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'Lolita Lobosco', tra indagini e delitti un supermarket pieno di spunti

Multischermo / Il successo della nuova stagione della serie con Luisa Ranieri
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Tra le poche certezze in tv, gli ascolti epocali della fiction giallo/pallido-rosa idem trasmessa su Rai 1 la domenica sera. Sacrosanto che si persegua l’obiettivo senza tentennamenti, ma anzi investendoci tutto il necessario: per esempio nell’aver proceduto senza il minimo dubbio a realizzare la seconda stagione de Le indagini di Lolita Lobosco.

Gran successo un paio d’anni fa e soprattutto la sicurezza nel concentrare tutto sulla protagonista, una Luisa Ranieri pronta a impersonare tutte le istanze femminili possibili in un ruolo di comando – vicequestore di Polizia – mantenendo la femminilità (perderla sarebbe oltremodo complicato) e ostentando un’autonomia di vita, sentimenti, lavoro e ambizioni che fanno presumibilmente fremere tutto il pubblico di riferimento. Nel senso di quello femminile, mentre il maschio medio addivanato la domenica sera davanti a Rai 1 è pronto a specchiarsi nel suo vice, Antonio Forte, famiglia impegnativa…

Tra le poche certezze in tv, gli ascolti epocali della fiction giallo/pallido-rosa idem trasmessa su Rai 1 la domenica sera. Sacrosanto che si persegua l’obiettivo senza tentennamenti, ma anzi investendoci tutto il necessario: per esempio nell’aver proceduto senza il minimo dubbio a realizzare la seconda stagione de Le indagini di Lolita Lobosco.

Gran successo un paio d’anni fa e soprattutto la sicurezza nel concentrare tutto sulla protagonista, una Luisa Ranieri pronta a impersonare tutte le istanze femminili possibili in un ruolo di comando – vicequestore di Polizia – mantenendo la femminilità (perderla sarebbe oltremodo complicato) e ostentando un’autonomia di vita, sentimenti, lavoro e ambizioni che fanno presumibilmente fremere tutto il pubblico di riferimento. Nel senso di quello femminile, mentre il maschio medio addivanato la domenica sera davanti a Rai 1 è pronto a specchiarsi nel suo vice, Antonio Forte, famiglia impegnativa a cui badare e ovviamente stracotto del suo capo, senza speranza alcuna (però è calvo, quindi non si sa mai).

Tratte dai romanzi di Gabriella Genisi, dirette da Luca Miniero, corroborate da parti secondarie che non lo sono (Lunetta Savino, madre della protagonista) le storie sono a un livello ultrabasico sia nel cercare di allestire delitti&indagini sia nelle vicende sentimentali e di vita del folto gruppo di comprimari: per qualche strano motivo si era tirato in ballo Montalbano come riferimento dell’intera serie, l’impianto invece ormai tallona da vicino Imma Tataranni, concorrente diretta a vario titolo però assai più impegnata, diciamo così. Ma in fondo c’è solo da spartirsi il territorio, mentre tutto diventa sempre più un supermarket pieno di spunti – la Bari incantevole da cartolina, il dramma dell’omicidio del padre tutt’ora irrisolto – nel quale ognuno entra e si affeziona al suo prodotto preferito.

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“Gerry fa trovare a Shirin una bottiglia con dentro un messaggio d’amore. Ma il testo è illeggibile a causa dell’acqua che ha diluito l’inchiostro” (Trama della soap Tempesta d’amore, Retequattro. Massima solidarietà a Gerry che lascia messaggi d’amore dentro bottiglie piene).