Unar, rapporto sulle discriminazioni: meno segnalazioni sul lavoro
di PASQUALE QUARANTA<br /><br /> Nella classifica dei contesti a più alto tasso discriminatorio il lavoro cede il posto a mass media e vita pubblica. Presentati anche i risultati e le novità del Forum "Diversitalavoro". I dati dell'ufficio antidiscriminazioni razziali (Unar) della presidenza del Consiglio dei Ministri su discriminazioni e lavoro.
MILANO - Cercasi talenti a cui offrire pari opportunità nel mondo di lavoro. L'offerta è di Diversitalavoro, un progetto di imprenditoria sociale che dal 2007 promuove l'inclusione lavorativa di persone con disabilità, persone di origine straniera e persone transgender. La persona è capace? Le performance sono redditizie per il business dell’azienda? Bene, tutto il resto non conta. O non dovrebbe contare. Perché i dati diffusi oggi durante la conferenza stampa “Lavoro: diversità uguale opportunità” organizzata da Diversitalavoro rassicurano da un lato e allarmano dall'altro.
L'inversione di tendenza. Nel 2013 l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri (Unar) ha registrato un cambiamento. Se nel 2012 le denunce di atti discriminatori erano riconducibili in buona parte ai contesti di lavoro (37,7%), nel 2013 questo triste primato è stato raggiunto dai mass me…
L'inversione di tendenza. Nel 2013 l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri (Unar) ha registrato un cambiamento. Se nel 2012 le denunce di atti discriminatori erano riconducibili in buona parte ai contesti di lavoro (37,7%), nel 2013 questo triste primato è stato raggiunto dai mass me…
MILANO - Cercasi talenti a cui offrire pari opportunità nel mondo di lavoro. L'offerta è di Diversitalavoro, un progetto di imprenditoria sociale che dal 2007 promuove l'inclusione lavorativa di persone con disabilità, persone di origine straniera e persone transgender. La persona è capace? Le performance sono redditizie per il business dell’azienda? Bene, tutto il resto non conta. O non dovrebbe contare. Perché i dati diffusi oggi durante la conferenza stampa “Lavoro: diversità uguale opportunità” organizzata da Diversitalavoro rassicurano da un lato e allarmano dall'altro.
L'inversione di tendenza. Nel 2013 l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri (Unar) ha registrato un cambiamento. Se nel 2012 le denunce di atti discriminatori erano riconducibili in buona parte ai contesti di lavoro (37,7%), nel 2013 questo triste primato è stato raggiunto dai mass media (26,2%) e dalla vita pubblica (21,1%). Rispetto al lavoro la percentuale si è assestata al 16%. L'accesso all'occupazione rimane il momento in cui si verifica la maggior parte delle discriminazioni (71,9%), che riguardano soprattutto l'età (47,8%) e la razza e l'etnia (37,7%). Le disparità vengono segnalate più dalle vittime (55,8%) che dai testimoni (21,2%).
Diversity management. “In Italia c'è ancora molto da fare, ma il trend di denuncia rilevato nel 2013 dal numero 800 90 10 10 rispetto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro è diminuito rispetto all'anno precedente” ci spiega Marco Buemi, esperto dell'Unar. “Questa inversione di tendenza è sicuramente riconducibile anche all'impegno delle numerose associazioni ed organizzazioni che, sul territorio, si sono fatte promotrici di concrete azioni positive di integrazione e sensibilizzazione nel mondo del lavoro ed alle diverse iniziative di Diversity Management che l'Unar promuove sul territorio anche con il coinvolgimento delle aziende italiane".
Diversità al lavoro. Nel 2014 l’Italia ospiterà, dal 1 luglio al 31 dicembre, il semestre di presidenza europeo. Nel corso dell'incontro i promotori di Diversitalavoro - Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Fondazione Sodalitas, People e Unar – hanno presentato i risultati raggiunti dal progetto nel 2013 e le novità in programma per il 2014. Dati che fanno ben sperare. Nel 2013 hanno partecipato ai 3 Career Forum Diversitalavoro oltre mille candidati selezionati, che hanno sostenuto presso le 40 aziende presenti più di 16mila colloqui. I candidati in queste occasioni sono stati soprattutto uomini (53%) iscritti alle categorie protette (85%) e laureati (71%) prevalentemente in discipline economiche (23%). Il 6% di loro, a seguito della partecipazione a Diversitalavoro, ha ottenuto un impiego.
Le opportunità online. Le persone con disabilità, le persone iscritte alle categorie protette, le persone di origine straniera e le persone transgender in cerca di lavoro possono sin d'ora accedere al sito www.diversitalavoro.it e consultare le offerte che le aziende aderenti al progetto pubblicheranno in vista dei 4 Career Forum 2014 in programma a Napoli (5 marzo), Milano (5 giugno), Roma (27 novembre) e, per la prima volta, Catania (13 marzo). Anche quest'anno nell'ambito di Diversitalavoro verrà proposto un calendario di incontri formativi sulle pari opportunità cui i manager e gli addetti alla selezione del personale delle imprese potranno partecipare gratuitamente. Le date di questi appuntamenti verranno diffusi nelle prossime settimane.
