Giuseppe Zeno in 'Tutto per mio figlio', un uomo qualunque contro la camorra
a cura della redazione Spettacoli , a cura della redazione SpettacoliUn film tv di "servizio pubblico" che racconta la storia ispirata a fatti realmente accaduti, di un uomo qualunque che si oppone al racket camorristico, dove i criminali "non hanno niente di shakespeariano, nessun appeal fatto di macchine, belle donne e soldi: l'antitesi di fiction come Gomorra. E infatti abbiamo voluto girare tra Roma e Sora anche per evitare di andare a portare soldi alle stesse realtà che il film condanna". A parlare così di Tutto per mio figlio, in onda il 7 novembre in prima serata su Rai 1 è il regista Umberto Marino, che ne è anche sceneggiatore.
Il cast
Nei panni del protagonista, l'allevatore Raffaele Acampora, c'è Giuseppe Zeno. Nel cast anche Tosca D'Aquino (I bastardi di Pizzofalcone) nel ruolo di Carla la moglie del boss del clan Maturo, che ha il volto dell'attore Fabio De Caro (Malammore in Gomorra - La serie).
Un allevatore di conigli
"Raffaele Acampora, è un uom…
Un film tv di "servizio pubblico" che racconta la storia ispirata a fatti realmente accaduti, di un uomo qualunque che si oppone al racket camorristico, dove i criminali "non hanno niente di shakespeariano, nessun appeal fatto di macchine, belle donne e soldi: l'antitesi di fiction come Gomorra. E infatti abbiamo voluto girare tra Roma e Sora anche per evitare di andare a portare soldi alle stesse realtà che il film condanna". A parlare così di Tutto per mio figlio, in onda il 7 novembre in prima serata su Rai 1 è il regista Umberto Marino, che ne è anche sceneggiatore.
Il cast
Nei panni del protagonista, l'allevatore Raffaele Acampora, c'è Giuseppe Zeno. Nel cast anche Tosca D'Aquino (I bastardi di Pizzofalcone) nel ruolo di Carla la moglie del boss del clan Maturo, che ha il volto dell'attore Fabio De Caro (Malammore in Gomorra - La serie).
Un allevatore di conigli
"Raffaele Acampora, è un uomo consapevole della realtà in cui vive e del fenomeno contro il quale si mette. Un allevatore di conigli con un'ingenuità quasi da ragazzino, consapevole del rischio che corre, ma con l'ostinazione di riprendersi la dignità negata e ridarla anche agli altri. E soprattutto con la ferma volontà di regalare ai figli la possibilità di vivere in un mondo migliore", dice l'attore napoletano, 46 anni, cresciuto tra Ercolano e Vibo Valentia, tra i più amati e popolari della fiction tv. Medico ginecologo in Mina Settembre (la seconda stagione si conclude domenica 6 novembre) ispettore in Blanca ("prossimante - racconta - riprendo a girare con Maria Chiara Giannetta, che interpreta una poliziotta non vedente, la nuova stagione di questa serie per la quale ho avuto il privilegio di essere scelto").
Raffaele Acampora: un uomo come tanti
Tutto per mio figlio, coprodotto da Rai Fiction e Compagnia Leone Cinematografica è ambientato nel 1996 ed racconta la storia di Raffaele, che viene taglieggiato e sottoposto a vessazioni continuamente dai camorristi. L'uomo trova il coraggio di opporsi quando si rende conto che il più grande dei suoi 4 figli, pur essendo ancora adolescente, sta scivolando verso l'ambiente malavitoso. "Lui non è un magistrato, un giornalista o un poliziotto. Non è un personaggio importante, uno con un ruolo di contrasto delle organizzazioni criminali. Raffaele Acampora è un uomo come tanti. Ha una moglie, Anna (interpretata da Antonia Truppo, ndr.), che ama, e quattro figli".
Un omaggio a chi si è ribellato alla criminalità organizzata
Così, per ribellarsi e dare un futuro diverso ai figli, Raffaele "fonda un sindacato e convince i suoi colleghi a iscriversi. Il coraggio non gli manca ma è consapevole dei rischi che corre ma in nome dell'amore per la sua famiglia va fino in fondo", collaborando con le forze dell'ordine e la giustizia. Scelta che pagherà con la vita ma che aprirà la strada ad un futuro diverso per i suoi familiari. "Il mio personaggio è una sorta di omaggio agli uomini e alle donne che si sono ribellati alla criminalità organizzata in varie parti del nostro paese o hanno avuto il coraggio di denunciare, a rischio della loro vita, dei loro affetti. Un invito a non arrendersi", sottolinea Zeno.
"Un tv movie reale"
"Siamo nella Campania del 1996, nel regno della camorra. Questo film tv si propone di mostrare il male senza romanticizzarlo e di raccontare come il bene vi si opponga con gesti e comportamenti piccoli, legali, poco eclatanti, ma non per questo meno importanti - conclude Umberto Marino - Un tv movie reale che è l'opposto di chi enfatizza certi personaggi, che non dimentichiamo sono criminali punto".