Un prodotto bizzarro che mescola commedia grottesca e critica sociale, con Kirsten Dunst protagonista assoluta in veste working class.
Ambientata in un assolato 1992, con tutto ciò che ne consegue in termini di atmosfera, estetica e scelte musicali, Becoming a God racconta in modo non troppo lusinghiero una porzione di provincia americana poco glamour e frequentata dalla serialità – una classe lavoratrice white trash e un po’ ignorante, che fa fatica ad arrivare a fine mese e sembra preda perfetta di discutibili sogni di arricchimento rapido. La prima puntata funziona da prologo, con tanto di grosso plot twist, per raggiungere il fulcro della serie, ovvero il percorso vendicativo dell’inserviente Krystal, che decide di distruggere dall’interno la setta di venditori che le ha rovinato la vita: una losca organizzazione capeggiata da un guru-predicatore che attraverso uno schema piramidale sfrutta le ingenuità della povera gente con promesse di facili ricchezze. Tra personaggi sgradevoli e viscidi, altri di buon cuore ma con pochi strumenti cognitivi, la serie riesce a evitare il rischio di una rappresentazione troppo insistita del disagio, prendendo una piega originale che nei momenti migliori tiene in equilibrio l’anima più satirica con l’intrigo e il racconto di una rivalsa.





Episodi: 10 Durata media: 46 min.
Genere: Comico
Prima visione: giovedì 18 giugno 2020
Disponibile su: TimVision