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Elefanti, donne e scandali. Così cadde Juan Carlos di Borbone

Multischermo / Dalla difesa della democrazia agli scandali. Ascesa e caduta del sovrano spagnolo
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Chi era in età consapevole ai tempi, lo ricorda eccome: Juan Carlos di Borbone, Re di Spagna, uomo delle Provvidenza per riportare la il paese sulla retta via democratica senza cedere a tentazioni. Tanto che all’inizio compare anche la sequenza del pazzariello Tejero che nel 1981 entra armato nel Parlamento spagnolo, tenta il golpe e finisce a macchietta. E ancora c’è l’ammirazione del mondo intero per quel sovrano che aveva fatto barriera e da lì ad abbracciarsi con Pertini nello stadio Mundial è un attimo. Ma poi è finita in un altro modo, lui fuggitivo e ricoperto di melma per questioni serissime e ampiamente perseguibili e questa è la storia di tutto quanto: Juan Carlos. La caduta di un Re è la docuserie prodotta da Sky e che arriva oggi in mezzo mondo, compreso Sky Documentaries.

Quattro puntate, ma già la prima può mandare in orbita c…

Chi era in età consapevole ai tempi, lo ricorda eccome: Juan Carlos di Borbone, Re di Spagna, uomo delle Provvidenza per riportare la il paese sulla retta via democratica senza cedere a tentazioni. Tanto che all’inizio compare anche la sequenza del pazzariello Tejero che nel 1981 entra armato nel Parlamento spagnolo, tenta il golpe e finisce a macchietta. E ancora c’è l’ammirazione del mondo intero per quel sovrano che aveva fatto barriera e da lì ad abbracciarsi con Pertini nello stadio Mundial è un attimo. Ma poi è finita in un altro modo, lui fuggitivo e ricoperto di melma per questioni serissime e ampiamente perseguibili e questa è la storia di tutto quanto: Juan Carlos. La caduta di un Re è la docuserie prodotta da Sky e che arriva oggi in mezzo mondo, compreso Sky Documentaries.

Quattro puntate, ma già la prima può mandare in orbita chi ama storie morbose di personaggi potenti finiti nella polvere. Da subito si va al dunque: l’amatissimo sovrano ha fama sì di donnaiolo ma a tutto c’è un limite. Il momento clou è una vacanza in Botswana con annessa caccia grossa, agli animali. E sulla scena del gossip internazionale compare lei, è bionda, è di altissimo lignaggio tedesco e si chiama Corinna zu Sayn-Wittgenstein. Da quel che si capisce, Juan Carlos, obnubilato dalla (come dire) componente femminile dell’umanità, impazzisce del tutto: e il giorno dopo vanno per il mondo video nei quali lui e altri uccidono un elefante usando una sorta di cannone da braccio. Segue foto del Re seduto sorridente sull’elefante, e lì crolla tutto. Con l’eccezione di qualcuno ancora fedele (c’è un citrullo di suo vecchio amico che lo definisce “un grande cacciatore” proprio perché ha sparato all’elefante) la docuserie è una sfilata di testimonianze a carico e di ricostruzione della vicenda: che presto si allarga a trame fin troppo scoperte che coinvolgono soldi, tanti, alte sfere, servizi segreti e così via.

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Giornalista del Tg4: “Scusi se disturbo, la situazione sembra molto grave, ancora”. Uomo che sta spalando fango: “Eh, sì”.

(Chissà se effettivamente serve aumentare la copertura televisiva dalle zone alluvionate)