L’estate è da tempo di ferie, mare e repliche tv. Ed è così che, a partire da questa sera, lunedì 3 luglio, la prima serata di Rai 1 d’inizio settimana riproporrà Il giovane Montalbano: prodotta dal 2012 al 2015 la serie narra dell’arrivo di Salvo Montalbano (interpretato da Michele Riondino) a Vigata, l’immaginario comune siciliano creato dalla fantasia di Andrea Camilleri, dove assume il ruolo di commissario capo e, caso dopo caso, diventa il Montalbano a tutti noto e da tutti apprezzato.
Ambientato nei primi anni 90, per due stagioni e un totale di dodici episodi, il prequel della serie interpretata da Luca Zingaretti rivela aspetti inediti e racconta nuove avventure del famoso commissario. “È una grossa possibilità che ho, se non addirittura un privilegio” aveva dichiarato qualche tempo fa Riondino parlando del ruolo, “che è quello di approfondire un personaggio che offre, all’attore che lo deve interpretare, una notevole gamma di aspetti e sfumature. All’interno di Montalbano ci sono delle contraddizioni che per un attore sono pane, e quindi la possibilità di poter approfondire un personaggio del genere in un film che dura praticamente sette ore è un privilegio che pochi hanno. Se poi aggiungiamo che si ha la possibilità di parlare con il proprio autore allora diventa davvero un’esperienza straordinaria”.
Andrea Camilleri
Proprio Camilleri, scomparso nel 2019, aveva partecipato in prima persona al progetto, firmando la serie insieme a Francesco Bruni: “Quando ho visto l’inizio mi sono quasi commosso” aveva confessato lo scrittore, “completare la figura del commissario Montalbano diventava sempre più una sorta di esigenza mia personale e così è nato La prima indagine di Montalbano. Mi è venuta l’idea di farlo cominciare da vice commissario, diciamo uno che ha appena vinto il concorso. L’impulsività che Montalbano ha, il tendenziale non rispetto per le regole, tutto questo è assai più evidente in Montalbano giovane. Però l’essenziale è che il carattere è sempre quello, un cervello speculativo”.
Un prodotto che, alla sua uscita, aveva riscontrato un discreto successo proprio come la serie madre, regina delle fiction Rai, e che anche con le repliche ha continuato a ricevere consensi. “Su Il giovane Montalbano c’era dello scetticismo, un sacrosanto scetticismo iniziale che dovevamo vincere” le parole di Riondino a TV Sorrisi e Canzoni, “e tutti noi, cast, troupe e il resto del gruppo di lavoro ci siamo imbarcati in questa avventura in maniera appassionata ma equilibrata, ognuno consapevole delle proprie responsabilità. Questo ha fatto nascere tra noi rapporti di vera amicizia. Mi fa piacere che la serie sia così amata. E non solo in Italia”.
L’omicidio di un mezzo delinquente con alcuni precedenti per furto di bestiame è al centro della trama del primo episodio che, accanto a Riondino, vede anche Alessio Vassallo nel ruolo di Mimì Augello, Fabrizio Pizzuto nel ruolo di Agatino Catarella, Adriano Chiaramida nel ruolo di Montalbano senior, Andrea Tidona e Beniamino Marcone rispettivamente nei ruoli di Carmine e Giuseppe Fazio. “Picciotti - l’invito in pieno stile Montalbano dell’attore – me raccomando, taliàte queste puntate de Il giovane Montalbano e godetevela finché è giovane”.