C'è un giornalista che si chiama Daniel arriva dal nord Europa sul lago d'Orta (anche se si cerca di far credere di essere a Lugano). Vuole a ogni costo intervistare uno scrittore che si chiama Mark e che ha scritto un romanzo epocale e vendutissimo, che si chiama Astroland. Dentro c'è l'affascinante storia del sé stesso giovane e di una vita tumultuosa e assai idealista, ma anche piuttosto concreta in fatto di piaceri personali. Per esempio si parte dagli anni 90 in Colombia, dentro un'associazione umanitaria nelle favelas, dove si aiuta il prossimo in difficoltà e si fa esplodere anche la propria gioventù tra sesso, erba e alcol a barili. Mark, lo scrittore, era amico intimo, parecchio, di Felix e di Tuuli, ragazza finlandese al centro di tutto. L'incrocio dei tre e delle loro vicende - che proseguono negli anni sempre a base di eccessi ma sempre più mescolati con riflessioni su vita, amicizia, amori, promiscuità, vocazioni intellettuali etc. - regge la trama di questo Paradiso, otto episodi disponibili su Sky. E scavalla il mondo intero, visto che Orta è la base di partenza - lo scrittore con tutto quello che ha guadagnato ha una villa tipo Clooney - ma nella storia, saltando tra i decenni, si va dalla Colombia alla Finlandia, alla Bulgaria per poi chiudere a New York nel periodo in cui crollano storie, miti, speranze e grattacieli. Paradiso è una serie tedesca e alla base di tutto c'è un best-seller del 2008, Funeral for a Dog, di Thomas Pletzinger, mai uscito in Italia: e l'abbondanza che in Germania sanno mettere in queste cose è il punto centrale. Un melò che ha dentro thriller, misteri, rivelazioni sconvolgenti, sesso e senso della vita, il passato e il senso di colpa. Troppo, certamente: ma con uno spirito di narrazione ribelle da bei tempi andati che a un pubblico - parecchio - adulto non dispiacerà affatto.
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I tempi sono difficili e bisogna stare attenti a ogni voce di spesa. Ma nell'ottimo Reazione a Catena di Raiuno esagerano, spesso e volentieri, nelle logiche - spesso allucinogene - con cui vengono concepiti gli accostamenti di parole nel gioco finale, quello dove si vince o non si vince il conquibus.