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Biodiversità, l’Amerigo Vespucci in Tunisia: a bordo le scuole per imparare la tutela del mare

L’attracco della nave della Marina militare italiana anche per sensibilizzare le nuove generazioni alla conoscenza di un prezioso bene comune
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TUNISI – Le scolaresche accolte a bordo, gli incontri con gli allievi ufficiali e la possibilità di conoscere da vicino una delle navi più belle del mondo e così rappresentative della Marina Militare italiana. E’ anche attraverso queste iniziative che l'Amerigo Vespucci mostra nei porti del mondo il messaggio della tutela del mare e della salvaguardia degli ecosistemi marini, fondamentali per l’equilibrio generale della natura e soprattutto per contenere gli effetti nefasti che i disequilibri della biodiversità aumentino i rischi di sopravvivenza delle popolazioni del mondo più povere ed esposte alla violenza degli eventi estremi della natura.

Oltre il 50% del PIL mondiale è legato direttamente alle sorti della natura. La mancata tutela della biodiversità, infatti, fa da moltiplicatore della povertà globale, per la semplice ragione che oltre il 50% del PIL mondiale è legato direttamente alle sorti della natura e dei suoi ecosistemi, da cui dipendono totalmente le popolazioni più povere del pianeta, in particolare quelle che vivono nelle aree rurali dei Paesi a basso reddito. Centinaia di milioni di persone dipendono dalle foreste e dagli sistemi acquatici per raccogliere legna, frutti, funghi o per la pesca. Dunque, la degradazione degli habitat cancella letteralmente ogni forma di economia informale di sopravvivenza.

La sosta della Vespucci nel porto di La Goulette. La dimensione educativa ha così accompagnato anche la tappa in Tunisia, dove il veliero è rimasto ormeggiato nel porto di La Goulette dal 31 ottobre fino ad oggi, anche nell'ambito delle celebrazioni per il 70° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Tunisia. Accanto alla formazione degli allievi ufficiali e alla promozione della tradizione navale italiana, la nave scuola svolge infatti un'attività di sensibilizzazione sulla protezione degli oceani, sulla conservazione della biodiversità e sull'uso responsabile delle risorse marine.

Un impegno che assume un significato particolare quando si rivolge ai più giovani. A richiamare questa dimensione durante la tappa tunisina è stato l'ambasciatore d'Italia a Tunisi, Alessandro Prunas, che ha sottolineato la partecipazione della nave a diversi programmi internazionali dedicati alla salvaguardia degli oceani. “C'è anche un importante aspetto di sensibilizzazione e di ricerca per la tutela del nostro ecosistema marino”, ha dichiarato Prunas, ricordando il ruolo della Vespucci come ambasciatrice dell'Unesco per la protezione degli oceani.

Conoscere il mare significa comprenderne la fragilità e rispettarne le risorse. L'attività si inserisce nel quadro del Decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile promosso dall'Unesco, che ha l’intento di rafforzare la conoscenza degli oceani e a promuovere una maggiore consapevolezza delle minacce che interessano gli ecosistemi marini. La navigazione, dunque, diventa anche uno strumento educativo: conoscere il mare significa comprenderne la fragilità, rispettarne le risorse e maturare la consapevolezza di proteggerlo per le generazioni future.

Il messaggio ambientale si intreccia con la stessa identità del veliero. Varata nel 1931, la Vespucci continua infatti a navigare prevalentemente a vela, custodendo tecniche tradizionali e competenze artigianali, dalle vele realizzate con fibre naturali alle cuciture ancora eseguite a mano. Un patrimonio che racconta un rapporto con il mare fondato sulla conoscenza, sulla disciplina e sulla capacità di adattarsi alle sue condizioni. A bordo hanno viaggiato 15 allievi ufficiali della Marina tunisina, che hanno condiviso con i colleghi italiani un'esperienza di formazione e navigazione, partecipando alla campagna del veliero.

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