Late night, un’epopea ancora in piedi
di Antonio DipollinaPiù o meno sono la rappresentazione del migliore dei mondi possibili. Divertimento, gente di talento, star dello show business, intrattenimento a livello altissimo, idee e, davanti alla tv, un pubblico selezionato, a tarda sera, a godersi spettacolo e invenzioni. Per gli appassionati di queste cose la docuserie The Story of Late Night è un giardino di delizie. Realizzata dalla Cnn, da noi su Sky Documentaries — sei episodi in tutto, disponibili sullo streaming di Now i primi quattro — è una immersione irresistibile dentro una storia molto americana ma che poi è andata per il mondo, sia in originale (i tempi in cui si guardava Letterman quasi in tempo reale anche da noi) sia con i molti tentativi di imitazione.
Fin dagli anni 50, il racconto di come venne scoperta la prateria televisiva della tv a tarda ora, emoziona e coinvolge. Per non parlare delle sequenze — sempre troppo brevi — di momenti storici con i vari Johnny Carson, Letterman stesso, Jay Leno e quelli di oggi: e seduti acca…
Più o meno sono la rappresentazione del migliore dei mondi possibili. Divertimento, gente di talento, star dello show business, intrattenimento a livello altissimo, idee e, davanti alla tv, un pubblico selezionato, a tarda sera, a godersi spettacolo e invenzioni. Per gli appassionati di queste cose la docuserie The Story of Late Night è un giardino di delizie. Realizzata dalla Cnn, da noi su Sky Documentaries — sei episodi in tutto, disponibili sullo streaming di Now i primi quattro — è una immersione irresistibile dentro una storia molto americana ma che poi è andata per il mondo, sia in originale (i tempi in cui si guardava Letterman quasi in tempo reale anche da noi) sia con i molti tentativi di imitazione.
Fin dagli anni 50, il racconto di come venne scoperta la prateria televisiva della tv a tarda ora, emoziona e coinvolge. Per non parlare delle sequenze — sempre troppo brevi — di momenti storici con i vari Johnny Carson, Letterman stesso, Jay Leno e quelli di oggi: e seduti accanto a loro, a divertirsi e divertire, ospiti da urlo. Una storia che sa anche di evoluzione feroce e implacabile, televisiva e no: conflitti che richiamano da vicino quelli della serie The Morning Show. Il racconto anche dettagliato delle rivalità devastanti tra i protagonisti, il tutto però misto a una sorta di missione comune e alla consapevolezza di costituire una élite televisiva, che non aveva certo i numeri delle prime serate ma le surclassava per appeal e ruolo d’avanguardia.
La storia si segue come una serie di grande divertimento e curiosità. Se a questo, che è comunque un doc storico che racconta e mette in fila gli avvenimenti, seguisse prima o poi una sorta di best of dei momenti migliori, nei decenni, intorno a quelle scrivanie con uso di ospiti, ne sortirebbe qualcosa di imperdibile.
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Uno dei protagonisti della serie è Dick Cavett. Una sera, decenni fa, ha ospiti politici e nel talk definisce “bigotti” gli elettori di un deputato ultraconservatore presente in studio. Quello si infuria e urla che Cavett deve scusarsi. Lui ci pensa un attimo e: “Va bene, se tra i suoi elettori ve ne sono di non bigotti, mi scuso con loro”.