Mondo Solidale

Le Ong italiane con la Corte penale internazionale: “Pieno sostegno all’incriminazione di Hamas e Netanyahu”
(ansa)

Le Ong italiane con la Corte penale internazionale: “Pieno sostegno all’incriminazione di Hamas e Netanyahu”

L'Aoi sostiene la richiesta del procuratore Khan di promulgare mandati di arresto. “Denunciamo l’intento genocidario in corso a Gaza, il ricorso alla fame, alla sete e alle malattie come arma di guerra e come punizione collettiva inferta ad una intera popolazione”

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“Esprimiamo pieno sostegno alla richiesta avanzata dal Procuratore della Corte Penale Internazionale Karim Khan di promulgare i diversi mandati d’arresto in relazione ai crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Israele e nei Territori Occupati Palestinesi” afferma in una nota l'Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi) che rappresenta oltre cento realtà associative italiane. In merito al mandato d'arresto che il procuratore capo della Corte dell'Aia ha chiesto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Yoav Gallant e i vertici di Hamas, tra cui il leader Yahya Sinwar, l’Aoi sottolinea che: “La via del diritto internazionale a protezione delle vittime civili può finalmente porre fine all’attuale impunità di una guerra sempre più crudele e spietata".

Un passo necessario. Secondo l’associazione la proposta del Procuratore si basa su prove sostanziali di crimini di guerra e crimini contro l’umanità dall’attacco al rave del 7 ottobre 2023. Quello proposto da Karim Khan è “un passo decisivo verso la giustizia e chiama l’intera comunità internazionale alle proprie responsabilità".

“Siamo da sempre a fianco delle vittime e dei sopravvissuti di tutte le guerre e da tempo denunciamo l’intento genocidario in corso a Gaza, il ricorso alla fame, alla sete e alle malattie come arma di guerra e come punizione collettiva inferta ad una intera popolazione – continua l’Aoi – Ogni luogo protetto dalle convenzioni e dal diritto internazionale è stato fatto target di questa guerra: ospedali, scuole, operatori umanitari, luoghi di culto, ambulanze, giornalisti, le stesse agenzie delle Nazioni Unite sono state colpite per impedire il soccorso alla popolazione”.

Una carovana a Rafah. Quindi l'organizzazione osserva: "Con la nostra carovana solidale che abbiamo fatto a marzo al valico di Rafah abbiamo potuto appurare il diniego strumentale e l’ostruzionismo portato avanti dalle autorità israeliane all’ingresso nella Striscia di aiuti salvavita per la popolazione civile affamata e priva di medicine". Da qui l'appello: "Invitiamo il nostro Governo, quelli degli Stati membri dell'Unione Europea e in generale la comunità internazionale a sostenere gli sforzi della Corte Penale Internazionale respingendo ogni tentativo di delegittimarne il ruolo ed infangarne il prestigio".

"L’indipendenza della Corte", conclude Aoi, "rappresenta infatti un punto di riferimento e un bene inestimabile agli occhi del mondo, e in particolare delle persone a cui sono negati i diritti fondamentali, per questo rinnoviamo la richiesta d’immediato cessate il fuoco e di apertura di tutti i valichi nella striscia di Gaza, affinché gli aiuti possano entrare copiosi e raggiungere in sicurezza tutta la popolazione".

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