Curon approccia il thriller soprannaturale, genere poco frequentato dalle serie italiane, sfruttando il fascino conturbante dell’ambientazione.
Curon è indubbiamente una serie ambiziosa, che conta tra i suoi modelli ispiratori celebrate serie internazionali come Dark o Les Revenants. Gli spunti ci sono tutti: la suggestiva cornice di Curon Venosta, in Alto Adige, con il campanile che sbuca dal lago di Resia, bacino artificiale creato inondando il vecchio paese; una leggenda e un mistero intorno al lago, e una sparizione indagata da due adolescenti; il tema di una doppia identità buona e cattiva, che rielabora la natura “divisa” della comunità del posto e la rivalità tra italiani e austriaci. Nonostante le ottime premesse e alcune buone intuizioni, la resa finale si accomoda su molti, troppi cliché del genere e manca dell’accuratezza necessaria a creare un mondo narrativo credibile che sia intriso di soprannaturale ma affondi nella specificità del luogo. Rimane comunque un dato più che positivo che anche le produzioni italiane si cimentino con generi e atmosfere diversificate.





Episodi: 7 Durata media: 45 min.
Genere: Fantasy, Giallo, Thriller
Prima visione: mercoledì 10 giugno 2020
Disponibile su: Netflix
Tutto comincia con il ritorno di Anna a Curon, insieme ai suoi figli gemelli Mauro e Daria: Anna porta con sé traumi passati e appartiene a una famiglia mal vista in paese, dove vive ancora il padre Thomas. Quando la donna sparisce misteriosamente, tocca a Mauro e Daria cercare di capire cosa succede, mentre le leggende e le maledizioni intorno al lago si fanno più tangibili.