Mondo Solidale

IL REPORT

Tubercolosi, nuovi strumenti diagnostici
Ma scarse risorse e rischio stagnazione

In 16 anni curate 51 milioni di persone. Ma la TBC resta una minaccia: 8,7 milioni di casi l'anno scorso, prima malattia killer con 1 milione e 450 mila morti nel mondo. I ceppi multiresistenti sono ancora un problema. Per sconfiggerla la multiresistenza che testa il paziente in 100 minuti, già in uso in 67 Paesi a rischio. Si prevede un ammanco di fondi per 3 miliardi di dollari, su 8 miliardi che servono.

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WASHINGTON - Un altro SuperMario italiano lancia l'allerta, questa volta su crisi economica, salute e lotta ai big-killer globali. "Nella sfida globale alla tubercolosi siamo ad un incrocio e il rischio attuale è la stagnazione: meno fondi, milioni di vite perdute": da Washington, alla presentazione dell'annuale report sulla Tbc (relativo all'anno 2011) è Mario Raviglione, direttore del dipartimento Stop Tb dell'Organizzazione mondiale della Sanità, a porre la questione in termini molto chiari e suona l'allarme.

In 16 anni trattate 51 milioni di persone. Dice nel suo discorso ufficiale Raviglione: "Nello spazio di 16 anni, abbiamo trattato 51 milioni di persone: senza quelle cure 20 milioni di persone sarebbero morte. Ma la tubercolosi è una minaccia: 8,7 milioni di casi l'anno scorso, prima malattia killer con un milione e quattrocentomila morti nel mondo, 500 mila donne. I ceppi multiresistenti sono ancora un problema: la cosiddetta Mdr-Tb colpisce 600 mila persone, e solo una su 5 riesce ad essere diagnosticata in tempo...".

Nuovi strumenti diagnostici.
Per sconfiggere la tubercolosi, racconta il Report, ora vi sono nuovi strumenti diagnostici, anche per la multiresistenza che testa il paziente in 100 minuti, già in uso in 67 Paesi a rischio, Sud Africa in prima linea, e con un calo del 41% dei costi dei test; tre nuovi antibiotici sono ormai alle porte ed entreranno in uso comune nel 2013. Da 40 anni non vi era per questa malattia una tale novità. Eppure...eppure tra il 2013 e il 2015 si prevede un ammanco di fondi per 3 miliardi di dollari, su 8 miliardi che servono.

Ma lo scenario non è roseo. Nonostante i progressi e casi di paesi virtuosi e di successi, come la Cambogia, lo scenario non è roseo. Katherine Floyd che ha coordinato il Report dell'Oms parla di un "gap che minaccia di portare indietro le lancette delle cure e della prevenzione nei Paesi più a rischio, Africa ed Europa dell'Est in particolare". L'appello è alla comunità internazionale e ai Paesi donatori, tra cui l'Italia, in ritardo in tutti gli impegni di pagamento con il Fondo globale contro Aids, malaria e, appunto, tubercolosi. Da SupeMario a SuperMario, forse questa volta qualche debito agli organismi internazionali della salute si può pagare?