Harry Palmer, una spy-story anni Sessanta
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIl riferimento è piuttosto lontano, anni 60, e il protagonista di quei film era Michael Caine. Ovvero roba da grandi, dentro una storia che era anche affascinante. Len Deighton aveva creato in una serie di romanzi l'anti-James Bond, nel senso di una spia sopraffina ma che non si lanciava dalle montagne. La parola chiave era Ipcress - che è un acronimo impossibile - quando arrivò Caine nei film quel personaggio ebbe anche un nome, Harry Palmer. E oggi dalla fucina di meraviglie inglesi arriva la miniserie: Harry Palmer-Il caso Ipcress (Sky Atlantic e in streaming su Now) sei episodi che con un'attenzione quasi inverosimile a colori e atmosfere d'epoca riporta a quel clima di guerra fredda ma ovviamente punta ad altro: ovvero avvincere con una storia di spionaggio, serrata, implacabile, con personaggi e attori di prima categoria. Al punto che verso il finale, quando ufficialmente non ci si capisce più nulla, allo spettatore non importa alcunch&eac…
Il riferimento è piuttosto lontano, anni 60, e il protagonista di quei film era Michael Caine. Ovvero roba da grandi, dentro una storia che era anche affascinante. Len Deighton aveva creato in una serie di romanzi l'anti-James Bond, nel senso di una spia sopraffina ma che non si lanciava dalle montagne. La parola chiave era Ipcress - che è un acronimo impossibile - quando arrivò Caine nei film quel personaggio ebbe anche un nome, Harry Palmer. E oggi dalla fucina di meraviglie inglesi arriva la miniserie: Harry Palmer-Il caso Ipcress (Sky Atlantic e in streaming su Now) sei episodi che con un'attenzione quasi inverosimile a colori e atmosfere d'epoca riporta a quel clima di guerra fredda ma ovviamente punta ad altro: ovvero avvincere con una storia di spionaggio, serrata, implacabile, con personaggi e attori di prima categoria. Al punto che verso il finale, quando ufficialmente non ci si capisce più nulla, allo spettatore non importa alcunché, tanto è bello tutto quanto.
Palmer è un soldato inglese di stanza a Berlino, quella Berlino, che si arrabatta con il contrabbando pur essendo un genio. Quando lo scoprono, i suoi gli assegnano una missione impossibile visto che è sparito uno scienziato assai pratico di nuovi ordigni nucleari. E mentre confluiscono nella vicenda i russi, i russi, gli americani (cit.) e il peggio dello spionaggio d'epoca, Palmer entra in un gioco pazzesco, tra esperimenti di manipolazione della mente e bomb-test in pieno Pacifico. Per spiegare altro bisognerebbe aver capito tutto, ma appunto non conta. Conta il magnetismo di tutti: Palmer è Joe Cole (Peaky Blinders e altro) così giovane e già gigantesco, Tom Hollander è la perfezione nel ruolo del suo capo. Lucy Boynton è una Kim Novak aggiornata, sconsigliata a spettatori attempati - ma poi chissà perché. Ipcress è in modalità gioiellino, e siccome i libri in origine sono parecchi si confida in capitoli futuri.
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Tim Music Awards dall'Arena di Verona, in diretta su Rai 1 venerdì sera. Purtroppo a metà arriva la tempesta con grandine e diventa un serio problema. Non si potrebbe, da qui alle elezioni, spostare all'aperto i talk-show?