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"Il grande gioco", c'è del marcio nel mondo del pallone

Multischermo/ La serie Sky con Francesco Montanari e Giancarlo Giannini che racconta il sottobosco del calciomercato
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Il grande gioco – Sky Atlantic, produzione originale italiana, due episodi al venerdì sera – è il classico caso di scalata al cielo senza che nessuno abbia trovato il coraggio di fermare tutto prima di iniziare. E non tanto per la serie in sé – grosso modo non distante da altre cose Sky realizzate su storie forti, vedi quei Diavoli di cui questa sembra uno spin off abbozzato – quanto perché occuparsi o addirittura prendere di petto il mondo del calcio dentro film, serie e racconti oscuri non ha mai detto bene a nessuno. Gli appassionati veri del pallone se ne vanno subito (figuriamoci se non ne intuiscono il lato oscuro, ma poi basta un gol in giravolta di un brasiliano per andare a dormire felici la sera: chi altro può garantire un risultato simile?). Quanto a chi detesta il calcio, avrà i suoi motivi e non sente un gran bisogno di conferme.

Il grande gioco – Sky Atlantic, produzione originale italiana, due episodi al venerdì sera – è il classico caso di scalata al cielo senza che nessuno abbia trovato il coraggio di fermare tutto prima di iniziare. E non tanto per la serie in sé – grosso modo non distante da altre cose Sky realizzate su storie forti, vedi quei Diavoli di cui questa sembra uno spin off abbozzato – quanto perché occuparsi o addirittura prendere di petto il mondo del calcio dentro film, serie e racconti oscuri non ha mai detto bene a nessuno. Gli appassionati veri del pallone se ne vanno subito (figuriamoci se non ne intuiscono il lato oscuro, ma poi basta un gol in giravolta di un brasiliano per andare a dormire felici la sera: chi altro può garantire un risultato simile?). Quanto a chi detesta il calcio, avrà i suoi motivi e non sente un gran bisogno di conferme.

Con richiami all’anno 2006, quando successero cose pesantucce nel pallone italiano, la vicenda che ha al centro il procuratore interpretato da Francesco Montanari e il vasto sottobosco molto borderline che si occupa di compravendita dei calciatori è nerissima e stracolma di luoghi comunissimi: figli contro padri, corruzione, lusso ostentato etc. Il fatto che ogni tanto entri in scena Giancarlo Giannini e un solo giro di quel timbro di voce riconcili con le brutture del mondo, non è sufficiente. Gli altri fanno il loro, in un contesto che, va ribadito, è il peggiore da affrontare.

C’è appunto Montanari, c’è Elena Radonicich (ma quando torna La porta rossa?) ci sono le auto rombanti e la voglia di stupire il mondo spiegando che cosa sia davvero il calcio e quanto sia brutto brutto brutto. L’operazione parte sempre da chi il pallone non lo ama, con i risultati di cui sopra. Il calcio, per chi invece lo ama, è tipo una categoria dello spirito: ad affrontarlo come se fosse una cosa raccontabile a tesi ed episodi ci si fa male. O se ne riparlerà quando qualcuno ci riuscirà davvero.

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Il palpitante giro di nomine Rai in arrivo va completato al più presto. Si iniziano già a notare in giro persone che si bloccano sul lavoro e rifiutano di andare avanti se prima non sanno chi sarà il nuovo direttore del Tg2.