I segreti di Lino Guanciale e dei 'Sopravvissuti' di Rai 1

Multischermo / Al via la serie mistery-thriller su un gruppo di persone scomparse in alto mare
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La barca non tornò sola ma c’erano sei persone a bordo. Il problema è che erano partiti in dodici, da Genova, per un viaggio celebrativo con dentro beneficienza e altri annessi e connessi. Un anno dopo il relitto viene scorto dalla costa del Venezuela, i sopravvissuti, da questo momento, vanno indicati con la maiuscola. Sopravvissuti, partita ieri su Rai 1 è la scommessa di inizio stagione nel ramo fiction italiana: con ogni evidenza siamo fuori dagli schemi soliti – anche se con molta attenzione.

La coproduzione è europea, la scrittura e regia (Carmine Elia) sono italiane, il cast anche, guidato per di più da Lino Guanciale, un uom…

La barca non tornò sola ma c’erano sei persone a bordo. Il problema è che erano partiti in dodici, da Genova, per un viaggio celebrativo con dentro beneficienza e altri annessi e connessi. Un anno dopo il relitto viene scorto dalla costa del Venezuela, i sopravvissuti, da questo momento, vanno indicati con la maiuscola. Sopravvissuti, partita ieri su Rai 1 è la scommessa di inizio stagione nel ramo fiction italiana: con ogni evidenza siamo fuori dagli schemi soliti – anche se con molta attenzione.

La coproduzione è europea, la scrittura e regia (Carmine Elia) sono italiane, il cast anche, guidato per di più da Lino Guanciale, un uomo, una fiction incarnata. È un racconto totalizzante pieno di misteri: o meglio ce n’è soltanto uno – cosa è davvero successo dopo che la barca è sparita dai radar in pieno oceano durante una tempesta di quelle che non perdonano? Si vivrà, per le altre cinque serate previste, solo aspettando di conoscere la verità. In realtà qualche ipotesi si può fare – un anno in mezzo all’oceano, ne mancano sei, gli altri sei non appaiono denutriti – ma forse è meglio di no, e non solo per non rischiare lo spoiler.

Anche perché la serie – scritta da un gruppo di giovani sceneggiatori – vive anche d’altro, ovvero lo sconquasso emotivo che ogni superstite si porta dentro e che si abbatte su quelli della vita precedente, mogli, figli etc. Con risvolti da thriller psicologico avvolgente ma anche un occhio di riguardo a quello che intanto è successo a terra, in una Genova-bene con tutti che credono perduti per sempre quelli della barca e insomma, cercano di consolarsi in qualche modo. Il brutale cambiamento innesca la nuova trama – che si mescola con i lenti e angoscianti flashback dalla barca.

L’impatto produttivo è rilevante, l’ambizione idem. Si citano precedenti come Lost, ma forse è meglio di no (semmai Manifest, nel caso) e si cerca di capire se al ramo fiction Rai 1 conviene inseguire l’ambizione o rassegnarsi al clamoroso successo di pubblico delle normali e azzeccate fiction solite.

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“E non alzi sempre gli occhi al cielo quando le dico una cosa!”. (Bianca Berlinguer sgrida Mauro Corona, Cartabianca, Rai 3).