'Blocco 181' latinos vs. italiani: Gomorra rivive a Milano
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaAndare oltre Gomorra non può essere una questione di geolocalizzazione. E lo dicono in primo luogo quelli di Sky, in produzione original con questo Blocco 181 (dal 20 maggio su Sky Atlantic) che non è, guai, "La Gomorra del Nord". Ovvero Milano, la coca, le bande criminali contrapposte, in questo caso i latinos da una parte e dall'altra i detentori italiani delle consegne per la Milano da fiutare. Ma anche solo il dichiararlo significa che il segno impresso da Gomorra è di quelli implacabili.
Periferia indistinta, da un lato quelli del Sudamerica, dall'altro gli italiani che chiedono "il rispetto delle regole". Finisce malissimo da subito, anche perché…
Andare oltre Gomorra non può essere una questione di geolocalizzazione. E lo dicono in primo luogo quelli di Sky, in produzione original con questo Blocco 181 (dal 20 maggio su Sky Atlantic) che non è, guai, "La Gomorra del Nord". Ovvero Milano, la coca, le bande criminali contrapposte, in questo caso i latinos da una parte e dall'altra i detentori italiani delle consegne per la Milano da fiutare. Ma anche solo il dichiararlo significa che il segno impresso da Gomorra è di quelli implacabili.
Periferia indistinta, da un lato quelli del Sudamerica, dall'altro gli italiani che chiedono "il rispetto delle regole". Finisce malissimo da subito, anche perché bisogna far nascere speranza e riscatto - non proprio legali - nella storia vera, quella di Bea (Laura Osma) splendida ragazza tra i latinos, con voglia di emancipazione dagli antichi riti famigliar-criminali in cui è immersa. Lei è la Giulietta della situazione, il Romeo invece è italiano e il problema, o forse l'opportunità, è che sono due, Ludo (Alessandro Piavani) e Mahdi (Andrea Dodero), sull'altra sponda del Naviglio a consegnare coca a domicilio, uno per noia e l'altro per necessità. Nasce una cosa a tre, in ogni senso, per cercare di mettersi in proprio rischiando ben altro che la pelle.
Milano là fuori è buia e indifferente, l'importante è che al momento giusto suoni il campanello e sia un finto rider. Intanto ci si scanna dentro riti di iniziazione, oppure si svela l'esistenza delle pupusas, che poi sarebbero tigelle ma si scopre subito che nella vera Milano ci sono già diverse pupuserie. Blocco 181, che ha il rapper Salmo come produttore musicale e anche attore, coltiva ambizioni smodate: ma nessuno può dire che il tentativo non funzionerà, quanto meno per non passare già da nostalgici di cose di pochi anni fa, non sapendo cogliere quanto sia importante ormai contaminare, rendere fluido, aggiornare l'immaginario.
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Certe cronache esilaranti a base di comunicati ufficiali su presunti inguacchi emersi nelle votazioni di Eurovision, con San Marino indignata e la Romania di più, confermano che prendere sul serio queste faccende è da autentici ingenuoni.