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Somalia, un groviglio di avversità sta trascinando il Paese verso la carestia

Le agenzie delle Nazioni Unite avvertono del peggioramento della crisi alimentare e della malnutrizione a causa degli effetti cumulativi di molteplici shock
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ROMA – Le Organizzazione delle Nazioni Unite, quella per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) e il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) avvertono oggi della troppo rapida intensificazione dell'emergenza alimentare in Somalia. Una situazione che sta riguardando 6 milioni di persone – il 31% della popolazione – con livelli critici di insicurezza alimentare identificati nella Fase 3, nel periodo tra aprile e giugno 2026.

Cosa comporta vivere nella Fase 3 della crisi alimentare. È il terzo dei cinque livelli della scala utilizzata dalle Nazioni Unite per misurare la gravità della fame nel mondo. Succede che le persone, le famiglie, subiscono un deficit calorico elevato e riescono a soddisfare il fabbisogno alimentare minimo, se non ricorrendo alla vendita dei propri beni di prima necessità o gli animali da allevamento. Aumenta per tutti – adulti e bambini – il tasso di malnutrizione acuta, cioè una improvvisa perdita di peso, atrofia muscolare, una condizione di profonda debolezza fisica e mentale, pericolosissima nei bambini al di sotto dei cinque anni, per la loro crescita psicofisica.

L’attesa della pioggia che se non arriva comincia la carestia. Dunque in Somalia è in atto una delle peggiori crisi di malnutrizione al mondo, che colpisce circa 1,9 milioni di bambini, di cui 493.000 soffrono di malnutrizione acuta grave e hanno un rischio di morte 12 volte superiore rispetto ai bambini ben nutriti. Nel frattempo, le popolazioni che vivono di agricoltura e pastorizia nel distretto di Burhakaba, nella regione di Bay, nel Sud-Ovest della Somalia, rischiano la carestia se si verificasse lo scenario peggiore, in cui le piogge della stagione che va da aprile a giugno dovessero venire a mancare.

Quando un Paese può essere dichiarato in stato di carestia.

Quando si accerta che, in una specifica area, si verificano tre delle seguenti condizioni estreme:

1) –Mancanza estrema di ciboper almeno il 20% delle famiglie che si trovano in condizioni di totale indigenza.

2) – Lamalnutrizione acuta riguarda il 30% dei bambini sotto i 5 anni

3) – Quandoiltasso di mortalità dovuta alla fame che si registra ogni giorno è di almeno di 2 morti ogni 10.000 persone o 4 decessi al giorno ogni 10.000 bambini

Il 40% dei bambini malnutriti. Intanto, i prezzi dei generi alimentari continuano ad aumentare vertiginosamente e gli aiuti umanitari non riescono ad essere sufficienti per le popolazioni più vulnerabili. Quasi il 40% dei bambini sotto i cinque anni in quest'area soffre già di malnutrizione acuta. Questa è la prima analisi del rischio di carestia dalla crisi del 2022, quando la carestia fu scongiurata grazie a interventi umanitari massicci e prolungati in seguito alla siccità più lunga mai registrata.

Il mix micidiale di fattori avversi. L'attuale crisi, in continuo peggioramento, è causata da molteplici fattori, tra cui una grave siccità, l'insicurezza, la scarsissima assistenza umanitaria e le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, oltre al crescente rischio di inondazioni nelle zone fluviali e pianeggianti. I prezzi dei generi alimentari – legati all'aumento dei prezzi del carburante e alle interruzioni della catena di approvvigionamento marittima – sono aumentati fino al 20%, indebolendo il potere d'acquisto delle famiglie e spingendole sull'orlo del baratro. A questi fattori concomitanti si aggiunge una drastica riduzione dei servizi e dell'assistenza umanitaria dovuta a gravi carenze di fondi.

Le strutture sanitarie per la nutrizione sono chiuse. Oltre 500 strutture sanitarie e nutrizionali sono state chiuse in tutto il Paese per mancanza di fondi, con focolai incontrollati e un aumento del rischio di mortalità. Il numero totale di casi di morbillo in Somalia è raddoppiato tra gennaio e marzo 2026 rispetto al primo trimestre del 2025, colpendo in particolare i bambini vulnerabili e già gravemente malnutriti. L'assistenza umanitaria nelle aree più a rischio, tra cui Burhakaba, viene intensificata pur con risorse estremamente limitate. Tuttavia, la copertura a livello nazionale rimane limitata, con quasi il 90% della popolazione che riceve un supporto minimo o nullo.

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