Francesco Acquaroli: “La violenza all’improvviso è il lato oscuro del calcio”
di Gabriele Bonincontro , di Gabriele BonincontroLa partita, lo stadio: gioia e tensione, rituali che si ripetono ogni domenica - ogni giorno ormai nell'era del dominio delle tv - festa e divertimento. Poi all'improvviso incidenti, scontri, la paura. Quante volte le cronache hanno raccontato scene di guerriglia urbana, quante sono le vittime che, purtroppo, si contano. Quattro di questi fatti violenti sono finiti sotto la lente di Tifo criminale - Lati oscuri del calcio, la docu-serie in quattro episodi da martedì 25 ottobre su Crime+Investigation: si comincia con il caso di Vincenzo Spagnolo, poi nei tre martedì successivi quelli di Ciro Esposito, Daniele Belardinelli e Filippo Raciti.
A condurre il pubblico dentro queste storie è uno degli attori più popolari e apprezzati, Francesco Acquaroli, il Samurai della serie Suburra, protagonista anche di A casa tutti bene, della prossima serie Sky Unwanted, diretta da Oliver Hirschbiegel, il regista de La caduta, e dei nuovi episodi di Rocco Schiavone…
La partita, lo stadio: gioia e tensione, rituali che si ripetono ogni domenica - ogni giorno ormai nell'era del dominio delle tv - festa e divertimento. Poi all'improvviso incidenti, scontri, la paura. Quante volte le cronache hanno raccontato scene di guerriglia urbana, quante sono le vittime che, purtroppo, si contano. Quattro di questi fatti violenti sono finiti sotto la lente di Tifo criminale - Lati oscuri del calcio, la docu-serie in quattro episodi da martedì 25 ottobre su Crime+Investigation: si comincia con il caso di Vincenzo Spagnolo, poi nei tre martedì successivi quelli di Ciro Esposito, Daniele Belardinelli e Filippo Raciti.
A condurre il pubblico dentro queste storie è uno degli attori più popolari e apprezzati, Francesco Acquaroli, il Samurai della serie Suburra, protagonista anche di A casa tutti bene, della prossima serie Sky Unwanted, diretta da Oliver Hirschbiegel, il regista de La caduta, e dei nuovi episodi di Rocco Schiavone.
Tifo criminale racconta quattro omicidi, distanti per luogo, anno, uniti dal filo comune del calcio. "Sono scioccato di come in un happening di festa, perché questo dovrebbe essere andare allo stadio, arrivi all'improvviso la violenza - dice Acquaroli - un violenza cieca, che sta dentro di noi, come se fossimo "malati" di violenza, e che distrugge l'epifania dell'evento. E la cosa che fa più paura è la capacità di questa violenza di mostrarsi anche spettacolare e di come venga emulata. Però poi ogni volta bisogna ricominciare, si deve superare, per andare avanti". Del resto, il calcio ha gesti e dinamiche che si ripetono, ma c'è sempre anche qualcosa di imprevedibile. "A qualsiasi attività basta un niente perché si trasformi in tragedia, o in comica - sottolinea ancora Acquaroli - sono un lettore appassionato dell'antropologo René Girard, che in La violenza e il sacro fa una disanima della nostra natura: il pretesto passa, la violenza resta. Negli anni Settanta e Ottanta era la politica, adesso persino i social sono un pretesto. E il calcio purtroppo dà questa sponda: la coreografia, il tifo avversario, possono scatenare la violenza che cerca pretesti per esplodere in un evento di festa".
Ma a poco sembrano servire le misure prese dopo eventi violenti, di repressione o di prevenzione: "Cosa si può fare? - si chiede - si deve agire a livello politico e culturale, altrimenti ti senti autorizzato a fare tutto, allo stadio come sui social. Io andavo a vedere la partita, era semplice, ora non più. Forse bisognerebbe ricominciare proprio dagli stadi, renderli moderni e adatti al pubblico che vuole solo divertirsi".
La costruzione della serie, aggiunge, "è un lavoro giornalistico interessante: non dà giudizi, è un racconto con testimonianze da inchiesta" e suscita "una riflessione: non possiamo lasciare che fatti così drammatici avvengano ancora. Come è possibile solo pensare che ci si possa affrancare in questo modo dalla civiltà e accettarlo come se fosse inevitabile? Ecco, spero che la serie inoculi la voglia di far capire che il calcio deve essere messo al riparo della violenza".