Antonio Manzini: “Quando Rocco Schiavone superò Montalbano chiesi scusa a Camilleri”
di Silvia Fumarola , di Silvia FumarolaDettagli che fanno la differenza. Nel primo episodio della quinta stagione (dal 5 aprile su Rai 2), Rocco Schiavone si cambia le scarpe per andare sul Monte Bianco. Però porta sempre il loden e muore di freddo, se no non sarebbe lui. "Rocco è così", dice lo scrittore Antonio Manzini, che ha creato il personaggio del vicequestore più anarchico della storia, protagonista dei libri (editi da Sellerio) e della serie diretta da Simone Spada. Per milioni di spettatori ha il cinismo romano e la malinconica di Marco Giallini. Gli inizi da attore, classe 1964, Manzini ha lasciato Roma, vive con la moglie in campagna vicino a Viterbo con dodici cani, coltiva l'ironia e, come Schiavone, porta il loden e le Clarks. A fine maggio uscirà un nuovo libro "il più corposo, si intitolerà Elp".
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Dettagli che fanno la differenza. Nel primo episodio della quinta stagione (dal 5 aprile su Rai 2), Rocco Schiavone si cambia le scarpe per andare sul Monte Bianco. Però porta sempre il loden e muore di freddo, se no non sarebbe lui. "Rocco è così", dice lo scrittore Antonio Manzini, che ha creato il personaggio del vicequestore più anarchico della storia, protagonista dei libri (editi da Sellerio) e della serie diretta da Simone Spada. Per milioni di spettatori ha il cinismo romano e la malinconica di Marco Giallini. Gli inizi da attore, classe 1964, Manzini ha lasciato Roma, vive con la moglie in campagna vicino a Viterbo con dodici cani, coltiva l'ironia e, come Schiavone, porta il loden e le Clarks. A fine maggio uscirà un nuovo libro "il più corposo, si intitolerà Elp".
Ha definito Schiavone "infantile".
"Credo che appartenga in pieno al genere maschile. Anche quando comprano una bella casa, i maschi si fanno la sala hobby: manifesti, dischi, il flipper. Il maschio vive un'eterna adolescenza, non diventa adulto".
Rocco si fa le canne, caratteristica che ha scatenato polemiche. L'ispettrice francese (interpretata da Diane Fleri), entrando nella sua stanza sente l'odore e gli spiega che anche lei se le fa, ma si è comprata un aspiratore coreano.
"Siamo nel 2023 e penso che il fumo sia un falso problema. Il problema vero è che nei libri ho prediletto l'aspetto sociale, per mettere il lettore e lo spettatore di fronte al bivio: che strada prenderesti? Rocco pensa, sceglie, obbliga ad avere un senso critico, questo dà più fastidio. Non è tanto la canna, sarebbe pretestuoso. Per tante malattie viene data come medicinale".
Pensa che il problema sia la complessità?
"Schiavone non è acqua, non è narcolettico, non ti fa addormentare; forse è questo che rompe le scatole. Ho sempre pensato che sarebbe stato bello mettere lo spettatore nelle stesse situazioni di Rocco per chiedergli: è giusto quello che fa? Il mio compito è insinuare dubbi, dare un punto di vista, mai un giudizio. Non giudico i personaggi".
Molti si chiedono se possa esistere un vicequestore così.
"C'è stato un eroe della Squadra mobile, noto come il Gabbiano: un grande poliziotto, eccezionale nel suo lavoro ma nella vita privata era un disastro, è morto di overdose nella sua macchina. L'etica e la morale sono due treni che si incrociano male. Rocco ha problemi, la bellezza è che non si vergogna di dire la verità. Molti di noi non la dicono".
Schiavone è amico della malinconia.
"Malinconia struggente. Ma usiamo la parola giusta: è depressione. Rocco è un depresso cronico che non si cura. Farebbe bene a farlo ma non vuole ammetterlo, come tante persone. Depresso io? Che sono pazzo?".
Giallini cosa dà al personaggio?
"Ci ha messo il suo dolore, quasi scontato dirlo. Quando è stato scelto, sia io che il produttore Rosario Rinaldo, che è in Rai, riflettevamo: c'è una somiglianza troppo profonda tra il suo personaggio e la vita privata di Marco. Ha perso la moglie, ha messo a disposizione il suo vissuto e gliene sarò sempre grato. Non saprei dire se stia recitando in certe scene, ha dato molto, oltre alla faccia e al corpo".
Poi c'è la romanità.
"Cinico di natura e smaliziato, ti chiedi: Rocco in cosa crede? Nell'amicizia, nei valori: la giustizia, crede nelle cose serie. Le sciocchezze generano la sua rabbia".
Di fondo è un anarchico.
"È un uomo che lavora in polizia allergico alla gerarchia. Ma non dimentichiamo che nasce bandito per strada a Trastevere".
Il rapporto con i lettori?
"È un patto di fiducia, non solo ti regalano i soldi ma il loro tempo, che è molto più prezioso, sono pronti a sentire quello che hai da dire. Per questo ci vuole onestà intellettuale, mai prenderli in giro".
Camilleri è stato suo insegnante, a un certo punto l'allievo ha superato il maestro in classifica: l'aveva sentito?
"L'ho chiamato: 'Scusami Andrea'. Mi ha risposto: 'Non ti preoccupare Antonio, l'importante è la durata'".
Rocco sembra non poter dimenticare la moglie Marina. Frequenta Sandra (Valeria Solarino), ma l'impressione è che non s'innamorerà mai più.
"E così. E se succederà non è per un desiderio profondo, ma forse solo per fare un pezzo di strada insieme ".
A Schiavone piace l'Italia?
"No, non gli può piacere. Non gli piacciono gli arroganti, quelli che chiacchierano. Non sopporta la censura, le promesse: a lui piacciono i fatti. È aperto, democratico, l'Italia non è molto aperta".
E lei è fiducioso sul futuro?
"Non ho nessuna fiducia, uso un'espressione di mia moglie: l'Italia è come la Gioconda, e tutti ci camminano sopra. È un presepe bellissimo, peccato per i pastori. Gli italiani danno il peggio, sempre più xenofobi, razzisti, non vedo il senso critico. Ci è rimasto il presidente Mattarella, l'ancora delle persone oneste che pagano le tasse e credono nella giustizia".