'Rocco Schiavone', la serie negletta che non piace a certa destra
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaTra le polemiche etico-social-politiche, ad altissimo livello, degli ultimi tempi una delle più esilaranti ha riguardato Rocco Schiavone, ovvero il vicequestore creato sulla carta da Antonio Manzini e portato sullo schermo da Marco Giallini. Di ritorno con nuovi episodi, si sono levate critiche e mugugni da non meglio precisati ambienti della destra politica, è stata indetta una conferenza stampa quasi clandestina in Rai e insomma il senso sarebbe quello di una fiction negletta da levarsi di torno al più presto. Troppo alternativo il protagonista (ma in fondo viaggia sempre al ritmo di una canna a episodio, fumata in ufficio aprendo la finestra) troppo disdicevoli le sue frequentazioni con ex soci del passato periferico romano: la rilevanza delle critiche è al di sotto del livello zero ma ormai passa di tutto e si sente di tutto.
Tramontata per sempre l’ipotesi della promozione su Rai 1, e non se ne vede il motivo, eccoci ai nuovi episodi: il primo p…
Tra le polemiche etico-social-politiche, ad altissimo livello, degli ultimi tempi una delle più esilaranti ha riguardato Rocco Schiavone, ovvero il vicequestore creato sulla carta da Antonio Manzini e portato sullo schermo da Marco Giallini. Di ritorno con nuovi episodi, si sono levate critiche e mugugni da non meglio precisati ambienti della destra politica, è stata indetta una conferenza stampa quasi clandestina in Rai e insomma il senso sarebbe quello di una fiction negletta da levarsi di torno al più presto. Troppo alternativo il protagonista (ma in fondo viaggia sempre al ritmo di una canna a episodio, fumata in ufficio aprendo la finestra) troppo disdicevoli le sue frequentazioni con ex soci del passato periferico romano: la rilevanza delle critiche è al di sotto del livello zero ma ormai passa di tutto e si sente di tutto.
Tramontata per sempre l’ipotesi della promozione su Rai 1, e non se ne vede il motivo, eccoci ai nuovi episodi: il primo passa domani sera su Rai 2 ma è disponibile da ieri su RaiPlay. Si torna in Valle d’Aosta e stavolta è autentica cartolina, con una scurissima vicenda di spaccio e mafie ma interamente girata con il Monte Bianco sia sfondo che in primo piano, partono funivie da vertigine – e Schiavone si presenta sempre con l’improbabile loden e, in avvio, pure le Clarks da passeggiata a Trastevere.
C’è sempre la moglie virtuale, uccisa tempo fa precipitando Schiavone in un abisso disperato di malinconia, ma non è più Isabella Ragonese, sostituita da Miriam Dalmazio. Il resto è giallo di puntata e ampio contorno dei comprimari: Giallini è ancora più addentro al ruolo, con qualche tocco ironico in più. Gli episodi riproporranno altri fantasmi dal passato ma la partenza è decisamente soft – c’è anche la più improbabile sfida a calcio vista su questi schermi – e complice la vicinanza coi francesi, è una storia di confine, si accentuano qui e là i toni da pochade, detto con rispetto.
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“Ridge è convinto della sincerità di Brooke ma Douglas è sicuro di aver visto la nonna baciare un uomo con il cappello di Babbo Natale”. (Trama dell’episodio odierno di Beautiful, Canale 5)