LUSAKA (Zambia) - In quattro anni Cuthbert Hamuwele ha visto il suo raccolto triplicarsi: da nove quintali di granoturco nel 2009 a 2,8 tonnellate quest'anno. Tanto da potere non solo sfamare la sua famiglia, quella delle sue sorelle e dei suoi aiutanti, ma anche venderne oltre la metà e così pagare le rette scolastiche e risparmiare per i tempi magri. Se la sua fattoria a Mazabuka, nella Provincia meridionale dello Zambia, è diventata più redditizia, è merito della cosiddetta "agricoltura conservativa" o "agricoltura blu" promossa, dalla Fao e dall'Unione Europea. Un modello di produzione sostenibile basato su tre semplici principi: la copertura permanente del suolo per proteggerlo dall'erosione, una lavorazione ridotta del terreno e la rotazione delle colture per migliorarne la fertilità.
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I risultati ci sono. Assieme ad Hamuwele, in tutto lo Zambia oltre 315mila agricoltori hanno beneficiato dei 16,9 milioni di euro devoluti negli scorsi tre anni dall'Ue. E, visto che i risultati ci sono, per i prossimi quattro anni ne verranno stanziati altri 11,1 milioni di euro grazie all'accordo siglato dal Commissario europeo per lo Sviluppo Andris Piebalgs. Durante la sua recente visita nel Paese nel cuore dell'Africa centromeridionale, l'Eurocommissario lettone ha firmato anche lo stanziamento di cinque milioni di euro a sostegno delle Ong locali attive nella promozione della giustizia e dei media e tre contratti per un totale di 118 milioni di euro per la riabilitazione della Great East Road, una delle strade principali dello Zambia, nonché parte dell'asse di collegamento tra il Malawi e il Mozambico. Un'arteria indispensabile per promuovere gli scambi commerciali con i Paesi vicini per una nazione senza sbocchi sul mare.
Aumenta la ricchezza, ma i poveri sono ancora troppi. Dal 2009 a oggi lo Zambia ha registrato un aumento del Pil dal 6,4 al 7,3 per cento l'anno che ne fa una delle prime dieci economie mondiali per tasso di crescita. Eppure tre persone su quattro continuano a vivere sotto la soglia della povertà e un bambino su 15 muore prima di raggiungere il primo anno d'età. "Spero che gli accordi siglati assicurino che da questo momento in poi la crescita del Paese porti benefici all'intera popolazione, non solo a pochi", si è augurato il commissario Piebalgs.
Quei coccodrilli in agguato. Tra il 2008 e il 2013, l'Unione Europea aveva già dato allo Zambia aiuti allo sviluppo per 489,7 milioni di euro, serviti a finanziare scuole, ospedali e 33 comunità rurali. Come quella guidata da Samuel Soda a Cheeba: un sistema d'irrigazione azionato da semplici pompe a pedali realizzato grazie ai fondi europei non solo ha reso più florido il suo aranceto, ma anche salvaguardato i suoi familiari che rischiavano di essere aggrediti dai coccodrilli che infestavano le acque del fiume Kafue ogni volta che dovevano approvvigionarsi d'acqua.
L'istruzione agli orfani. Anche molte ong italiane attive in Zambia hanno beneficiato dei fondi europei stanziati nello scorso triennio. Il Centro laici italiano per le missioni (Celim) ha costruito la scuola comunitaria di Kanyama, sovraffollata e poverissima periferia della capitale Lusaka, per fornire istruzione a orfani e bambini di famiglie disagiate. L'associazione Centro orientamento educativo (Coe) ha invece avviato a Chikupi una scuola di formazione professionale che ogni anno trasforma centinaia di giovani in falegnami, saldatori, sarti, carpentieri e agricoltori. Ora che il finanziamento europeo è terminato, si sostiene autonomamente con la rendita della coltivazione di cocco e banane o con la vendita delle uniformi realizzate dagli allievi. "Non sempre è facile", spiega il responsabile Veli Schali. "I mattoni e le attrezzature costano molto".