Aziende virtuose. Al termine della conferenza stampa è stato consegnato uno speciale riconoscimento – il Diversity&Inclusion Award – alle imprese che nel 2013 hanno inserito nella propria azienda persone incontrate durante i Career Forum Diversitalavoro: American Express, Banca Popolare di Milano, IBM e Intesa Sanpaolo le aziende premiate per le politiche di inclusione. Secondo Rosa Santamaria Maurizio, responsabile delle risorse umane di American Express Italia e Spagna, il tema che incontra più pregiudizi in ambito lavorativo è quello della disabilità: "Per superare ogni barriera - commenta - American Express ha istituito già da alcuni anni un Diversity Council formato da tutto il Senior Management Team con lo scopo, tra i tanti, di rendere il luogo di lavoro sempre più favorevole all'inserimento di talenti con disabilità. Abbiamo realizzato sessioni informative a tutti i livelli aziendali, eventi interni con associazioni impegnate nella valorizzazione della disabilità e un piano mirato di comunicazione interna, volti ad aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento di tutti i dipendenti su questo tema".
L'inversione di tendenza. Nel 2013 l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri (Unar) ha registrato un cambiamento. Se nel 2012 le denunce di atti discriminatori erano riconducibili in buona parte ai contesti di lavoro (37,7%), nel 2013 questo triste primato è stato raggiunto dai mass media (26,2%) e dalla vita pubblica (21,1%). Rispetto al lavoro la percentuale si è assestata al 16%. L'accesso all'occupazione rimane il momento in cui si verifica la maggior parte delle discriminazioni (71,9%), che riguardano soprattutto l'età (47,8%) e la razza e l'etnia (37,7%). Le disparità vengono segnalate più dalle vittime (55,8%) che dai testimoni (21,2%).
Diversity management. “In Italia c'è ancora molto da fare, ma il trend di denuncia rilevato nel 2013 dal numero 800 90 10 10 rispetto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro è diminuito rispetto all'anno precedente” ci spiega Marco Buemi, esperto dell'Unar. “Questa inversione di tendenza è sicuramente riconducibile anche all'impegno delle numerose associazioni ed organizzazioni che, sul territorio, si sono fatte promotrici di concrete azioni positive di integrazione e sensibilizzazione nel mondo del lavoro ed alle diverse iniziative di Diversity Management che l'Unar promuove sul territorio anche con il coinvolgimento delle aziende italiane".
Diversità al lavoro. Nel 2014 l’Italia ospiterà, dal 1 luglio al 31 dicembre, il semestre di presidenza europeo. Nel corso dell'incontro i promotori di Diversitalavoro - Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Fondazione Sodalitas, People e Unar – hanno presentato i risultati raggiunti dal progetto nel 2013 e le novità in programma per il 2014. Dati che fanno ben sperare. Nel 2013 hanno partecipato ai 3 Career Forum Diversitalavoro oltre mille candidati selezionati, che hanno sostenuto presso le 40 aziende presenti più di 16mila colloqui. I candidati in queste occasioni sono stati soprattutto uomini (53%) iscritti alle categorie protette (85%) e laureati (71%) prevalentemente in discipline economiche (23%). Il 6% di loro, a seguito della partecipazione a Diversitalavoro, ha ottenuto un impiego.
Le opportunità online. Le persone con disabilità, le persone iscritte alle categorie protette, le persone di origine straniera e le persone transgender in cerca di lavoro possono sin d'ora accedere al sito www.diversitalavoro.it e consultare le offerte che le aziende aderenti al progetto pubblicheranno in vista dei 4 Career Forum 2014 in programma a Napoli (5 marzo), Milano (5 giugno), Roma (27 novembre) e, per la prima volta, Catania (13 marzo). Anche quest'anno nell'ambito di Diversitalavoro verrà proposto un calendario di incontri formativi sulle pari opportunità cui i manager e gli addetti alla selezione del personale delle imprese potranno partecipare gratuitamente. Le date di questi appuntamenti verranno diffusi nelle prossime settimane.
Aziende virtuose. Al termine della conferenza stampa è stato consegnato uno speciale riconoscimento – il Diversity&Inclusion Award – alle imprese che nel 2013 hanno inserito nella propria azienda persone incontrate durante i Career Forum Diversitalavoro: American Express, Banca Popolare di Milano, IBM e Intesa Sanpaolo le aziende premiate per le politiche di inclusione. Secondo Rosa Santamaria Maurizio, responsabile delle risorse umane di American Express Italia e Spagna, il tema che incontra più pregiudizi in ambito lavorativo è quello della disabilità: "Per superare ogni barriera - commenta - American Express ha istituito già da alcuni anni un Diversity Council formato da tutto il Senior Management Team con lo scopo, tra i tanti, di rendere il luogo di lavoro sempre più favorevole all'inserimento di talenti con disabilità. Abbiamo realizzato sessioni informative a tutti i livelli aziendali, eventi interni con associazioni impegnate nella valorizzazione della disabilità e un piano mirato di comunicazione interna, volti ad aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento di tutti i dipendenti su questo tema".