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Massimiliano Gallo è l'avvocato Malinconico: "Il mio antieroe, un precario della vita"

Dal 20 su Rai 1 la nuova fiction, protagonista l'attore già marito di 'Imma Tataranni' e commissario dei 'Bastardi di Pizzofalcone'
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Gira abbracciato alla sua cartella, è avvocato d’ufficio, un civilista che si occupa anche di penale; insicuro, si definisce «una mappina d’uomo». Semi-disoccupato, l’avvocato Vincenzo Malinconico, interpretato da Massimiliano Gallo, è irresistibile. In un mondo di vincenti, nella nuova serie di Alessandro Angelini dai romanzi di Diego Silva, in onda dal 20 su Rai 1, spicca un perdente consapevole di esserlo. «Ma devo difendere proprio un macellaio di camorra, hanno trovato una mano nel giardino…», obietta. «Fai l’avvocato, non devi approvare l’operato dei clienti» è la replica.

Gallo, 54 anni, ha portato sul piccolo schermo il commissario dei Bastardi di Pizzofalcone, Pietro il marito di Imma Tataranni, che ha rovesciato i classici ruoli maschili. «Malinconico lo sento molto mio, è un antieroe, un precario della vita, sul lavoro, nei sentimenti. La moglie (Teresa Saponangelo) d…

Gira abbracciato alla sua cartella, è avvocato d’ufficio, un civilista che si occupa anche di penale; insicuro, si definisce «una mappina d’uomo». Semi-disoccupato, l’avvocato Vincenzo Malinconico, interpretato da Massimiliano Gallo, è irresistibile. In un mondo di vincenti, nella nuova serie di Alessandro Angelini dai romanzi di Diego Silva, in onda dal 20 su Rai 1, spicca un perdente consapevole di esserlo. «Ma devo difendere proprio un macellaio di camorra, hanno trovato una mano nel giardino…», obietta. «Fai l’avvocato, non devi approvare l’operato dei clienti» è la replica.

Gallo, 54 anni, ha portato sul piccolo schermo il commissario dei Bastardi di Pizzofalcone, Pietro il marito di Imma Tataranni, che ha rovesciato i classici ruoli maschili. «Malinconico lo sento molto mio, è un antieroe, un precario della vita, sul lavoro, nei sentimenti. La moglie (Teresa Saponangelo) da cui è semi-divorziato lo vuole accanto, anche se ha un altro» spiega l’attore. «È molto amato anche dalla ex suocera (Lina Sastri). Ha pure un amico immaginario (Carlo Massarini nei panni di mister Fantasy)». 

Che effetto fa interpretare un perdente?
«Per me questo “non vincente” per scelta è di una qualità straordinaria. In un’epoca in cui devi essere performante, dove il più sfigato finge di stare su spiagge da sogno con la tecnologia, Malinconico non tiene all’apparenza ma alla sostanza». 

Le somiglia?
«Sono un precario nella vita come lui. Dopo 35 anni di gavetta è una gioia immensa fare il protagonista. In dodici anni ho fatto 35 film e 15 serie tv. Dopo tanto teatro ho iniziato al cinema con Marco Risi, ci sono stati Garrone, Ozpetek e Sorrentino, poi la fiction. Questo è un progetto che ho amato e voluto. Mi sono battuto, non potevo immaginare di vedere in tv un Malinconico che non fossi io, sarei impazzito. Gli faccio stringere al petto la cartella di cuoio come se fosse la coperta di Linus. Anche il linguaggio è nuovo, con le voci off». 

Se dovesse indicare la sua forza?
«L’umanità, l’empatia: sa ascoltare gli altri. Amo le sfumature. Quando ho fatto il boss in Fortapàsc ho detto a Marco Risi: “Mi piacerebbe che in famiglia fosse un padre amorevole”, leggevo di pericolosi latitanti che venivano presi solo perché avevano telefonato alla madre».

Questo avvocato è anche un seduttore involontario: come fa?
«Come dice il buon De Silva, “Malinconico inciampa da fermo con le donne”. Ha la forza di mostrare le sue fragilità, aspetto che piace. Mi sembra un bellissimo messaggio in un paese dove si piange per i femminicidi e prevale il machismo».

Somiglia un po’ a Pietro, il marito di Tataranni, che segna la svolta.
«Ho messo in difficoltà parecchi mariti, lo so. Un uomo del Sud che si preoccupa della famiglia viene ancora visto come un extraterrestre. Mi ha colpito la reazione delle donne: “Imma non c’è mai, fai tutto tu”. Se fosse stato Pietro il procuratore di successo e lei si fosse occupata della casa, sarebbe stato normale. Un uomo che collabora fa notizia».