MILANO - Garantire cibo per tutto il pianeta, contrastando le speculazioni finanziarie e affrontare i problemi legati alle patologie, derivanti da un'alimentazione non equilibrata, che hanno un forte impatto sui costi sociali. Se ne parlerà al 2° Webinar (un seminario online) organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition - oggi a Milano alle 17 - e sarà trasmesso in diretta streaming sul sito dell'azienda. Nel mondo occidentale - si legge nella ricerca - almeno un miliardo di persone è in sovrappeso o affetto da obesità, a fronte di un numero equivalente di persone (quasi 1 miliardo, secondo la FAO) che ha problemi di denutrizione. Il 75% delle quali vive in comunità rurali ed è costituita principalmente da piccoli agricoltori. La regione con il maggior numero di denutriti è l'Asia (555 milioni), seguita da Africa Sub-sahariana (201), America Latina (47), Vicino Oriente e Nord Africa (32). Se da un lato, nel periodo 1990-2007, la situazione è leggermente migliorata in Asia (-5,7%) e in America Latina (-13,3%), è avvenuto invece il contrario nell'Africa Sub-sahariana (+22%) e nelle regioni del Nord Africa e del Vicino Oriente (+65,3%).
Denutriti anche nei paesi ricchi. È importante sottolineare inoltre come il numero di persone denutrite nei Paesi sviluppati, complici gli effetti della crisi globale, sia aumentato del 54% nel periodo 2007-2010, passando da 12 milioni a 19 milioni e tornando ai livelli del 1995-97. Entro il 2050, inoltre, si stima che le aree coltivate si ridurranno dell'8-20% in mancanza di azioni correttive che, sommate agli effetti di carenza d'acqua, cambiamenti climatici e infestazioni da agenti patogeni, porteranno a un calo della produttività stimabile tra 5-25%: una diminuzione delle risorse disponibili che avverrà in contemporanea all'aumento della popolazione globale, che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi.
Le speculazioni sulle materie prime. Nel corso del meeting virtuale si parlerà anche delle policy da adottare a livello globale per garantire uno sviluppo agricolo equo e sostenibile: il settore sta infatti attraversando una forte crisi, aggravata da speculazioni finanziarie sulle materie prime alimentari che hanno reso ancora più imprevedibili le fluttuazioni del prezzo del cibo, con ricadute particolarmente rilevanti sulle fasce più povere. Tra i relatori Andrea Boltho, docente di economia internazionale e Emeritus Fellow della University of Oxford; David Dawe, Senior Economist presso la Agricultural Development Economics Division della FAO, Steven Schonberger, Regional Economist per l'Africa Occidentale e Centrale del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).
Gli appuntamenti futuri. Nel corso dei prossimi mesi il dibattito dei BCFN Talks toccherà altri temi di attualità in materia di alimentazione, attraverso il coinvolgimento di esperti e autorità internazionali. Questo il calendario:
· 12 luglio- Milano, webinar Le biotecnologie oltre gli OGM
· 8 settembre - Milano, webinar Vivere a lungo e in salute: quale ruolo per l'alimentazione?
· 28 settembre - Milano, webinar Alimentazione e bambini: modelli sostenibili per le nuove generazioni
Tutti i webinar potranno essere seguiti in streaming online, collegandosi al sito www. barillacfn. com
L'approccio multidisciplinare. Il Barilla Center for Food & Nutrition è un centro di pensiero e proposte dall'approccio multidisciplinare che affronta il mondo della nutrizione e dell'alimentazione mettendolo in relazione con le tematiche ad esso correlate: economia, medicina, nutrizione, sociologia, ambiente. Organismo garante dei lavori del Barilla Center for Food & Nutrition è l'Advisory Board, composto da: Barbara Buchner, Direttrice del Climate Policy Initiative di Venezia, Mario Monti, economista, John Reilly, Economista, Gabriele Riccardi, endocrinologo, Camillo Ricordi, chirurgo e scienziato, Claude Fischler, sociologo, Umberto Veronesi, oncologo.
