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'Shake', su RaiPlay Shakespeare diventa un gioco da ragazzi

Multischermo / Una versione rivisitata dell'Otello, protagonisti i ragazzi di un liceo
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Il fatto che la serie Mare fuori sia andata per il mondo con la qualifica di serie fortunata e di richiamo non vale quanto l’aver bucato la corazza del pubblico giovane. Chi ci riesce, oggi, con cose televisive, viene considerato un genio totale. E allora è il caso di insistere, soprattutto in zona Rai, dove l’oasi di RaiPlay sembra fatta apposta: da pochi giorni c’è una nuova cosa “teen”, si chiama Shake e, questo è il punto, vale come diminutivo di Shakespeare.

Siamo a Roma ai giorni nostri, in un liceo che vai a sapere quanto somiglia a un liceo attuale, ma sicuramente stravolge di nostalgia quelli che il liceo lo hanno fatto nel millennio precedente. Qui, tra irriverenze adolescenziali estese, va in scena una versione ammodernata dell’Otello: ovvero amore, gelosia e amicizia shakerate in quel modo là. Un protagonista, Thomas (Jason Prempeh) che è…

Il fatto che la serie Mare fuori sia andata per il mondo con la qualifica di serie fortunata e di richiamo non vale quanto l’aver bucato la corazza del pubblico giovane. Chi ci riesce, oggi, con cose televisive, viene considerato un genio totale. E allora è il caso di insistere, soprattutto in zona Rai, dove l’oasi di RaiPlay sembra fatta apposta: da pochi giorni c’è una nuova cosa “teen”, si chiama Shake e, questo è il punto, vale come diminutivo di Shakespeare.

Siamo a Roma ai giorni nostri, in un liceo che vai a sapere quanto somiglia a un liceo attuale, ma sicuramente stravolge di nostalgia quelli che il liceo lo hanno fatto nel millennio precedente. Qui, tra irriverenze adolescenziali estese, va in scena una versione ammodernata dell’Otello: ovvero amore, gelosia e amicizia shakerate in quel modo là. Un protagonista, Thomas (Jason Prempeh) che è appunto nero nonché bellissimo ed è campione di parkour, quella cosa nella quale si salta come pazzi tra case e palazzi. E poi i suoi due amici, uno è Michele, che sarebbe Cassio, e poi c’è Gaia, che è femmina e sarebbe Iago (notare la finissima scelta quasi anagrammatica ma soprattutto riferita a una ragazza lesbica) che finirà con l’accapigliarsi con Thomas per Desdemona, anzi Beatrice, la più desiderata del liceo, di famiglia ricca e amicizie idem. Però lei è buona d’animo e gli sguardi che incrocia subito con Thomas fanno illanguidire chiunque, compresi quelli che hanno iniziato a emozionarsi per queste cose con Il tempo delle mele.

Il tutto si segue volentieri e sembra anche girato con tutti i crismi – la regista è giovanissima, Giulia Gandini, il gruppone intorno a occhio è più maturo. Su RaiPlay, otto episodi già tutti disponibili. Con orgoglio comprensibile nel gruppo si rivendica la capacità di aver trasposto Shakespeare in una storia attuale. Da qualche parte il Bardo, con condiscendenza, annuisce: consapevole del fatto che, più che altro, quello che ci aveva visto lunghissimo era lui.

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Curiosamente sopite le polemiche (tutte da ridere) su Morgan in tv, rimane un consiglio: sempre su RaiPlay, dare un’occhiata al suo duetto con Tony Hadley per Through the barricades. Merita assai.