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Plastica, Trinidad e Tobago: nasce una nuova “app” per combattere l’inquinamento che sta distruggendo gli ecosistemi marini

Nel piccolo stato caraibico il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente punta sui giovani per ridurre il consumo di plastica
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ROMA – Sotto un’apparenza limpida, le acque turchesi di Trinidad e Tobago nascondono cumuli di plastiche che stanno distruggendo l’ecosistema. Ogni anno più di 88.600 tonnellate di rifiuti vengono depositati nelle acque oceaniche del piccolo stato dei Caraibi, con un impatto indiretto anche sulla salute umana; 450 milioni di tonnellate è invece la quantità di plastica che – secondo recenti ricerche – sarebbero depositate nel fondo di tuttoi gli  oceani "La plastica è ovunque", racconta Sarah Sobrian, un'attivista ambientale di 28 anni e membro della ONG RSC, all’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).

Le soluzioni ancora non applicate. C’è però, oltre la riduzione della produzione e del consumo della plastica, anche le che portino alla sua sostituzione con altri materiali, che prevedano nuovi metodi per riciclarla, a partire semplicemente dal miglioramento della sua raccolta, fino alla sua conversione chimica. Non ultimo, c’…

ROMA – Sotto un’apparenza limpida, le acque turchesi di Trinidad e Tobago nascondono cumuli di plastiche che stanno distruggendo l’ecosistema. Ogni anno più di 88.600 tonnellate di rifiuti vengono depositati nelle acque oceaniche del piccolo stato dei Caraibi, con un impatto indiretto anche sulla salute umana; 450 milioni di tonnellate è invece la quantità di plastica che – secondo recenti ricerche – sarebbero depositate nel fondo di tuttoi gli  oceani "La plastica è ovunque", racconta Sarah Sobrian, un'attivista ambientale di 28 anni e membro della ONG RSC, all’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).

Le soluzioni ancora non applicate. C’è però, oltre la riduzione della produzione e del consumo della plastica, anche le che portino alla sua sostituzione con altri materiali, che prevedano nuovi metodi per riciclarla, a partire semplicemente dal miglioramento della sua raccolta, fino alla sua conversione chimica. Non ultimo, c’è l’annoso, drammatico problema della riduzione dell’esportazione dei rifiuti di plastica nei paesi più poveri.

Il soccorso della tecnologia. Una nuova app punta ad aiutare i giovani di Trinidad e Tobago, insieme a quelli di altri piccoli stati insulari in via di sviluppo, a contrastare i danni causati dall'inquinamento da plastica. Chiamata Tide Turners, l'app è stata sviluppata da UNEP con l'aiuto dei ragazzi, come Sobrian. Stimola gli utenti a registrare il loro consumo di plastica in modo da sviluppare un piano d'azione per ridurne l'uso. Tra le altre cose, incoraggia le persone a utilizzare prodotti riciclabili o già riciclati e a eliminare la plastica ove possibile: piccoli cambiamenti dello stile di vita che secondo gli esperti possono aiutare ad arginare il flusso di plastica che si deposita quotidianamente negli oceani del mondo.

L'inquinamento da plastica. E’ un problema urgente che colpisce tutti i piccoli stati insulari in via di sviluppo. Ogni anno, da 19 a 23 milioni di tonnellate di plastica vengono scaricate negli oceani, nei fiumi e nei laghi del mondo. Percentuali comprese tra il 70 e l'85 per cento dei rifiuti marini nel Mar dei Caraibi proviene dalla terra e la maggior parte di essi è costituita da plastica.

I ragazzi sono la chiave del cambiamento. Ridurre l'inquinamento da plastica - dicono gli esperti - richiede uno sforzo da parte dei governi e delle imprese, ma soprattutto richiede l’impegno dei giovani. I bambini sono circa il 30 per cento della popolazione nei piccoli stati insulari in via di sviluppo dei Caraibi, mentre le persone di età inferiore ai 25 anni rappresentano fino al 60 per cento della popolazione. La nuova app Tide Turners dell'UNEP finora ha coinvolto più di 500 mila ragazzi e oltre a spingerli a usare meno plastica, li incoraggia ad avviare campagne di sensibilizzazione sui pericoli dell'inquinamento causato da questo materiale.

Quanta plastica circola nel mondo? L'umanità produce circa 430 milioni di tonnellate di plastica all'anno, due terzi delle quali sono contenute in prodotti monouso che diventano immediatamente rifiuti. I costi sociali ed economici dell'inquinamento da plastica raggiungono i 600 miliardi di dollari all'anno. L'esposizione alla plastica e alla microplastica può danneggiare la salute umana e la sua combustione all'aperto contribuisce all'inquinamento atmosferico e alle emissioni di inquinanti organici persistenti.

I numeri del consumo di plastica negli anni. Dagli anni '70 a oggi, il tasso di produzione della plastica è cresciuto più rapidamente di quello di qualsiasi altro materiale. Di questo passo, si prevede che la produzione globale di plastica raggiungerà le 1.100 milioni di tonnellate entro il 2050. Circa il 36 per cento di tutta la plastica prodotta viene utilizzata negli imballaggi, compresi i contenitori monouso per alimenti e bevande. L'85 per cento di essi finisce in discarica. Inoltre, circa il 98 per cento dei prodotti in plastica monouso nasce da combustibili fossili come la nafta, che si ottiene attraverso la distillazione del petrolio. Gli esperti ritengono che il livello delle emissioni di gas serra associate alla produzione, all'uso e allo smaltimento delle plastiche a base di combustibili fossili, raggiungerà il 19 per cento del bilancio globale del carbonio.

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