Nonostante le premesse da thriller psicologico, Unbreakable Kimmy Schmidt è una sgargiante commedia parodistica che sintetizza l’inesauribile positività e buoni sentimenti della protagonista con la venatura cinica e malinconica, a tratti politicamente scorretta, veicolata dai personaggi secondari.
Dopo quindici anni alla mercé di un Reverendo esaltato dalle smanie apocalittiche, Kimmy Schmidt, ormai vicina ai trent’anni, viene liberata dal bunker in cui è stata tenuta prigioniera per tutta l’adolescenza e buona parte della vita adulta. Un evento traumatico che, oltre ad averla tenuta fuori dai progressi tecnologici e costumi moderni, pare averle bloccato la crescita. Nonostante tutto, Kimmy affronta la sua nuova vita a New York con la disinvoltura di chi è fuori posto ma non si rende conto di esserlo e i suoi compagni d’avventure, eccentrici e stravaganti, la aiutano a dare vita a gag surreali e divertenti. Unbreakable Kimmy Schmidt si rivela come una sitcom brillante e un po' kitsch, capace di trattare temi profondi, quali l’emancipazione femminile, le diversità culturali e la costruzione dell’identità, e a metterne in evidenza i paradossi con uno humor dissacrante e falsamente ingenuo.
New Yorkprotagonista femminile forteLGBT





Episodi: 13 Durata media: 30 min.
Genere: Commedia, Drammatico
Prima visione: giovedì 22 ottobre 2015
Disponibile su: Netflix
Nell’Indiana, quattro donne vengono salvate dalle grinfie del Reverendo Wayne, che per quindici lunghi anni le aveva tenute recluse in un bunker sotterraneo, convincendole che il pianeta fosse stato distrutto da un’apocalisse nucleare. Su queste premesse, la serie targata Netflix costruisce la caleidoscopica storia di resilienza dell’“unbreakable” Kimmy Schmidt, che cerca di costruirsi una vita dopo gli anni di prigionia trasferendosi a New York. Tra i continui riferimenti alla cultura popolare – la stessa sigla strizza l'occhio alle pratiche di remix di contenuti video condivisi dagli utenti sul web – e una serie di flashback che rivelano nuovi scabrosi elementi sulle vite delle “Donne Talpa”, la serie sviluppa una trama verticale in cui Kimmy affronta le sfide quotidiane della società contemporanea e una trama orizzontale inerente alle relazioni instaurate coi personaggi secondari – il coinquilino Titus, la padrona di casa Lilian e la ricca datrice di lavoro Jacqueline.





Episodi: 13 Durata media: 30 min.
Genere: Commedia, Drammatico
Prima visione: venerdì 15 aprile 2016
Disponibile su: Netflix
Come accade ai bambini che per la prima volta osservano il mondo, Kimmy si stupisce di tutto ciò che vede e che la circonda. I titoli degli episodi – “Kimmy va a pattinare!”, “Kimmy guida!”, “Kimmy sta in un albergo!” – richiamano proprio questa sua caratteristica, l’entusiasmo per delle azioni che per le altre persone fanno parte del quotidiano, ma per lei sono novità. Kimmy continua a scoprire il mondo in ogni episodio, non senza una buona dose di sketch slapstick. La serie declina diversi tipi di comicità in base ai personaggi: la mimica e il linguaggio del corpo di Titus sono iconici, così come la sua ironia sferzante, Jacqueline e Lilian sono amanti del politicamente scorretto e del black humor, mentre l’ingenuità di Kimmy genera situazioni comiche legate all’incomunicabilità con gli altri personaggi.





Episodi: 13 Durata media: 30 min.
Genere: Commedia, Drammatico
Prima visione: venerdì 19 maggio 2017
Disponibile su: Netflix
La terza stagione sviluppa una maggiore continuità interepisodica grazie alla presenza di numerose sottotrame: il Reverendo, sposatosi con Kimmy ai tempi del bunker, le chiede di firmare le carte del divorzio per potersi risposare; Titus cerca di dimenticare Mikey e Lilian entra a far parte del consiglio cittadino, mentre Jacqueline e Russ pianificano un modo per indurre i Redskins a cambiare nome. Il quinto episodio della stagione presenta un breve cross-over con la celebre serie Orange Is the New Black.





Episodi: 12 Durata media: 30 min.
Genere: Commedia, Drammatico
Prima visione: mercoledì 30 maggio 2018
Disponibile su: Netflix
All’inizio della quarta stagione, Kimmy diventa la nuova responsabile delle risorse umane della start-up Giztoob, ma la sua inesperienza nel licenziare un dipendente le fa assumere degli atteggiamenti inappropriati che vengono scambiati per molestie. Il terzo e il nono episodio si distinguono rispetto agli altri: in “Party Monster: In cerca della verità” viene sviluppata una narrazione documentaristica in stile true crime incentrata su DJ Slizzard/il Reverendo, mentre “Kimmy, e se fosse andata diversamente?” è un episodio “what if”, che mostra un universo parallelo in cui Kimmy non è mai stata rapita. L’episodio finale della serie chiude tutte le linee narrative, donando stravaganti ma rassicuranti happy ending a tutti i suoi eccentrici personaggi.
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