"Il grande gioco", c'è del marcio nel mondo del pallone
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIl grande gioco – Sky Atlantic, produzione originale italiana, due episodi al venerdì sera – è il classico caso di scalata al cielo senza che nessuno abbia trovato il coraggio di fermare tutto prima di iniziare. E non tanto per la serie in sé – grosso modo non distante da altre cose Sky realizzate su storie forti, vedi quei Diavoli di cui questa sembra uno spin off abbozzato – quanto perché occuparsi o addirittura prendere di petto il mondo del calcio dentro film, serie e racconti oscuri non ha mai detto bene a nessuno. Gli appassionati veri del pallone se ne vanno subito (figuriamoci se non ne intuiscono il lato oscuro, ma poi basta un gol in giravolta di un brasiliano per andare a dormire felici la sera: chi altro può garantire un risultato simile?). Quanto a chi detesta il calcio, avrà i suoi motivi e non sente un gran bisogno di conferme.
Il grande gioco – Sky Atlantic, produzione originale italiana, due episodi al venerdì sera – è il classico caso di scalata al cielo senza che nessuno abbia trovato il coraggio di fermare tutto prima di iniziare. E non tanto per la serie in sé – grosso modo non distante da altre cose Sky realizzate su storie forti, vedi quei Diavoli di cui questa sembra uno spin off abbozzato – quanto perché occuparsi o addirittura prendere di petto il mondo del calcio dentro film, serie e racconti oscuri non ha mai detto bene a nessuno. Gli appassionati veri del pallone se ne vanno subito (figuriamoci se non ne intuiscono il lato oscuro, ma poi basta un gol in giravolta di un brasiliano per andare a dormire felici la sera: chi altro può garantire un risultato simile?). Quanto a chi detesta il calcio, avrà i suoi motivi e non sente un gran bisogno di conferme.
C’è appunto Montanari, c’è Elena Radonicich (ma quando torna La porta rossa?) ci sono le auto rombanti e la voglia di stupire il mondo spiegando che cosa sia davvero il calcio e quanto sia brutto brutto brutto. L’operazione parte sempre da chi il pallone non lo ama, con i risultati di cui sopra. Il calcio, per chi invece lo ama, è tipo una categoria dello spirito: ad affrontarlo come se fosse una cosa raccontabile a tesi ed episodi ci si fa male. O se ne riparlerà quando qualcuno ci riuscirà davvero.
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Il palpitante giro di nomine Rai in arrivo va completato al più presto. Si iniziano già a notare in giro persone che si bloccano sul lavoro e rifiutano di andare avanti se prima non sanno chi sarà il nuovo direttore del Tg2.