In vista degli Obiettivi del Millennio. Al centro sanitario di Kafue i fondi europei continuano ad arrivare: parte dei 44 milioni di euro stanziati in tutto il Paese dall'Ue per conseguire gli Obiettivi di sviluppo del Millennio. Ma anche qui la sfida è aperta: "C'è un solo dottore per 23mila abitanti", dice Paul Kalinda, consigliere sanitario della delegazione Ue. "Non c'è abbastanza spazio per le medicine, né refrigeratori per conservarle alle giuste temperature. Non ci sono ambulanze". Il commissario Piebalgs ammette: "Sì c'è ancora molto da fare, ma i risultati conseguiti sinora, nel campo della lotta all'Aids ad esempio, sono incoraggianti. Per questo continueremo a sostenere il Paese".
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I risultati ci sono. Assieme ad Hamuwele, in tutto lo Zambia oltre 315mila agricoltori hanno beneficiato dei 16,9 milioni di euro devoluti negli scorsi tre anni dall'Ue. E, visto che i risultati ci sono, per i prossimi quattro anni ne verranno stanziati altri 11,1 milioni di euro grazie all'accordo siglato dal Commissario europeo per lo Sviluppo Andris Piebalgs. Durante la sua recente visita nel Paese nel cuore dell'Africa centromeridionale, l'Eurocommissario lettone ha firmato anche lo stanziamento di cinque milioni di euro a sostegno delle Ong locali attive nella promozione della giustizia e dei media e tre contratti per un totale di 118 milioni di euro per la riabilitazione della Great East Road, una delle strade principali dello Zambia, nonché parte dell'asse di collegamento tra il Malawi e il Mozambico. Un'arteria indispensabile per promuovere gli scambi commerciali con i Paesi vicini per una nazione senza sbocchi sul mare.
Aumenta la ricchezza, ma i poveri sono ancora troppi. Dal 2009 a oggi lo Zambia ha registrato un aumento del Pil dal 6,4 al 7,3 per cento l'anno che ne fa una delle prime dieci economie mondiali per tasso di crescita. Eppure tre persone su quattro continuano a vivere sotto la soglia della povertà e un bambino su 15 muore prima di raggiungere il primo anno d'età. "Spero che gli accordi siglati assicurino che da questo momento in poi la crescita del Paese porti benefici all'intera popolazione, non solo a pochi", si è augurato il commissario Piebalgs.
Quei coccodrilli in agguato. Tra il 2008 e il 2013, l'Unione Europea aveva già dato allo Zambia aiuti allo sviluppo per 489,7 milioni di euro, serviti a finanziare scuole, ospedali e 33 comunità rurali. Come quella guidata da Samuel Soda a Cheeba: un sistema d'irrigazione azionato da semplici pompe a pedali realizzato grazie ai fondi europei non solo ha reso più florido il suo aranceto, ma anche salvaguardato i suoi familiari che rischiavano di essere aggrediti dai coccodrilli che infestavano le acque del fiume Kafue ogni volta che dovevano approvvigionarsi d'acqua.
L'istruzione agli orfani. Anche molte ong italiane attive in Zambia hanno beneficiato dei fondi europei stanziati nello scorso triennio. Il Centro laici italiano per le missioni (Celim) ha costruito la scuola comunitaria di Kanyama, sovraffollata e poverissima periferia della capitale Lusaka, per fornire istruzione a orfani e bambini di famiglie disagiate. L'associazione Centro orientamento educativo (Coe) ha invece avviato a Chikupi una scuola di formazione professionale che ogni anno trasforma centinaia di giovani in falegnami, saldatori, sarti, carpentieri e agricoltori. Ora che il finanziamento europeo è terminato, si sostiene autonomamente con la rendita della coltivazione di cocco e banane o con la vendita delle uniformi realizzate dagli allievi. "Non sempre è facile", spiega il responsabile Veli Schali. "I mattoni e le attrezzature costano molto".
In vista degli Obiettivi del Millennio. Al centro sanitario di Kafue i fondi europei continuano ad arrivare: parte dei 44 milioni di euro stanziati in tutto il Paese dall'Ue per conseguire gli Obiettivi di sviluppo del Millennio. Ma anche qui la sfida è aperta: "C'è un solo dottore per 23mila abitanti", dice Paul Kalinda, consigliere sanitario della delegazione Ue. "Non c'è abbastanza spazio per le medicine, né refrigeratori per conservarle alle giuste temperature. Non ci sono ambulanze". Il commissario Piebalgs ammette: "Sì c'è ancora molto da fare, ma i risultati conseguiti sinora, nel campo della lotta all'Aids ad esempio, sono incoraggianti. Per questo continueremo a sostenere il Paese".