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Alicia Giménez-Bartlett: "La mia Petra libera che spaventava Camilleri"

I libri dell'autrice spagnola dedicati all'ispettrice Petra Delicado diventano una serie tv in onda su Sky a settembre con Paola Cortellesi protagonista
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Milioni di lettori se la sono immaginata. Petra Delicado per gli spettatori italiani avrà il volto e i modi asciutti di Paola Cortellesi che restituisce sullo schermo la personalità dell'ispettrice di Barcellona creata da Alicia Giménez-Bartlett. "La Cortellesi è fantastica" racconta la scrittrice "ho visto il primo episodio e ho ritrovato Petra con la sua ironia. Mi è piaciuto moltissimo Andrea Pennacchi, che interpreta il collega Fermìn. In Italia come lo chiamate? Monte. Petra non potrebbe esistere senza di lui, rappresenta un contrasto di cultura e mentalità. Anche questo fa parte del racconto". Tre matrimoni, ironica, schietta e spiazzante quando parla di sesso, Petra (questo il titolo italiano) è l'eroina della serie di Maria Sole Tognazzi, dal 14 settembre su Sky cinema. Prodotte da Cattleya - parte di ITV Studios - in associazione con Bartlebyfilm le quattro storie gialle (dai best seller Selle…
Milioni di lettori se la sono immaginata. Petra Delicado per gli spettatori italiani avrà il volto e i modi asciutti di Paola Cortellesi che restituisce sullo schermo la personalità dell'ispettrice di Barcellona creata da Alicia Giménez-Bartlett. "La Cortellesi è fantastica" racconta la scrittrice "ho visto il primo episodio e ho ritrovato Petra con la sua ironia. Mi è piaciuto moltissimo Andrea Pennacchi, che interpreta il collega Fermìn. In Italia come lo chiamate? Monte. Petra non potrebbe esistere senza di lui, rappresenta un contrasto di cultura e mentalità. Anche questo fa parte del racconto". Tre matrimoni, ironica, schietta e spiazzante quando parla di sesso, Petra (questo il titolo italiano) è l'eroina della serie di Maria Sole Tognazzi, dal 14 settembre su Sky cinema. Prodotte da Cattleya - parte di ITV Studios - in associazione con Bartlebyfilm le quattro storie gialle (dai best seller Sellerio) nella versione italiana sono ambientate a Genova.

Alicia, che effetto le fa vedere Petra in azione?
"C'era stata una serie spagnola ma la Petra italiana è più moderna, e c'è una cura straordinaria, dagli attori alla regia. Il rapporto con Férmin è perfetto: ho provato a scrivere racconti senza di lui e non trovavo il punto di equilibrio. Petra ha assolutamente bisogno di questo compagno meno colto ma esperto di vita, che conosce la gente e la strada".

Alicia Giménez-Bartlett  

Questa poliziotta è una donna molto indipendente: le somiglia?
"Sono sempre stata indipendente ma ho accettato i compromessi, non è possibile esserlo totalmente. Petra ama la solitudine e anche la sua autrice, tutte le donne hanno bisogno di momenti di tranquillità e di essere sole. Io mi sono sposata due volte, ho due figli e ho un bisogno enorme di questi momenti".

A chi si è ispirata?
"Petra ha un po' il mio carattere. È più giovane di me, ma in Spagna la mia generazione è stata importante per la liberazione femminile, è il simbolo del cambiamento: siamo state le prime donne che hanno studiato all'università, le prime ad avere relazioni più libere. Petra è femminista ma non ha pensieri stereotipati. Non è una filosofa ma ha un'idea della vita, dell'amore, della libertà e della società. È una "donna contro", non è docile e le donne si riflettono in lei. L'umorismo è importante: se leggo in pubblico ridono in Germania come in Italia - dove ho sempre la sensazione di essere benvenuta - e in Spagna".

Il giallo racconta la nostra società?
"Oggi è molto crudele, descrive le torture, gli autori del nord hanno inaugurato questo filone. Penso con l'intento di piacere alla gente. Non è certo la realtà, poi in nord Europa le donne sono emancipate, ma i romanzi sono sempre un po' stereotipati e la donna appare come vittima. Fa una figura che non mi piace".

Andrea Pennacchi e Paola Cortellesi 

Sa che l'hanno definita "la Camilleri spagnola"?
"Con Camilleri ci siamo conosciuti al telefono col nostro editore Antonio Sellerio che riportava l'opinione dell'uno e dell'altra ma non ci siamo incontrati. Ha detto di me cose fantastiche "l'unica donna che ha senso dell'umorismo". Però ha aggiunto che Petra è troppo libera. Una volta ci siamo sentiti: "Non penso a un incontro di Petra con Montalbano"".

Il commissario si sarebbe spaventato un po'?
"Forse sì, lei è troppo indipendente. Il prossimo libro di Petra è la sua autobiografia, un'idea un po' matta: il personaggio va in convento una settimana per pensare e scrivere la sua vita: il libro si intitolerà Senza morti, è unicamente il passato di Petra, spiega chi erano i genitori, la famiglia, che tipo di educazione ha ricevuto. Le radici. Un pezzo di storia di Spagna, con Franco ancora al potere".

Che rapporto ha con i lettori?
"Non sono sui social, non mi piacciono. I lettori mi scrivono lettere che inviano a Palermo all'editore Sellerio. Chiedono sempre: "Perché Petra non ha avuto figli?", come se non fosse un personaggio letterario ma reale. Quando l'ho fatta sposare la terza volta, un gruppo di donne a Napoli ha protestato: "Perché l'hai fatto? Un altro marito è un errore". Ho detto: "Vediamo cosa succede". Io stessa non sono mai completamente d'accordo con il mio lavoro, i lettori sono critici e ti danno fiducia. È una responsabilità ma non puoi pensarci. Devi sentirti libera".

Perché non le piacciono i social?
"Non mi rappresentano, non capisco come si possa parlare con sconosciuti in quel modo... Mi sembra che alimentino il mostro della vanità. Non amo parlare di me, sono riservata. Poi, come tutte le donne, posso trovare qualcuno al ristorante e raccontare la mia vita. Ma l'esibizione dell'ego sui social non mi piace".

Cosa legge?
"In campagna comincio alle sette del pomeriggio e finisco a mezzanotte: romanzi, la letteratura nordamericana, saggi. Non tanto la poesia, mi risulta più difficile".

Non è romantica?
"No. La realtà per me è stata sempre una cosa evidente. Non colgo il romanticismo delle situazioni, un tramonto non mi fa pensare. Sono più romantica con gli animali".

Da ragazza pensava di fare la scrittrice?
"Sempre. Non sapevo scrivere ma dicevo: "Papà, prendi un pezzo di carta perché ho una storia da raccontare". Questa è stata una maledizione perché non ho scelto di essere scrittrice, è stato inevitabile".