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Maria Antonietta, la serie tv. La protagonista: "Non solo corsetti e parrucche. Ha combattuto contro l'etichetta"

Mercoledì 8 marzo le ultime due puntate della serie di Deborah Davis, già sceneggiatrice de 'La favorita', che offre un nuovo ritratto della Delfina di Francia: non più la ragazza viziata e fissata con la moda, ma una giovane donna che con coraggio e spregiudicatezza riuscirà a farsi strada in un mondo profondamente ostile. La racconta la protagonista Emilia Schüle
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In effetti mancava solo lei. Dopo Caterina la grande di Russia, Elisabetta I d'Inghilterra, l'imperatrice d'Austria Sissi e una serie di altre teste coronate raccontate poco più che adolescenti, con un linguaggio nuovo quello della serialità - che mescola ricostruzioni in costume e musica pop, linguaggio moderno e scene d’amore senza veli - non poteva non arrivare Maria Antonietta. Creata da Deborah Davis, che con Tony McNamara (non a caso showrunner di The great), ha firmato il film capostipite del nuovo filone La Favorita (per cui è stata candidata agli Oscar del 2018), la serie è un incubo a occhi aperti.

Maria Antonietta, su Sky Serie e su Now (questo mercoledì 8 marzo le ultime due puntate), ricostruisce l'arrivo della quattordicenne austriaca alla Corte di Luigi XV dove ad attenderla c'è un adolescente poco più grande di lei (il nipote del re, il futuro Luigi XVI), introverso e con la fissa per la caccia…

In effetti mancava solo lei. Dopo Caterina la grande di Russia, Elisabetta I d'Inghilterra, l'imperatrice d'Austria Sissi e una serie di altre teste coronate raccontate poco più che adolescenti, con un linguaggio nuovo quello della serialità - che mescola ricostruzioni in costume e musica pop, linguaggio moderno e scene d’amore senza veli - non poteva non arrivare Maria Antonietta. Creata da Deborah Davis, che con Tony McNamara (non a caso showrunner di The great), ha firmato il film capostipite del nuovo filone La Favorita (per cui è stata candidata agli Oscar del 2018), la serie è un incubo a occhi aperti.

Maria Antonietta, su Sky Serie e su Now (questo mercoledì 8 marzo le ultime due puntate), ricostruisce l'arrivo della quattordicenne austriaca alla Corte di Luigi XV dove ad attenderla c'è un adolescente poco più grande di lei (il nipote del re, il futuro Luigi XVI), introverso e con la fissa per la caccia, e un'intera Corte che non vede l’ora di vederla fallire. Con coraggio e spregiudicatezza riuscirà a farsi strada in un mondo profondamente ostile. La interpreta l'attrice tedesca Emilia Schüle che si è data anima e corpo al personaggio e per quasi un anno è diventata la regina francese.

Cosa sapeva di Maria Antonietta e cosa ha imparato?

"Sapevo fondamentalmente cosa sanno tutti: una regina viziata, dipendente dai bei vestiti e dalle parrucche, che ha guidato la Francia durante la rivoluzione e che ha perso la testa. L'idea che mi ero fatta veniva fondamentalmente dal film di Sofia Coppola e quando ho letto il primo episodio per il provino sono rimasta sorpresa di come la prospettiva fosse diversa. Il primo episodio è il racconto di un incubo raccontato dal suo punto di vista, dal punto di vista di questa quattordicenne mandata via dal suo paese, dalla sua casa, da sua madre per sposare un uomo che non aveva mai incontrato con l’idea che non avrebbe mai più rivisto né la sua terra né sua mamma. Hai subito la sensazione di quanto tutto questo sia stato un abuso nei suoi confronti".

 

Cosa le ha detto Deborah Davis?

"Sicuramente il suo è un approccio al personaggio che tiene in considerazione il fatto che Marie Antoinette ha avuto un destino difficile, che viveva in un ambiente ostile, in una famiglia che non l’amava, o almeno molti dei componenti e che cercavano costantemente di liberarsi di lei. Ho scoperto che era tutto sommato una donna moderna, in qualche modo una femminista perché non ha accettato il ruolo che la società le aveva imposto. Ha combattuto contro tutte queste stupide regole imposte dall’etichetta, si è battuta per preservare la sua libertà, cercava qualcosa di più nella vita che accontentarsi di abiti stupendi e incredibili parrucche".

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Come ha trovato la sua Maria Antonietta?

"È stato un processo molto lungo. Quando ho ottenuto la parte sono volata a Parigi dove ho fatto un'infinità di prove d'abito, una cosa folle. Sono stata per giorni e giorni nel dipartimento costumi con le braccia larghe e persone che lavoravano sul mio corpo per realizzare gli abiti. Mi sentivo totalmente estranea perché non parlavo francese, i francesi non parlano molto inglese…mi sono sentita un po’ come la stessa Maria Antonietta che è arrivata in questo paese straniero sentendosi un po’ un’aliena come è capitato a me. Poi abbiamo visitato Versailles, uno storico ha risposto a tutte le nostre domande e ci ha mostrato tutto il castello, anche le parti che solitamente sono inaccessibili perché se vai come turista puoi vedere solo alcune parti di Versailles ma ci sono molte, molte più stanze di quelle aperte al pubblico. Mi sono fatta un’idea di come era la sua vita là, quanto era vasto il palazzo e quanto sola potesse sentirsi".

