ROMA – Il Famine Early Warning System Method (FEWS NET) prevede che un totale di 105-110 milioni di persone avrà bisogno di assistenza alimentare almeno fino all’inizio del 2024. Aumenta la richiesta di aiuto in Africa meridionale e occidentale e nelle regioni dell’America Latina e dei Caraibi, mentre diminuisce in Africa orientale.
Le caratteristiche di El Niño. Questo fenomeno climatico che dovrebbe raggiungere il picco di intensità alla fine del 2023 per poi dissiparsi nel 2024, provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico centro-meridionale e orientale. La conseguenze è che alcune zone del mondo, in particolare le regioni dell’America Latina e dei Caraibi e dell’Africa meridionale e occidentale, diventano più vulnerabili alla siccità e altre, come l’Afghanistan e l’Africa orientale, diventano più esposte alla precipitazioni abbondanti.
L’impatto sui beni alimentari. L’effetto delle scarse precipitazioni e delle temperature superiori alla media sulla produzione agricola, sui prezzi dei prodotti alimentari, sull’acqua e sui servizi igienico-sanitari causano maggiore preoccupazione nelle aree soggette a siccità, ovvero in Africa meridionale e in America Latina, e in tutte quelle aree che si stanno riprendendo da un conflitto, come l’Etiopia settentrionale. L’impatto delle piogge abbondanti e delle inondazioni sulla produzione agricola, sulle infrastrutture stradali e sulle risorse igienico-sanitarie, invece, creano maggiori problemi nelle aree fluviali e pianeggianti del Corno d’Africa orientale.
Ma c’è una buona notizia. La buona notizia è che secondo il FEWS NET le precipitazioni superiori alla media faciliteranno la graduale ripresa dalla siccità, in corso ormai da tre anni, nel resto del Corno e in Afghanistan. El Niño è apparso a maggio ed è costantemente cresciuto come forza e come intensità fino a oggi. Secondo il Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration e il Climate Hazards Center dell'Università della California, la forza di questa ondata di El Niño è paragonabile ai primi sei eventi più forti mai registrati nella storia. Ma è meno grave dei due passaggi più forti registrati fino a oggi: quello del 1997/98, che portò un periodo di siccità e poi di inondazioni rimasto nella storia dell’Africa orientale; e quello del 2015/16, che causò un’ondata di siccità terribile nell’Africa meridionale.