Alimentazione, sono più di 140 milioni le persone che soffrono la fame in molti Paesi africani: e questo “Non è per niente un gioco”
ROMA – Cibo, clima e aumento dei prezzi: 140 milioni di persone in molti dei 54 Paesi africani stanno affrontando una grave insicurezza alimentare. Per coinvolgere l'opinione pubblica contro questa crisi, che è sì alimentare, ma che ha legami anche con altre emergenze, da quelle climatiche a quelle imposte dai numerosi conflitti interni in atto, è in atto una iniziativa solidale che vede protagonisti tre chef celebri: Ruben Bondì, Tracy Eboigbodin e Federico Fusca. Assieme ad Amref sostengono la campagna “La fame non è un gioco” per raggiungere e portare assistenza ad oltre 315 mila persone.
ALCUNI ESEMPI
In Sud Sudan, il Paese con uno dei più alti tassi di malnutrizione e di mortalità materna e infantile al mondo, 150.000 fra bambini sotto i 5 anni e donne in gravidanza e allattamento riceveranno micronutrienti essenziali, oltre 30.000 bambini saranno raggiunti dalla campagna vaccinale.
In Burkina Faso, tra le varie azioni, sarà possibile fornire il cibo necessario per garantire il servizio regolare delle mense scolastiche a 3.500 bambini.
In Etiopia la raccolta fondi permetterà di riabilitare il sistema idrico, i pozzi e gli abbeveratoi per il bestiame per una comunità di oltre 15.000 persone.
In Somalia, secondo la Caritas irlandese, l'80% delle famiglie somale soffre la fame. 5 milioni di persone. Circa 1/4 della popolazione, vive in una condizione di insicurezza alimentare acuta; tra queste 300.000 in condizioni di carestia estrema. Una fame insaziabile, che non risparmia neppure i più piccoli.
In Nigeria, circa 6 dei 17 milioni di nigeriani che oggi vivono una stato di insicurezza alimentare sono bambini sotto i 5 anni. Abitano negli Stati di Borno, Adamawa, Yobe, Sokoto, Katsina e Zamfara. Incombe su di loro un reale rischio di mortalità legato alla malnutrizione acuta. Solo negli Stati Bay, si prevede che il numero di bambini affetti da malnutrizione acuta aumenterà da 1,74 milioni nel 2022 a 2 milioni nel 2023.
Repubblica Democratica del Congo. Qui una persona su tre soffre di fame acuta: in totale sono 7 milioni di persone su circa 27,3 milioni che vivono in stato di insicurezza alimentare.
Il ruolo dei tre chef. Dunque, in vista della Giornata Mondiale dell'Alimentazione - 16 ottobre - i tre cuochi, che attraverso i propri contenuti social avvicinano ed appassionano quotidianamente il loro pubblico al mondo della cucina, hanno messo a disposizione la loro creatività per sensibilizzare le loro comunità sull'importanza dell'accesso equo al cibo, un diritto che in molte comunità Africane è ancora lontano. Ognuno di loro ha realizzato un video in cui prepara per l’occasione una ricetta della cucina africana: obiettivo principale di questa iniziativa non è solo la raccolta fondi, ma anche un'opportunità per diffondere un messaggio positivo e non stereotipato sull'Africa, evidenziando le sue radici e il suo enorme potenziale. Ogni video è lanciato sul canale Instagram di Amref Italia.
“La fame non è un gioco”. In Africa, ma in particolare in Burkina Faso, Sud Sudan e nelle zone semi-desertiche dell’Etiopia della Somalia e del Kenya, è in corso una delle più gravi crisi alimentari degli ultimi quarant’anni: oltre 100 milioni di persone stanno affrontando una situazione di fame acuta a causa di eventi climatici estremi aggravati da conflitti interni e instabilità dall'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Con la campagna “La fame non è un gioco”, Amref mira a rafforzare gli interventi attivi nelle aree più fragili integrano formazione, prevenzione e cura e si rivolgono in particolare ai gruppi di soggetti principalmente a rischio: donne in gravidanza e allattamento e bambini da 0 a 12 anni.