Mondo Solidale

Migranti e malattie, "Basta con la speculazione delle politica"

“Paure infondate” secondo il dottor Aldo Morrone, medico in prima linea nelle zone di guerra. In oltre 25 anni di studi non esiste alcuna evidenza scientifica dell’incidenza dei flussi migratori nella diffusione delle malattie. L’appassionata requisitoria al 55° Congresso Nazionale ADOI, associazione dei dermatologi

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BOLOGNA - “E’ ora di fare chiarezza. Non si può più speculare su queste persone”: sono le parole del dottor Aldo Morrone, primario dell’Ospedale San Gallicano di Roma, da oltre 15 anni in prima linea nell’assistenza sanitaria nelle zone di guerra. La sua requisitoria scuote la platea del 55° congresso nazionale di ADOI (Assoiazione Dermatologi Italiani). Migranti e diffusione delle malattie, da tema del giorno diventa un caso, anche perché a parlare al summit di Bologna non è un medico tra i tanti, ma uno dei maggiori esperti internazionali. Che non usa mezzi termini per inquadrare una questione di così forte impatto sociale.

Non c'è nessuna emergenza sanitaria legata ai migranti. In questo periodo di grande confusione geopolitica, infatti, la possibile diffusione di malattie tramite i flussi migratori ha ridestato inquietudini da Medioevo nella cittadinanza. Molte forze politiche hanno prontamente cavalcato l’argomento, e la stampa ha spesso parlato del ritorno di alcune patologie ormai scomparse in Europa, come la tubercolosi, e di un aumento esponenziale di casi di AIDS. Ma quale è la realtà dei fatti? “Non esiste alcuna emergenza sanitaria legata al fenomeno della migrazione – spiega il primario – o per meglio dire, è chiaro che l’accoglienza comporta delle attenzioni particolari in termini di sanità, ma non esiste alcuna evidenza scientifica sul fatto che i recenti flussi migratori incidano in  maniera determinante sulla diffusione delle patologie”.

Chi parte e arriva fin qui è sanissimo. Bisogna considerare, infatti, che coloro che partono alla volta dell’Europa e, soprattutto, coloro che al termine di un vero e proprio viaggio della speranza alla fine riescono a raggiungerla, sono proprio gli individui più sani e forti fisicamente, oltre che, con le dovute proporzioni, i più solidi anche dal punto di vista economico. “I più poveri, i malati e coloro in che si trovano in condizioni disagiate – continua Morrone -  non possono assolutamente muoversi dal Paese di origine. In oltre 25 anni abbiamo osservato centinaia di migliaia di casi di immigrazione  dal Medio Oriente, dal Sudest Asiatico e dall’America Latina, senza alcun problema di rilievo per il nostro Paese e per l’Europa in generale. E’un allarme prodotto più dalla scarsa informazione e dal gioco politico, che da una reale minaccia. Possiamo affermare con assoluta certezza che tali paure sono del tutto infondate”.

In aumento le malattie sessualmente trasmissibili. Dati confermati anche nella analisi specifica di un particolare genere di malattie, come quelle trasmissibili sessualmente, negli ultimi anni in forte aumento anche in Europa. In tutto il mondo si contano circa 1 milione e mezzo di casi al giorno di malattie veneree. Tali patologie, compresa l’infezione da HIV, sono tornate ad essere una priorità. “La causa però non risiede nella gestione dei flussi migratori. – avverte il medico -  Come dimostrano le statistiche, il fenomeno è in crescita da molti anni, e, a livello numerico, i recenti arrivi non influiscono in maniera determinante. Come tutto ciò che riguarda i comportamenti sociali, il rischio di diffusione delle malattie veneree può essere contrastato soltanto da una corretta e costante informazione, e forse negli ultimi anni abbiamo abbassato la guardia sotto questo aspetto”.

Nelle aree di conflitto. Ma se la migrazione di per sé non rappresenta motivo di allarme sanitario, una riflessione diversa il dottor Morrone la riserva alla gestione dei profughi di guerra: “Dal 2001 siamo presenti in zone ad alto rischio come il Libano e la Siria. In queste aree il conflitto, oltre a sterminare gli uomini, lascia donne e bambini in condizioni sanitarie sconcertanti. Persone in stato di completo abbandono, su cui da anni non vengono più eseguite neanche le vaccinazioni più comuni. In particolare in Libano, nei campi profughi, abbiamo osservato più di duemila bambini con il morbillo e la MERS (sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus). In questo senso dobbiamo fare molta attenzione e cercare di andare a curarli lì, direttamente nei luoghi di provenienza”.