ROMA - I lasciti soldiali, in Italia, salgono del 55% rispetto a quattro anni fa. Secondo un'indagine di GfK per il Comitato Testamento Solidale, composto da 16 grandi organizzazioni no-profit, pubblicata in occasione della Giornata internazionale dei lasciti solidali, gli italiano hanno donato 1,1 miliardi di euro.
Nell'84 per cento dei casi si parla della donazione di beni mobili e per il 16 per cento della cessione di immobili. Il 46 per cento dei lasciti è inferiore ai 20mila euro, ma è la grandezza del gesto che conta. Si tratta di una tradizione molto forte nei Paesi del Nord e che, ad esempio, in Germania frutta 5 miliardi di euro e nel Regno Unito due miiardi di sterline.
I dati della crescita. Rispetto al 9% del 2012, il 14% degli italiani con più di 55 anni intende fare o ha già fatto un lascito solidale. Il maggior contributo arriva dai single e dalle coppie senza figli: il 27% di loro ha deciso che, dopo la morte, i beni vengano destinati ad associazioni umanitarie. Nonostante la beneficenza fatta in vita sia scesa dal 37 al 33%, la percentuale degli italiani a conoscenza del testamento solidale è salita dal 61 al 66%.
Mentre salgono al 28% le persone tra i 60 e i 69 anni che fanno testamento è aumentata, secondo la ricerca di GfK, la consapevolezza (dal 24 al 30%) che il lascito solidale non sia più soltanto una nobile abitudine per i ricchi, ma che sia buona norma farlo anche per gli appartenenti al ceto medio. Da un'indagine Eurisko emerge poi che gli italiani, negli ultimi quattro anni, sono più orientati a destinare parte dei propri averi a più associazioni (dal 27% al 32%).
Testamenti rosa. Se tra i giovani sembra crescere l'interesse verso questa forma di donazione post mortem, a far redigere dai notai il maggior numero di testamenti solidali sono le donne (65 per cento).
Le motivazioni. "Dietro la scelta di fare un lascito solidale - spiegano dal Consiglio nazionale del notariato - ci sono ragioni personali come la sensibilità verso una determinata causa (64%), la vicinanza in vita ad un'associazione (20%), il desiderio di lasciare un segno di sé fuori dalla propria famiglia (8%) e la visione etica della persona (8%)".
Ultimi in Europa. L'italia è fanalino di coda in Europa nella scrittura dei testamenti, insieme alla Spagna e alla Francia. Decidere cosa fare dei propri averi dopo la morte è un pensiero che preoccupa il 49% degli inglesi con più di 55 anni, seguito dal 33% degli olandesi e dal 28% dei tedeschi. Anche nella classifica dei lasciti solidali il primato va al Regno Unito. Grazie alla spinta delle campagne del comitato 'Remember a charity', attivo dal 2000, la quota di testamenti in favore di associazioni no-profit è aumentata dal 12,2% del 2007 al 14,4% nel 2012: l'obiettivo è arrivare al 16 per cento entro il 2018.
Nell'84 per cento dei casi si parla della donazione di beni mobili e per il 16 per cento della cessione di immobili. Il 46 per cento dei lasciti è inferiore ai 20mila euro, ma è la grandezza del gesto che conta. Si tratta di una tradizione molto forte nei Paesi del Nord e che, ad esempio, in Germania frutta 5 miliardi di euro e nel Regno Unito due miiardi di sterline.
I dati della crescita. Rispetto al 9% del 2012, il 14% degli italiani con più di 55 anni intende fare o ha già fatto un lascito solidale. Il maggior contributo arriva dai single e dalle coppie senza figli: il 27% di loro ha deciso che, dopo la morte, i beni vengano destinati ad associazioni umanitarie. Nonostante la beneficenza fatta in vita sia scesa dal 37 al 33%, la percentuale degli italiani a conoscenza del testamento solidale è salita dal 61 al 66%.
Mentre salgono al 28% le persone tra i 60 e i 69 anni che fanno testamento è aumentata, secondo la ricerca di GfK, la consapevolezza (dal 24 al 30%) che il lascito solidale non sia più soltanto una nobile abitudine per i ricchi, ma che sia buona norma farlo anche per gli appartenenti al ceto medio. Da un'indagine Eurisko emerge poi che gli italiani, negli ultimi quattro anni, sono più orientati a destinare parte dei propri averi a più associazioni (dal 27% al 32%).
Testamenti rosa. Se tra i giovani sembra crescere l'interesse verso questa forma di donazione post mortem, a far redigere dai notai il maggior numero di testamenti solidali sono le donne (65 per cento).
Le motivazioni. "Dietro la scelta di fare un lascito solidale - spiegano dal Consiglio nazionale del notariato - ci sono ragioni personali come la sensibilità verso una determinata causa (64%), la vicinanza in vita ad un'associazione (20%), il desiderio di lasciare un segno di sé fuori dalla propria famiglia (8%) e la visione etica della persona (8%)".
Ultimi in Europa. L'italia è fanalino di coda in Europa nella scrittura dei testamenti, insieme alla Spagna e alla Francia. Decidere cosa fare dei propri averi dopo la morte è un pensiero che preoccupa il 49% degli inglesi con più di 55 anni, seguito dal 33% degli olandesi e dal 28% dei tedeschi. Anche nella classifica dei lasciti solidali il primato va al Regno Unito. Grazie alla spinta delle campagne del comitato 'Remember a charity', attivo dal 2000, la quota di testamenti in favore di associazioni no-profit è aumentata dal 12,2% del 2007 al 14,4% nel 2012: l'obiettivo è arrivare al 16 per cento entro il 2018.