'Qanon, l'occhio del ciclone', il lato oscuro del complotto
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIl viaggio, in sei puntate (si parte stasera, su Sky Documentaries) attira con le stesse modalità per cui ci si ferma a guardare gli incidenti stradali. Il lavoro è prodotto Hbo e firmato dall'americano Cullen Hoback, il quale ha impiegato tre anni per venire a capo del sacrario del complottismo mondiale, quello dalle ramificazioni imprendibili - il web aiuta, in queste cose - e sintetizzato da una lettera, che è la Q. In tempi in cui ci si preoccupa invece della Z, è un passo indietro: ma Q (che forse è un singolo, forse un gruppo, forse è Trump, forse Steve Bannon, forse uno di quelli del Cantante mascherato) è da anni il feticcio mondiale di ogni teoria del complotto. QAnon, l'occhio del ciclone è il titolo di questo lavoro di fronte quale non si sa bene come comportarsi: una delle ipotesi è guardare il doc a casa con gli amici facendosi quattro risate, ma il rischio è che invece salga l'inquietudine.…
Il viaggio, in sei puntate (si parte stasera, su Sky Documentaries) attira con le stesse modalità per cui ci si ferma a guardare gli incidenti stradali. Il lavoro è prodotto Hbo e firmato dall'americano Cullen Hoback, il quale ha impiegato tre anni per venire a capo del sacrario del complottismo mondiale, quello dalle ramificazioni imprendibili - il web aiuta, in queste cose - e sintetizzato da una lettera, che è la Q. In tempi in cui ci si preoccupa invece della Z, è un passo indietro: ma Q (che forse è un singolo, forse un gruppo, forse è Trump, forse Steve Bannon, forse uno di quelli del Cantante mascherato) è da anni il feticcio mondiale di ogni teoria del complotto. QAnon, l'occhio del ciclone è il titolo di questo lavoro di fronte quale non si sa bene come comportarsi: una delle ipotesi è guardare il doc a casa con gli amici facendosi quattro risate, ma il rischio è che invece salga l'inquietudine.
E forse non è positivo nemmeno il fatto che Hoback vada a intervistare una marea di evidenti svitati in perenne orgasmo-web e che dicono ai figli piccoli "comportati bene sennò arriva il Deep State". Deve esistere un altro modo per parlarne senza squadernare un campionario di freak da paura, magari ci si arriva nelle prossime puntate e magari si scoprirà quanto il trumpismo e il sovranismo estremo ci abbiano marciato. Ma di fronte all'ennesimo intervistato convinto che i leader mondiali appartengano tutti a una setta che trae linfa giovane mangiando i bambini, ci si chiede perché perderci tempo. Per chiudere rassicurati dal fatto che una minima percentuale di pazzi è in ogni contesto: salvo poi vedersi arrivare cifre che parlano di milioni di adepti, cifre messe in giro da qualcuno che sta complottando sul complotto dei complotti e via così, all'infinito.
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Invece di temi troppo impegnativi e che poi richiamano buffi personaggi, i talk show potrebbero dedicare qualche puntata al fenomeno del recente arricchimento dei titolari di autolavaggi. Almeno a giudicare dalle migliaia di persone che sui social in questi giorni ripetono la stessa battuta: "Non piove da mesi: adesso vado a far lavare l'auto così pioverà presto".