Land grabbing: il nuovo colonialismo. In 2 anni sono quadruplicate le terre coltivate dai Paesi emergenti nei Paesi in via di sviluppo. Da 20 a 80 milioni di ettari le superfici soggette a questo fenomeno, che non si stenta a definire neocoloniale. La diminuzione della produttività agricola in alcune aree del Pianeta, legata a fenomeni naturali - come l'inaridimento dei suoli, la scarsità delle risorse idriche, gli effetti del cambiamento climatico - hanno portato alcuni governi a cercare opportunità alternative per assicurarsi i livelli produttivi necessari a soddisfare i fabbisogni alimentari. Il fenomeno che consegue è il cosiddetto land grabbing (accaparramento di terre). La competizione e la corsa per l'accaparramento per le risorse naturali sono spesso violente. Per darvi risalto, il direttore generale della FAO, Jacques Diouf, ha definito l'odierno land grabbing come una forma di "neo-colonialismo".
Un codice di condotta per gli investitori. Non sempre (e non necessariamente) queste acquisizioni sono da giudicare negativamente. In alcuni casi, a fronte di progetti di sviluppo e di regole d'ingaggio chiare tra governi e investitori, si tratta di investimenti strategici, quanto mai necessari nell'agricoltura e nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo. La novità di questo risiede soprattutto nel fatto che spesso i Paesi "colonizzati", nella speranza di poter sviluppare e modernizzare il proprio sistema agricolo contando sulle tecnologie, i capitali e i fertilizzanti degli investitori, accettano benevolmente questa "invasione". Il timore circa questa pratica riguarda però l'impatto del land grabbing sulle popolazioni povere locali, che rischiano di perdere l'accesso e il controllo del territorio da cui dipendono. Il fenomeno ha dimensioni notevoli, è in aumento e non sembra del tutto contrastabile: occorre quindi fare in modo che gli effetti generati siano il più possibile positivi. È a tal fine importante che gli organismi internazionali impongano un codice di condotta e il rispetto di standard vincolanti agli investitori .
In 3 anni, 19 milioni i denutriti nei paesi ricchi. La gravità del problema della food security nel mondo - intesa come livello di disponibilità e di accesso al cibo per le persone e per le popolazioni - appare evidente dall'analisi dei dati disponibili. Nel 2010 il numero complessivo di persone denutrite è stato di circa 925 milioni. Va registrato come fatto estremamente positivo il lieve ridimensionamento del fenomeno nel 2010, poiché segna un'inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, con una diminuzione di 98 milioni nel numero delle persone denutrite, pari al 9,6% del totale. Ciò è stato reso possibile da una più favorevole situazione economica globale e dalla riduzione dei prezzi dei beni alimentari rispetto ai picchi del 2008. Malgrado questo dato positivo, nel valutare la situazione complessiva non si può prescindere dal forte peggioramento registrato negli ultimi 15 anni a livello globale. Il dato tendenziale evidenzia infatti una situazione di emergenza, che riguarda circa un settimo della popolazione mondiale. Su una popolazione di circa 6,9 miliardi di persone, il problema della denutrizione nel mondo riguarda il 13,4% del totale.
Denutriti anche nei paesi ricchi. È importante sottolineare inoltre come il numero di persone denutrite nei Paesi sviluppati, complici gli effetti della crisi globale, sia aumentato del 54% nel periodo 2007-2010, passando da 12 milioni a 19 milioni e tornando ai livelli del 1995-97. Entro il 2050, inoltre, si stima che le aree coltivate si ridurranno dell'8-20% in mancanza di azioni correttive che, sommate agli effetti di carenza d'acqua, cambiamenti climatici e infestazioni da agenti patogeni, porteranno a un calo della produttività stimabile tra 5-25%: una diminuzione delle risorse disponibili che avverrà in contemporanea all'aumento della popolazione globale, che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi.
Le speculazioni sulle materie prime. Nel corso del meeting virtuale si parlerà anche delle policy da adottare a livello globale per garantire uno sviluppo agricolo equo e sostenibile: il settore sta infatti attraversando una forte crisi, aggravata da speculazioni finanziarie sulle materie prime alimentari che hanno reso ancora più imprevedibili le fluttuazioni del prezzo del cibo, con ricadute particolarmente rilevanti sulle fasce più povere. Tra i relatori Andrea Boltho, docente di economia internazionale e Emeritus Fellow della University of Oxford; David Dawe, Senior Economist presso la Agricultural Development Economics Division della FAO, Steven Schonberger, Regional Economist per l'Africa Occidentale e Centrale del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).
