'Romanzo radicale', il balsamo di una storia di lotte e di diritti
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIl riscontro di pubblico (diciamo insufficiente) forse ha a che fare più con l'occasionalità della proposta, la concorrenza del venerdì sera, la disabitudine a programmazione di questo tipo e forse anche all'invasione di cavallette. Ma forse bisognava starci più attenti con questo Romanzo radicale, vita, opere e sentimenti di un'esistenza clamorosa come quella di Marco Pannella condensata in meno di due ore e lasciando pure spazio alle opinioni dei veri protagonisti, alternate a brandelli di fiction. Mimmo Calopresti in regia, Andrea Bosca nel ruolo principale, decenni di lotte e imposizione di personalità umana e politica sul resto del mondo rese con un docufilm che, appunto, non era né docu né film, alla fine. Un ibrido che ha fatto vibrare di indignazione chi lo conosceva ed è affezionato a un'idea precisa su Pannella e la storia radicale: ma al tempo stesso sembra essere piaciuto a spiriti semplici che hanno s…
Il riscontro di pubblico (diciamo insufficiente) forse ha a che fare più con l'occasionalità della proposta, la concorrenza del venerdì sera, la disabitudine a programmazione di questo tipo e forse anche all'invasione di cavallette. Ma forse bisognava starci più attenti con questo Romanzo radicale, vita, opere e sentimenti di un'esistenza clamorosa come quella di Marco Pannella condensata in meno di due ore e lasciando pure spazio alle opinioni dei veri protagonisti, alternate a brandelli di fiction. Mimmo Calopresti in regia, Andrea Bosca nel ruolo principale, decenni di lotte e imposizione di personalità umana e politica sul resto del mondo rese con un docufilm che, appunto, non era né docu né film, alla fine. Un ibrido che ha fatto vibrare di indignazione chi lo conosceva ed è affezionato a un'idea precisa su Pannella e la storia radicale: ma al tempo stesso sembra essere piaciuto a spiriti semplici che hanno sentito come balsamica quell'aria di lotte, irriverenza, diritti civili da inseguire a ogni costo, facendo capire agli italiani chi sono veramente.
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Su Sorrisi e canzoni è apparsa la lettera di una signora indignata perché la domenica mattina su Canale 5 viene mandata la Santa Messa e ogni volta, dice lei, il regista inquadra per tutto il tempo scorci della Chiesa: la qual cosa toglie concentrazione. Ha l'aria di poter diventare la questione televisiva più appassionante degli ultimi anni.