La sfida più grande nella preparazione?

"L'aspetto più complicato della preparazione è stato il fatto che ci sono talmente tante informazioni su di lei… libri e interpretazioni di chi fosse che ad un certo punto ho dovuto mollare tutto, perché ad un certo punto stavo con Deborah Davis e le ho detto guarda per prepararmi ho letto ‘questo libro e questo libro’… e lei mi ha detto ‘oh mio Dio, odio questo libro, quando l'ho letto lo volevo gettare contro il muro perché molti di quelli che hanno scritto su di lei sono critici e sbrigativi'. Ho deciso di abbandonare la ricerca e avere fiducia in me stessa e nella sceneggiatura, nel lavoro col mio coach a Berlino e liberarmi da tutto andare sul set e divertirmi".

La vostra serie è un dramma in costume ovviamente ma con elementi di horror, ci sono i suoi incubi, le sue visioni. Com'è stato vivere la storia attraverso questo sguardo?

"È stato molto divertente a dirla tutta perché la corte francese era un posto veramente bizzarro. Per lei è stato come tornare indietro in un posto di centinaia di anni più vecchio dell'Austria, con tutta questa serie di regole stupide e un’etichetta senza senso... procedure folli veramente crudeli: non esisteva privacy come la prima notte di nozze in cui sono andati a letto circondati da decine di persone. Ho trovato molto interessante mostrare questa immagine globale".

Il momento di maggiore soddisfazione in questa lunga lavorazione?

"Abbiamo girato per cinque mesi e ci siamo preparati per tre mesi, un viaggio molto lungo. Non avevo mai interpretato un ruolo per così tanto tempo, ricordo che ad un certo punto ho cominciato a sognare come il personaggio. È stato molto strano, mi sentivo confusa. Mi sono detta: è meglio che ad un certo punto vada a casa… non ho più la mia vita. Vivevo sul set, Berlino era lontana. Interpretarla però è stato l'aspetto di maggiore soddisfazione per me, è un personaggio bellissimo perché è molto complesso all'opposto di quello che molti pensano. Era una ribelle, carismatica, giocosa, testarda… tantissime cose. Un personaggio molto bello da interpretare perché non ti annoi mai…"

La cosa più difficile sul set?

"Sicuramente quegli orribili corsetti che erano esattamente come quelli originali. Sono stata veramente strizzata dentro, ti senti veramente in una gabbia lì dentro, sei totalmente dipendente dagli altri per vestirti ci vogliono almeno venti minuti per farlo. Dior ha realizzato due abiti per la serie, qualcosa di straordinario ma questi vestiti non erano autorizzati a toccare il pavimento quindi un incubo con qualcuno che doveva tenermi sollevato il vestito ogni volta che mi spostavo. Comunque sicuramente i corsetti sono stati la cosa più terribile, una vera rottura".

 

Negli ultimi anni c'è stato un vero boom di serie che raccontano le regine del passato in un modo nuovo. Un messaggio al pubblico contemporaneo, alle ragazze di oggi?

"Penso che la storia sia stata scritta da uno sguardo profondamente maschile e ora le cose stanno cambiando e per questo credo che debba essere raccontata di nuovo da una prospettiva femminile. Questo secondo me è il motivo per cui si stanno raccontando di nuovo tutti questi personaggi femminili, questo non riguarda solo le regine ma le donne in generale in ogni periodo della storia e in tutti i paesi. Era solo una questione di tempo perché questo accadesse".

 

Come la sua esperienza d’attrice l'ha preparata a questo ruolo?

"Ho iniziato a recitare vent'anni fa, da bambina, e ho interpretato Marie Antoinette a 29 anni, il momento perfetto per me. Ero pronta per portare il peso di un personaggio così importante gestire la tensione e 96 giorni di riprese. Tutta l'esperienza che ho fatto prima mi ha preparata a questo e a capire come gestire l’esperienza tenendo alto il livello di energia. Ogni mattina c'erano tre ore di preparazione prima di andare sul set e alla fine della giornata un’ora per togliersi tutto…"

Girare a Versailles come è stato?

"È stato sicuramente magico, un’esperienza unica, quando abbiamo girati nei luoghi reali ma anche quando giravamo in altri castelli intorno a Parigi o anche in studio perché tutto era talmente ben ricostruito che sembrava di essere là. Abbiamo girato gli esterni al castello e gli interni in studio, per cui ho avuto la sensazione di stare là per cinque mesi, abbiamo girato quattro settimane solo nella sua camera da letto. Tra l'altro quando giri a Versailles non puoi assolutamente mangiare dentro per cui ogni volta dovevo camminare per dieci minuti almeno se volevo fare una pausa per mangiare qualcosa e uscire dal castello".

Ci sarà una seconda stagione?

"Spero proprio di sì, c'è ancora così tanto da raccontare".