'Il nostro generale' la memoria del recente passato diventa fiction
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaBisogna intendersi, soprattutto quando si parla della serie come un racconto del nostro "recente passato". Quaranta e più anni sono un recente passato? La domanda se l'è posta anche Sergio Castellitto presentando Il nostro generale - Rai 1 per altre due serate la prossima settimana, lunedì e martedì. Castellitto rileva che sui libri a scuola si arriva alla fine della Guerra, il resto è appunto recente passato, con strascichi di memoria incancellabili nel pubblico a cui è destinata la fiction.
Che è quello di allora, essendo una missione pressoché impossibile catturare giovani su quello che sembra puro Pleistocene: e non &eg…
Bisogna intendersi, soprattutto quando si parla della serie come un racconto del nostro "recente passato". Quaranta e più anni sono un recente passato? La domanda se l'è posta anche Sergio Castellitto presentando Il nostro generale - Rai 1 per altre due serate la prossima settimana, lunedì e martedì. Castellitto rileva che sui libri a scuola si arriva alla fine della Guerra, il resto è appunto recente passato, con strascichi di memoria incancellabili nel pubblico a cui è destinata la fiction.
Che è quello di allora, essendo una missione pressoché impossibile catturare giovani su quello che sembra puro Pleistocene: e non è tanto una questione di tempo trascorso, è quanto è cambiato il mondo intero riflesso nella vita di tutti - solo pensare per un attimo alla percezione antica, quasi da western, che hanno le scene d'azione di allora rispetto a quello che si può fare oggi con tecnologia e tracciamenti, può rendere l'idea.
L'altra missione è quella che si assume Castellitto medesimo quando arriva dentro ruoli così iconici, concedendosi il giusto qui e là - certi passaggi quasi farseschi della vita in famiglia del generale - e per il resto seguendo col manuale in mano l'iconografia tramandata ai posteri dell'uomo di Stato, di potere, di Legge Carlo Alberto Dalla Chiesa. Integerrimo quanto innovativo nei metodi, con un'italianità condensata a rappresentare la parte ufficialmente sana del Paese, anche contro il potere lasco che gli si contrappose: quella che lo ha mandato avanti davvero, il Paese, appunto nella pubblicistica tramandata.
Siamo qui per un atto dovuto, una fiction celebrativa e ci sono altri modi per farsi raccontare questa storia negli aspetti più da Deep State: ma a quel punto meglio farne una serie che il pubblico in questione segua come una liturgia. E nel lavoro firmato da Lucio Pellegrini, produzione Stand By Me, ci sono il respiro e l'intensità per proseguire adeguatamente nelle puntate che mancano.
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Si è scoperto che ci vogliono 1.259 euro per l'abbonamento alle cinque serate di Sanremo all'Ariston. La benzina per arrivare in Riviera però è a parte, e quindi sarà per un'altra volta.