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'Normal people', il passo lento dell'amore in Irlanda

Multischermo / Su RaiPlay la serie tratta dal romanzo di Sally Rooney
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L'autrice dei romanzi è una ragazza da un milione di copie, è irlandese, ha da poco superato la trentina e si chiama Sally Rooney. Il suo grande successo si chiama Normal people (da noi, Einaudi) e l'inevitabile serie tv ha fatto sfracelli in Inghilterra. Che da noi la serie sia confinata da circa un mese su RaiPlay è, a scelta, una follia dettata dai nostri curiosi consumi televisivi oppure la dimostrazione che la piattaforma del servizio pubblico non è affatto una questione negletta. Dopodiché bisogna esserci portati: nel senso che la storia di Connell e Marianne, ragazzi irlandesi tra Sligo e Dublino impegnati nel passaggio all'età adulta, è destinata a chi ama perdersi in queste cose: dall'altra parte si viene ripagati con qualcosa che non tocca mai il melenso né il sentimentalismo spinto.

I due, invece, hanno un senso compiuto: lei è c…

L'autrice dei romanzi è una ragazza da un milione di copie, è irlandese, ha da poco superato la trentina e si chiama Sally Rooney. Il suo grande successo si chiama Normal people (da noi, Einaudi) e l'inevitabile serie tv ha fatto sfracelli in Inghilterra. Che da noi la serie sia confinata da circa un mese su RaiPlay è, a scelta, una follia dettata dai nostri curiosi consumi televisivi oppure la dimostrazione che la piattaforma del servizio pubblico non è affatto una questione negletta. Dopodiché bisogna esserci portati: nel senso che la storia di Connell e Marianne, ragazzi irlandesi tra Sligo e Dublino impegnati nel passaggio all'età adulta, è destinata a chi ama perdersi in queste cose: dall'altra parte si viene ripagati con qualcosa che non tocca mai il melenso né il sentimentalismo spinto.

I due, invece, hanno un senso compiuto: lei è carina ma appena appena, lui è un bel ragazzone di maniere anche commendevoli, timido ma inevitabilmente condizionato dalle amicizie scolastico-sportive - se solo accenna al non mancare di rispetto alle ragazze si prende del gay. I due sono ovviamente fatti l'uno per l'altra, ma se funzionasse davvero così nella realtà sarebbe facile: per cui lei che è sveglia, intelligente, curiosa di vita e studi è una sorta di miss antipatia da cui tutti si tengono lontani. E lui piace a tutte, ma in realtà ha le stesse caratteristiche di lei: per cui quando parte la liaison sembra di vivere nel migliore dei mondi possibili. Invece per forza di cose inizia ad andare tutto storto, poi si va all'università eccetera. La serie ha il piccolo difetto di un ritmo non esaltante, e ogni tanto non ci starebbe male se entrasse un serial killer: ma la storia è un'altra, il passo è lento e avvolgente e, soprattutto, l'insieme riesce a mantenersi lontano appunto da peripezie sentimentali troppo scontate.

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Nelle infinite rievocazioni sui canali Mediaset ci sono passaggi ovviamente struggenti: ma niente suscita tenerezza come Paolo Del Debbio che ricorda in studio l'avventura del gruppo di teorici della Rivoluzione liberale. E finisce con qualcosa del tipo: eravamo io, Giuliano Urbani, Marcello Pera, Fidel, Paco Peña...