Zendaya: "Sono sopravvissuta al buio di Euphoria"
di Chiara Ugolini , di Chiara UgoliniTossicodipendenza e depressione, cyberbullismo e ossessione social, sesso e violenza in un gruppo di adolescenti americani. Nel 2019 Euphoria ha sconvolto i genitori di mezzo mondo rivelando loro i tormenti dei loro figli e in generale della Generazione Z. Realizzata dal regista Sam Levinson che ha attinto all'esperienza personale adattando un format israeliano, la serie ha raccolto consensi ma sollevato critiche per la crudezza delle sue immagini, ha appassionato un pubblico di giovani adulti, rivoluzionato il genere teen drama e fatto vincere a Zendaya un Emmy, stabilendo il record per la più giovane attrice in una serie drammatica.
'Euphoria' la seconda stagione della serie con Zendaya - trailer
Dal 10 gennaio su Sky e Now, in contemporanea con gli Stati Uniti, arriva la seconda, attesissima stagione, rimandata a causa della pandemia. "Una pausa è stata utile, avremmo dovuto iniziare la seconda stagione un pai…
Tossicodipendenza e depressione, cyberbullismo e ossessione social, sesso e violenza in un gruppo di adolescenti americani. Nel 2019 Euphoria ha sconvolto i genitori di mezzo mondo rivelando loro i tormenti dei loro figli e in generale della Generazione Z. Realizzata dal regista Sam Levinson che ha attinto all'esperienza personale adattando un format israeliano, la serie ha raccolto consensi ma sollevato critiche per la crudezza delle sue immagini, ha appassionato un pubblico di giovani adulti, rivoluzionato il genere teen drama e fatto vincere a Zendaya un Emmy, stabilendo il record per la più giovane attrice in una serie drammatica.
'Euphoria' la seconda stagione della serie con Zendaya - trailer
Dal 10 gennaio su Sky e Now, in contemporanea con gli Stati Uniti, arriva la seconda, attesissima stagione, rimandata a causa della pandemia. "Una pausa è stata utile, avremmo dovuto iniziare la seconda stagione un paio di anni fa e a quell’epoca sarebbe stata piuttosto diversa – racconta Zendaya in collegamento da Los Angeles - Guardando in retrospettiva sono grata del fatto di essere riuscita a uscire un po' dalla testa di Rue: la prima stagione è stata tosta, c'era molta pressione. Il tempo ci ha aiutato a vedere tutto dall’esterno, abbiamo avuto più tempo per sperimentare toni diversi, così quando siamo tornati sul set certo era la seconda stagione ma era anche qualcosa di diverso, ci sentivamo liberi avevamo meno paure".
Nel frattempo, grazie alla serie ma anche alla saga di Spider-man e al fantascientifico Dune, Zendaya a 25 anni è diventata una delle giovani attrici più ricercate schizzando a 120 milioni di follower social, impegnata ma allergica all’etichetta di attivista. La fidanzata dell'Uomo ragno M-J, la guerrigliera Chani del film di Villeneuve e la tormentata Marie nel film bianco e nero che Levinson ha girato in lockdown, unici protagonisti lei e John David Washington: sono tanti i ruoli iconici a cui la ex stella Disney ha impresso il suo stile, ma è chiaro che Rue per lei è un personaggio del cuore. La liceale diciassettenne con un disturbo ossessivo-compulsivo e dipendenza dalle droghe deve capire quali sono i veri sentimenti che la legano alla sua amica e amante Jules (Hunter Shafer), ragazza transessuale romantica e ingenua. "La serie ha momenti molto alti e divertenti, più che nella prima stagione, ma ci sono sequenze dure, non è uno spettacolo facile da guardare. Per questo era fondamentale che ci fosse speranza, empatia e redenzione nel retro della mia mente ogni volta che mi approcciavo al personaggio di Rue. Avevo paura di affrontare certi episodi, in particolare quelli che riguardano la dipendenza. Mentre reciti, il corpo non sa che quello che stai vivendo non è reale; il mio cervello può continuare a mandargli messaggi per dire ‘è finzione’, ma il corpo prova quello che prova e questo, a lungo andare, ti rende esausta. Rue è un personaggio complicato, ci sono scene per cui non ci si può preparare. Le scene più dure le ho girate appena tornata dalla Mostra del cinema di Venezia dove avevamo presentato Dune, sono rientrata negli Stati Uniti e il giorno dopo ero sul set, non ho avuto tempo per ragionarci. Devo molto alla nostra troupe: spesso, se piango durante una sequenza, poi mi rendo conto che c’è almeno una dozzina di altre persone sul set che sta piangendo con me. Non ti senti sola”.
La nuova stagione inizia la notte di Capodanno, tutti i protagonisti si ritrovano a una festa, musica, alcol, droga. Dovrebbe essere un nuovo inizio ma tutti sembrano chiusi nelle proprie solitudini. "Euphoria affronta il dolore e l'oscurità interiore, la serie non vuole assolutamente dare lezioni di vita, piuttosto è un racconto per condividere i momenti difficili e farci sentire meno soli. Misuriamo la nostra empatia in quanto esseri umani se riusciamo ad incontrare e ad amare Rue anche nei suoi momenti più bui, consapevoli che si tratta di una persona che soffre di una malattia di cui non ha pienamente controllo perché non ha gli strumenti per affrontarla".
Tutto questo, continua Zendaya, "ci può aiutare quando ci troviamo ad affrontare persone che combattono le dipendenze o i disturbi mentali nella vita reale. Per me è doloroso il personaggio di Rue perché tengo a lei. Ho scelto di considerarla un alter ego di Sam, penso ‘guarda chi è oggi, guarda cosa è riuscito a ottenere attraverso tutto quel dolore’, mi dico se lui ce l'ha fatta anche Rue ci riuscirà. Era importante che ci fosse un segno di speranza, di redenzione per lei. La cosa più bella di questa esperienza è stata la connessione che si è creata con le persone che hanno condiviso con me il loro viaggio di sopravvivenza, ho sentito la responsabilità di raccontarli".