Gli appuntamenti futuri. Nel corso dei prossimi mesi il dibattito dei BCFN Talks toccherà altri temi di attualità in materia di alimentazione, attraverso il coinvolgimento di esperti e autorità internazionali. Questo il calendario:
· 12 luglio- Milano, webinar Le biotecnologie oltre gli OGM
· 8 settembre - Milano, webinar Vivere a lungo e in salute: quale ruolo per l'alimentazione?
· 28 settembre - Milano, webinar Alimentazione e bambini: modelli sostenibili per le nuove generazioni
Tutti i webinar potranno essere seguiti in streaming online, collegandosi al sito www. barillacfn. com
L'approccio multidisciplinare. Il Barilla Center for Food & Nutrition è un centro di pensiero e proposte dall'approccio multidisciplinare che affronta il mondo della nutrizione e dell'alimentazione mettendolo in relazione con le tematiche ad esso correlate: economia, medicina, nutrizione, sociologia, ambiente. Organismo garante dei lavori del Barilla Center for Food & Nutrition è l'Advisory Board, composto da: Barbara Buchner, Direttrice del Climate Policy Initiative di Venezia, Mario Monti, economista, John Reilly, Economista, Gabriele Riccardi, endocrinologo, Camillo Ricordi, chirurgo e scienziato, Claude Fischler, sociologo, Umberto Veronesi, oncologo.
Land grabbing: il nuovo colonialismo. In 2 anni sono quadruplicate le terre coltivate dai Paesi emergenti nei Paesi in via di sviluppo. Da 20 a 80 milioni di ettari le superfici soggette a questo fenomeno, che non si stenta a definire neocoloniale. La diminuzione della produttività agricola in alcune aree del Pianeta, legata a fenomeni naturali - come l'inaridimento dei suoli, la scarsità delle risorse idriche, gli effetti del cambiamento climatico - hanno portato alcuni governi a cercare opportunità alternative per assicurarsi i livelli produttivi necessari a soddisfare i fabbisogni alimentari. Il fenomeno che consegue è il cosiddetto land grabbing (accaparramento di terre). La competizione e la corsa per l'accaparramento per le risorse naturali sono spesso violente. Per darvi risalto, il direttore generale della FAO, Jacques Diouf, ha definito l'odierno land grabbing come una forma di "neo-colonialismo".
Un codice di condotta per gli investitori. Non sempre (e non necessariamente) queste acquisizioni sono da giudicare negativamente. In alcuni casi, a fronte di progetti di sviluppo e di regole d'ingaggio chiare tra governi e investitori, si tratta di investimenti strategici, quanto mai necessari nell'agricoltura e nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo. La novità di questo risiede soprattutto nel fatto che spesso i Paesi "colonizzati", nella speranza di poter sviluppare e modernizzare il proprio sistema agricolo contando sulle tecnologie, i capitali e i fertilizzanti degli investitori, accettano benevolmente questa "invasione". Il timore circa questa pratica riguarda però l'impatto del land grabbing sulle popolazioni povere locali, che rischiano di perdere l'accesso e il controllo del territorio da cui dipendono. Il fenomeno ha dimensioni notevoli, è in aumento e non sembra del tutto contrastabile: occorre quindi fare in modo che gli effetti generati siano il più possibile positivi. È a tal fine importante che gli organismi internazionali impongano un codice di condotta e il rispetto di standard vincolanti agli investitori .
In 3 anni, 19 milioni i denutriti nei paesi ricchi. La gravità del problema della food security nel mondo - intesa come livello di disponibilità e di accesso al cibo per le persone e per le popolazioni - appare evidente dall'analisi dei dati disponibili. Nel 2010 il numero complessivo di persone denutrite è stato di circa 925 milioni. Va registrato come fatto estremamente positivo il lieve ridimensionamento del fenomeno nel 2010, poiché segna un'inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, con una diminuzione di 98 milioni nel numero delle persone denutrite, pari al 9,6% del totale. Ciò è stato reso possibile da una più favorevole situazione economica globale e dalla riduzione dei prezzi dei beni alimentari rispetto ai picchi del 2008. Malgrado questo dato positivo, nel valutare la situazione complessiva non si può prescindere dal forte peggioramento registrato negli ultimi 15 anni a livello globale. Il dato tendenziale evidenzia infatti una situazione di emergenza, che riguarda circa un settimo della popolazione mondiale. Su una popolazione di circa 6,9 miliardi di persone, il problema della denutrizione nel mondo riguarda il 13,4% del totale.