✕

India, lotta alla malnutrizione, gli operatori umanitari si schierano contro gli 'integratori' distribuiti dell'UNICEF

Fa discutere in India il sostegno dell'organismo dell'Onu alla diffusione di nutrienti a base di lipidi come soluzione a un problema che tocca in forma grave oltre 900mila bambini. La replica dell'UNICEF
2 minuti di lettura

MUMBAI (AsiaNews) – L’Unicef vuole spingere la diffusione su ampia scala di integratori di nutrienti a base di lipidi (SQ-LNS) per combattere la malnutrizione dei bambini. Ma non è questa la strada giusta per affrontare davvero il problema. È quanto sostengono in India numerose realtà impegnate sul fronte di questa emergenza, che nel Paese vede ancora almeno 920mila bambini soffrire per forme di malnutrizione grave.

"Una scorciatoia al problema della povertà". La risposta l’Unicef spinge i Paesi ad acquistare gli SQ-LNS, integratori alimentari realizzati con pasta di legumi, frutta secca, latte in polvere con l’aggiunta di sali minerali e micro-nutrienti da distribuire ai bambini di 6-24 mesi di età. Un sistema che quanti si oppongono definiscono una "scorciatoia al problema della povertà, per di più esposta a pesanti conflitti di interessi con le aziende produttrici". Nei giorni scorsi l&rsq…

MUMBAI (AsiaNews) – L’Unicef vuole spingere la diffusione su ampia scala di integratori di nutrienti a base di lipidi (SQ-LNS) per combattere la malnutrizione dei bambini. Ma non è questa la strada giusta per affrontare davvero il problema. È quanto sostengono in India numerose realtà impegnate sul fronte di questa emergenza, che nel Paese vede ancora almeno 920mila bambini soffrire per forme di malnutrizione grave.

"Una scorciatoia al problema della povertà". La risposta l’Unicef spinge i Paesi ad acquistare gli SQ-LNS, integratori alimentari realizzati con pasta di legumi, frutta secca, latte in polvere con l’aggiunta di sali minerali e micro-nutrienti da distribuire ai bambini di 6-24 mesi di età. Un sistema che quanti si oppongono definiscono una "scorciatoia al problema della povertà, per di più esposta a pesanti conflitti di interessi con le aziende produttrici". Nei giorni scorsi l’International Baby Food Action Network (Ibfan) ha denunciato espressamente il coinvolgimento diretto di un’azienda produttrice - la francese Nutriset - nei test condotti dall’agenzia dell’Onu sull’efficacia nutrizionale di questi integratori.

La risposta dell'UNICEF e una nostra aggiunta. Aggiungiamo noi all'articolo di Nirmala Carvalho che, su questa vicenda l'ufficio UNICEF dell'India, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "L'UNICEF India non ha promosso o sostenuto l'uso di SQ-LNS nei programmi nutrizionali nazionali in quel Paese. L'UNICEF India lavora a stretto contatto con i governi nazionali e statali, i partner e le comunità per migliorare la nutrizione infantile e promuovere le migliori pratiche nell'alimentazione dei neonati e dei bambini, per creare soluzioni alla malnutrizione, che siano sostenibili, basate su dati concreti e sensibili alla cultura". Vale la pena anche aggiungere, da parte nostra, che in India - dati FAO - il 46% circa dei bambini minori di tre anni è sottopeso e molti di loro soffrono di malnutrizione acuta. Circa il 30% è sottopeso già alla nascita.

Gli aspetti culturali. Ma, al di là dell’aspetto economico, c’è appunto il tema del modo in cui questo tipo di interventi vanno a toccare fattori culturali come le abitudini alimentari e l'accettazione del cibo. Ne è convinto anche Joseph, il religioso che nello Stato indiano del Maharashtra porta avanti la Welfare Society for Destitute Children una delle opere fondate ormai sessant’anni fa da Anthony Elenjimittam, con il St. Catherine of Siena Orphanage. “Siamo impegnati nella lotta alla malnutrizione a Murbad, una sottodivisione del distretto di Thane che conta oltre 90 villaggi - racconta -. Lavoriamo proprio sulle abitudini alimentari, promuovendo comportamenti sani. In queste aree rurali remote, attualmente i nostri assistenti sociali promuovono attività con 150 le famiglie che partecipano ai nostri programmi. Incoraggiamo le donne e i bambini a sottoporsi regolarmente a visite mediche. Quando il cibo che consumano non è nutriente, insistono sull'importanza di dare loro alimenti nutrienti ad alto contenuto di proteine, ferro e minerali, ma in linea con le loro abitudini alimentari tradizionali”.

In estrema sintesi. Gli integratori alimentari possono essere importanti, ma là dove servono davvero. E senza dimenticare che la malnutrizione è una conseguenza della povertà che è l’ambito su cui occorre in maniera prioritaria intervenire. Fr. Joseph ricorda, infine, come questi interventi siano offerti a tutti in maniera gratuita, senza discriminazioni di casta e di fede.

* Nirmala Carvalho - Asianews