✕

La regina Anya ora vive in una casa di bambole

Multischermo / 'The miniaturist', prodotta dalla Bbc arriva su Sky la serie ambientata nella Amsterdam del 1600. Protagonista l’attrice star de 'La regina degli scacchi', Anya Taylor-Joy
1 minuti di lettura

Sempre meglio rivolgersi agli inglesi se si va a caccia di miniserie tv di spessore e anche insolite: era così già nel 2017 quando la Bbc ha prodotto questo The miniaturist che arriva solo oggi da noi, su Sky, forse sul richiamo della protagonista, ovvero Anya Taylor-Joy, celebre all’improvviso per La regina degli scacchi. In origine un romanzo assai venduto, di Jessie Burton, e siamo in pieno period-drama dalle tinte gotiche, anzi di più. Si va nella Amsterdam di fine 1600 e si chiama un direttore della fotografia che conosca a menadito Vermeer e sappia renderne l’atmosfera. Il resto lo fa la storia, solida e fantastica al tempo stesso, con dentro mille lezioni magari attualissime su tolleranza, convivenza, determinazione femminile e persecuzioni al diverso.

Sempre meglio rivolgersi agli inglesi se si va a caccia di miniserie tv di spessore e anche insolite: era così già nel 2017 quando la Bbc ha prodotto questo The miniaturist che arriva solo oggi da noi, su Sky, forse sul richiamo della protagonista, ovvero Anya Taylor-Joy, celebre all’improvviso per La regina degli scacchi. In origine un romanzo assai venduto, di Jessie Burton, e siamo in pieno period-drama dalle tinte gotiche, anzi di più. Si va nella Amsterdam di fine 1600 e si chiama un direttore della fotografia che conosca a menadito Vermeer e sappia renderne l’atmosfera. Il resto lo fa la storia, solida e fantastica al tempo stesso, con dentro mille lezioni magari attualissime su tolleranza, convivenza, determinazione femminile e persecuzioni al diverso.

Taylor-Joy è Nella, giovane spiantata di famiglia nei guai: ma riceve un invito a un matrimonio al buio che sanerà i debiti e, quindi, risolverà almeno un problema. Il promesso sposo è un ricco imprenditore di Amsterdam — in tempi di fiorenti commerci mondiali a base di zucchero — il trasferimento nella capitale è traumatico: la famiglia dello sposo, ovvero una sorella e i due servitori, non ne vogliono sapere ma soprattutto lo sposo non avvicina nemmeno la bella e giovane moglie, per motivi intuibili. Quella che si sviluppa è una trama che ha alla base una casa di bambole regalata alla giovane e che viene presto riempita da stupende miniature create da una figura assai ambigua, che sembra saperne molto su quello che succede nella casa più grande — quella piccola ne è la perfetta riproduzione. Svelare altro non è bello, basti sapere che, con ritmo lento ma implacabile, il dramma evolve e la giovane protagonista diventa sempre più centrale, decisa e decisiva. Tre episodi in tutto da un’ora: una volta queste cose si chiamavano film, qui siamo dentro una miniserie di ottima categoria.
***
«L’altro giorno ero al supermercato e c’era questa signora che si è messa a fissarmi, a lungo. Io me ne sono accorto, così ho ascoltato quello che ha detto poi al marito: “Non riesco a ricordarmi in che film l’ho visto”».
(Gianfranco Fini, BellaMa’, Rai 2)